12 Marzo Mar 2018 1300 12 marzo 2018

Perché a Milano ci sono dei capezzoli attaccati ai muri?

È merito dell'iniziativa #FeelTheNipple, nata a opera di due studentesse che volevano affrontare il problema della censura.

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Feelthenipple Capezzoli Milano

Una volta si invitavano i borghesi a mettere dei fiori nei propri cannoni, oggi la priorità è invece attaccare capezzoli sui muri. Un'iniziativa che si chiama #feelthenipple e che sta pian piano invadendo le strade di tutta Milano, ma che potrebbe presto espandersi in altre città italiane, come Bologna. Tutto nasce da un'idea di due anonime studentesse che, un giorno, si sono chieste perché non tappezzare di capezzoli tutta la città. E presto hanno capito le implicazioni politiche del proprio gesto.

PAURA DEL CAPEZZOLO

Lo raccontano loro stesse a The Submarine, spiegando come il primo round di attacchinaggio a Porta Venezia non avesse sortito praticamente nessun effetto virale. In zona Isola la reazione però è stata molto diversa: scatti su Instagram, e rilancio dell'hashtag. Un quartiere alla volta, le due studentesse hanno intenzione di coprire di capezzoli buona parte del tessuto urbano. Ma le prime reazioni non stanno mancando, e svelano un determinato atteggiamento nei confronti della nudità.

CAPEZZOLI RIMOSSI

In molti casi, infatti, i capezzoli sono stati 'abrasi' dalle foto, che per il resto sono rimaste intonse. Insomma, la censura non ha raggiunto solo il primo account che le ragazze avevano aperto su Instagram per pubblicizzare il loro progetto, ma anche il mondo reale, dove qualche silente e ignoto censore ha preferito rimuovere quella parte del corpo che così tanto sembra scandalizzare qualcuno. Una provocazione, dunque, che in quanto tale è riuscita, perché è andata a toccare un nervo scoperto della società. Nella gallery di seguito, potete trovare le foto incriminate, tratte da Instagram.

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