1 Marzo Mar 2018 1405 01 marzo 2018

Cattivemaestre difende la professoressa che ha insultato i poliziotti

Dopo il video andato in onda su Matrix, Canale 5, anche Massimo Gramellini ha attaccato la docente. Ma il blog delle insegnanti non ci sta.

  • ...
Gramellini Professoressa Poliziotti Cattivemaestre

La questione di Lavinia Cassaro, della professoressa di Torino che ha insultato (e augurato la morte a)i poliziotti, durante un corteo contro CasaPound, è molto complessa. Al di là della ragione e del torto del gesto plateale, fatto davanti a telecamere e giornalisti, sono nate tantissime polemiche tra chi ha difeso la docente e chi l'ha condannata. Tra questi, il primo è stato Matteo Renzi, leader del Pd, ospite da Nicola Porro a Matrix, in onda su Canale 5 lunedì 26 febbraio 2018. Dopo la messa in onda del video, l'ex premier ha commentato immediatamente: «Che schifo, non può insegnare. A Torino alcuni centri sociali andrebbero chiusi». Due giorni dopo, sul Corriere della Sera, è uscito il consueto Caffè di Massimo Gramellini che commentava lo stesso fatto. Ma c'è un passaggio che non è piaciuto per niente alle insegnanti del blog Cattivemaestre, quello dove il giornalista definisce Lavinia Cassaro «la fascista perfetta. Arrogante, violenta, fanatica. Con gli occhi strabuzzati e la bocca sguaiata che bestemmia il buon senso e il senso dello Stato». Così, le docenti hanno pubblicato un post sul loro sito dove difendono la professoressa di Torino.

LA DIFESA SUL BLOG

Il punto fondamentale dell'attacco a Gramellini e alla ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli (il Miur ha già avviato un provvedimento disciplinare contro Lavinia Cassaro) è il ruolo dell'insegnante fuori dall'orario di lavoro.

Fuori dalle classi non siamo più insegnanti, lavoratrici, rappresentanti di un’istituzione; siamo donne, femministe, antifasciste e antirazziste. Non siamo tenute a incarnare 24 ore su 24 e in ogni momento della nostra vita il ruolo del posto di lavoro né a rispettarne la disciplina. Dietro questo attacco alla professoressa, non c’è nessuna difesa dell’integrità della scuola. C’è solo la traccia di un nuovo perbenismo e moralismo che si fa strada nella società e che si intreccia con le pulsioni autoritarie di questa classe dirigente neoliberale. Solidarietà all’insegnante torinese, in piazza e nelle classi tutti i giorni contro ogni fascismo. Siamo tutte antifasciste, siamo tutte Cattivemaestre!

L'INSEGNAMENTO E L'OBBEDIENZA

Il caso della professoressa contro i poliziotti è stata un'occasione anche per fare un ragionamento generale sull'insegnamento, concepito come missione e sull'obbedienza.

Rifiutiamo la retorica dell’insegnamento come missione, come indole, come propensione naturale al sacrificio in quanto donne. Non siamo necessariamente materne e composte, né tantomeno pacate con i fascisti. Ci sembra gravissima la gogna mediatica alla quale la nostra collega viene sottoposta in queste ore, e un precedente pericoloso la richiesta di licenziamento per le sue scelte politiche. «Licenziata perché sguaiata antifascista» quello stesso antifascismo 'patinato' e retorico che qualcuno in campagna elettorale dice di difendere, ma poi è pronto ad insegnarci le buone maniere e a condannare chi non fa dell’obbedienza una virtù.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso