Scandalo Weinstein

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21 Maggio Mag 2018 1443 21 maggio 2018

Cosa ha detto Asia Argento su Harvey Weinstein al Festival di Cannes

Durante la cerimonia di chiusura, l'artista è salita sul palco e ha puntato il dito contro i presenti che «devono rendere conto del loro comportamento nei confronti delle donne».

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Harvey Weinstein Discorso Asia Argento Cannes

Ha fatto rumore, il discorso che Asia Argento ha pronunciato durante la cerimonia di chiusura del Festival di Cannes. Ha fatto rumore perché i media ne hanno parlato (a naso, ma è una sensazione, più all'estero che in Italia), e perché il mondo del cinema per larga parte ha fatto finta di non sentire. Lo ha rivelato la stessa artista su Twitter: «Dopo il mio discorso, l'unica persona che è venuta da me, congratulandosi e rivolgendomi delle parole gentili, è stato Spike Lee». Probabilmente Asia se lo aspettava. Non a caso, qualche minuto prima aveva detto: «Stasera, fra di voi, siedono coloro che devono rendere conto del loro comportamento nei confronti delle donne, che non può essere tollerato in questa o in nessun’altra industria. Sapete chi siete, ma soprattutto noi sappiamo chi siete e non vi permetteremo più di cavarvela così».

UN'EROINA

Qualcuno, però, il suo sostegno ad Asia ha voluto scriverlo e metterlo nero su bianco. Come il regista Laurent Bouhnik, che in un articolo pubblicato su L'Obs ha definito l'artista «la mia eroina». E ha raccontato, passo passo, come lui ha vissuto quella serata. Dalla montée des marches fatta dei soliti smoking, di sorrisi tirati e abiti da favola, passando per il dubbio che aleggia nella testa di Bouhnik, su quanto ci sia di autentico nei rapporti umani che osserva. Finché non arriva Asia. E allora tutto cambia.

TERRIBILE E BELLISSIMA

«E all'improvviso eccola. Tutta in nero. Come se fosse in lutto. Va al microfono. Non so perché, ma ho la sensazione che stia per succedere qualcosa. Qualcosa di grosso. Di enorme. Fa sul serio, lei. Non c'è nulla, a parte la sua andatura, che tradisce la sua volontà di non apparire bella. Eppure è bellissima, con quel volto pallido, la voce decisa, lo sguardo assassino. Asia Argento parla. E la sua parola è incisiva. Devastante. Accusa. Grida il suo dolore. Grida il suo disgusto. Se ne sbatte del protocollo. Sputa tutto il suo dolore». Una descrizione precisa, che fa onore al coraggio di Asia, ma anche a Laurent Bouhnik, che poi continua il suo articolo unendosi all'accusa dell'artista.

COL PUGNO IN ALTO

«Quando Weinstein la stuprò, qui, le allargò le gambe per ferirle l'anima e il cuore, in una camera d'albergo, durante il Festival di Cannes. Lei punta quelli che rimangono in silenzio. Quelli che sapevano. Quelli che hanno preferito chiudere gli occhi, le orecchie, la bocca. Come scimmiette ammaestrate. Ecco che cos'è il cinema in Francia. Il solo Paese dove ancora si tace su questa merda». Su questo ultimo aspetto, ci sentiamo in dovere di smentire Bouhnik, perché l'Italia non sta certo brillando nell'affrontare il problema. Né nel sostenere Asia nella sua battaglia. Come dice Bouhnik, qualcuno probabilmente pensa che sarebbe meglio se Asia sparisse. Ma Asia non sparisce: «Ha alzato il suo pugno in alto. Sublime. La mia eroina».

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