Femminicidio

Femminicidio

4 Giugno Giu 2018 1720 04 giugno 2018

La protesta di Lima, in Perù, contro il femminicidio di Eyvi Agreda

Un caso di cronaca nera ha portato centinaia di donne in piazza, stanche dell'ennesima vittima. Loro danno la colpa al governo che oltre alle punizioni non ha ancora introdotto misure alternative come la prevenzione.

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Peru Femminicidio Eyvi Agrega

Fonte: Womenareurope

Un'altra donna è stata uccisa da un uomo a Lima, in Perù. Eyvi Agreda è soltanto l'ultima di una lunga serie di vittime, morte per femminicidio nel Paese. Così, alla notizia della scomparsa della donna, il primo giugno 2018, un gruppo di manifestanti è sceso in piazza e ha raggiunto il palazzo del Congresso per protestare contro una situazione che va avanti da anni e che, secondo loro, non è mai stata gestita a pieno dal governo. Il corteo si è poi spostato tra le strade della Capitale. Su Facebook sono stati pubblicati anche dei video della giornata.

Geplaatst door Serena Morena op vrijdag 1 juni 2018

La protesta è stata piuttosto accesa, con i manifestanti che si sono tinti le mani con la vernice rossa, come se fosse sangue, e hanno batutto sugli scudi della polizia che ha più volte attaccato il corteo. Secondo Womenareurope, «Eyvi Agreda è morta dopo un mese di terapia intensiva e più dieci operazioni, ma non è riuscita a salvarsi per via delle ustioni riportate. Il suo aggressore, un collega di lavoro che la perseguitava da tempo e che era stato denunciato, l'ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco su un autobus». E non è stato l'unico caso in Perù. I manifestanti, infatti, hanno attaccato lo Stato, colpevole di non aver introdotto misure di prevenzione ma di aver pensato solo all'inasprimento delle pene e, quindi, di essere presente soltanto quando il fatto (il femminicidio o la violenza) è già stata compiuta.

#GolesSíViolacionesNo | Esta mañana se realizó un banderolazo en el marco del partido entre Perú y Escocia, para denunciar el incremento de la violencia sexual hacia la mujer. #29M #PerúPaísDeVioladores

Geplaatst door Wayka op dinsdag 29 mei 2018

Sull'onda delle attiviste cilene, nelle ultime settimane anche le studentesse universitarie del Perù (e non solo) hanno iniziato a denunciare e a ribellarsi contro le molestie e le violenze subite in ambito accademico. Segno che il problema è enormemente diffuso in tutto il Paese. E ancora non è stato affrontato.

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