8 Marzo Mar 2018 1100 08 marzo 2018

Da Brescia a Roma: quando il maestro di karate è pedofilo

Un altro caso di abusi sessuali scuote l'Italia. La storia di Giada, ritrasmessa da Le Iene, ci ricorda che cosa significhi subire violenze simili.

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Un altro maestro di karate, un altro caso di abusi e pedofilia. Dopo l'episodio di Brescia, anche a Roma è stato scoperto il caso di un istruttore che abusava sessualmente di un'allieva 14enne. L'uomo, di 47 anni, lavorava in una palestra del quartiere Appio, ed è stato arrestato in seguito a lunghe indagini durante le quali sarebbero stati raccolti numerosi indizi sulla condotta del maestro. Come riporta Roma Today, la denuncia era partita dalla madre della presunta vittima, che dopo essersi accorta del comportamento anomalo della figlia e aver letto dei messaggi sospetti, si era rivolta alla polizia. Il caso ha riportato alla memoria quello di Brescia, la cui vittima era stata intervistata da Le Iene tempo fa.

Questa ragazza si chiama Giada e quando aveva 12 anni è stata vittima di abusi sessuali da parte del suo maestro di...

Geplaatst door Le Iene op zondag 5 november 2017

FIDUCIA TRADITA

Nel servizio risalente al 5 novembre 2017 e rimandato in onda dal programma, Matteo Viviani intervista Giada, che ora è cresciuta ma all'epoca degli abusi aveva appena 12 anni. Giada racconta come si fidasse del suo insegnante, e di come altrettanto facesse la sua famiglia, al punto da lasciare che la figlia e l'uomo si vedessero anche al di fuori delle lezioni di karate. Le cose cominciarono a cambiare a seguito di un pigiama party organizzato in palestra, quando il maestro le infilò la mano nei pantaloni con l'intento di masturbarla, dicendole poi di tacere. Giada, che lo vedeva come una figura autorevole, si sentì costretta a obbedire.

IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI

Nell'estate successiva, Giada rimase da sola perché con una gamba rotta. Il maestro la invitò da lui per farle riabilitazione: una scusa, in realtà, per cercare di baciarla e costringerla poi a sesso orale reciproco. Giada, che è ancora una bambina, da una parte era infastidita e spaventata, dall'altra era stata plagiata a credere che quelli fossero degli atti d'amore del maestro nei suoi confronti. Che continuava a costringerla al silenzio, tra minacce e manipolazione dei sensi di colpa. Le violenze si protraggono per anni: a un certo punto il maestro coinvolge anche altri uomini, sopra i 40 anni. A 17 anni, dopo cinque anni di abusi, la situazione per Giada è insostenibile: trova il coraggio di dire no al maestro, che minaccia di suicidarsi nell'ennesimo tentativo di manipolarla. Giada però riesce a opporsi, e le violenze finiscono. Ancora tace, però, non ha il coraggio di raccontare niente a nessuno. Finché non vede il maestro uscire da uno stanzino con un'altra ragazzina. Pensare che l'incubo possa ripetersi per un'altra ragazza, la convince a parlarne prima al suo ragazzo, che la convince a raccontare tutto ai suoi genitori. Per il maestro è la fine. Ma Giada, a distanza di mesi dalla denuncia, viene ancora additata da qualcuno come ragazza facile, o come una che si è inventata tutto.

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