9 Marzo Mar 2018 1710 09 marzo 2018

Iran, attivista contro il velo condannata a due anni

La donna potrebbe essere Vida Movahed, eroina simbolo della protesta. E anche le altre arrestate ora rischiano.

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A oltre un mese dall'inizio delle proteste contro il velo, le autorità dell'Iran hanno cominciato a condannare le donne che si sono azzardate a ergersi in luoghi pubblici senza indossare l'hijab. L'otto marzo, infatti, proprio nel resto del mondo si celebrava la Giornata internazionale della donna, una delle attiviste è stata condannata a due anni di prigione per il suo atto di protesta. Sebbene non sia chiara l'identità della condannata, si tema che possa trattarsi della donna simbolo del movimento, Vida Movahed.

ORA RISCHIANO TUTTE

La sentenza a carico della donna prevede tre mesi da trascorrere in carcere, come riporta la Repubblica, dopo i quali potrà fare richiesta di libertà condizionale. Il procuratore capo di Teheran avrebbe voluto che la pena venisse scontata interamente dietro le sbarre. Amnesty International teme che ora anche le altre 35 donne arrestate (molte delle quali poi liberate) possano dover affrontare lo stesso iter giudiziario e riportare pesanti condanne.

GLI INSULTI DELLE ISTITUZIONI

Il commento di Khamenei, d'altronde, non poteva che essere di totale chiusura rispetto alle rivendicazioni delle attiviste: «Nella logica islamica il ruolo della donna è inserito in una cornice precisa. Una donna islamica è colei che è guidata dalla fede e dalla castità. Mentre oggi c’è un quadro deviante, un modello di donna che è offerto dall’Occidente». Commento che rischia di passare addirittura per moderato, visto che da quando è iniziata la protesta le donne sono state apostrofate dalle istituzioni come «deficienti, infantili, pervertite, ingannate e malvagie».

LE IRANIANE NON MOLLANO

Ciononostante, le donne iraniane non hanno intenzione di lasciarsi intimidire. L'8 marzo, infatti, hanno organizzato una protesta di fronte al ministero del Lavoro per protestare e richiedere più diritti. Secondo quanto riportato da Al Arabiya, le forze di polizia dell'Iran avrebbero reagito chiudendo le strade intorno al ministero e schierando l'esercito.

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