30 Maggio Mag 2018 1203 30 maggio 2018

Anche l'Arabia Saudita avrà una legge contro le molestie sessuali

Fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 300 mila riyal (quasi 70 mila euro). La misura ha avuto l'ok dal Consiglio dei ministri e dal Consiglio della Shura. Manca solo il decreto reale.

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Arabia Saudita Molestie Sessuali

Di una legge contro le molestie sessuali se ne parla da tempo in Arabia Saudita. Ma sembra proprio che siamo arrivati al rush finale, dopo che il Consiglio dei ministri ha dato l'ok alla misura, già approvata dal Consiglio della Shura, che prevede fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 300 mila riyal, ovvero quasi 70 mila euro. A questo punto, mancherebbe soltanto un passaggio per far entrare in vigore il testo: il decreto reale di Salman bin Abdulaziz Al Saud, ovvero il sovrano del Paese. «La legge mira a combattere il crimine delle molestie sessuali, a prevenirlo, a punire i colpevoli e a proteggere le vittime al fine di tutelare la privacy, la dignità e la libertà personale dell'individuo, garantite dalla legge e dai regolamenti islamici», ha scritto il Consiglio della Shura in un comunicato. La legge è solo l'ultima di una serie di riforme in Arabia Saudita.

LE DONNE POSSONO GUIDARE IN ARABIA SAUDITA DA GIUGNO 2018

La patente a tutti sembra una cosa ovvia. Ma l’Arabia Saudita era l’ultimo Paese al mondo in cui al genere femminile era vietato guidare: ma il 26 settembre 2017 re Salman ha eliminato il divieto con una riforma. Sì signori, c’era ancora un posto su questo pianeta in cui il tuo sesso decideva se dovevi salire sul sedile di destra o di sinistra. Il motivo di tale restrizione è, in parte, colpa del wahhabismo, una corrente ultraconservatrice dell’Islam e credo nazionale. I sacerdoti ulema, chiusi a ogni forma di apertura, negli anni hanno motivato il divieto con le teorie più assurde. Come riporta La Stampa, la più comune è che lasciare circolare liberamente le donne «distruggerebbe le basi della famiglia e della moralità». Ma c’è anche chi è arrivato a dire che la guida «danneggia le ovaie» e chi vieta loro di rimanere da sole in macchina per proteggerle dagli stupri. Ancora pochi giorni prima della decisione, lo sceicco Saad Al Hajry aveva affermato che le signore «hanno un quarto di cervello degli uomini». Motivo per cui, ovviamente, non sarebbero in condizioni di impugnare un volante. Permettere anche alle saudite di potersi muovere liberamente significa anche dar loro la possibilità di lavorare. Dunque incrementare l’economia di un Paese che con la crisi del petrolio di questi tempi non se la passa troppo bene. Modernizzarsi porta dunque vantaggi sotto ogni punto di vista e rafforza un’alleanza con gli Stati Uniti di cui l’Arabia ha bisogno (lo conferma il fatto che la notizia sulle patenti sia stato dato in contemporanea da Riad e da Washington). Con queste premesse si può sperare che la parità dei sessi faccia finalmente dei passi avanti in un Paese fra i più arretrati dal punto di vista dei diritti.

LE DONNE NEGLI STADI (SE ACCOMPAGNATE) DAL 2018

Un'altra importante riforma riguarda il libero accesso delle donne agli stadi ma solo se accompagnate a partire dal 2018. Un piccolo segnale che non può essere definito certo rivoluzionario, ma che tuttavia dimostra che la monarchia si sta interessando alla condizione femminile.

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