1 Marzo Mar 2018 1550 01 marzo 2018

Le donne del cinema francese contro molestie e gender gap

Due appelli alla viglia dei premi César: per sostenere le vittime di abusi e chiedere pari opportunità sul grande schermo.

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In Francia è guerra di comunicati e lettere aperte. Da una parte le sostenitrici di Catherine Deneuve, che reclama il diritto a essere molestata. Dall'altra, tante altre donne del cinema che invece la pensano completamente all'opposto, e che hanno firmato un appello su Liberation intitolato «Maintenant on agit», 'agiamo ora': insomma, un «Se non ora quando» in salsa gallica. Ma non è il solo: perché su Le Monde, invece, altre donne del cinema hanno reclamato il diritto alle quote rosa, per ottenere la parità di salario con i colleghi uomini. Appelli che arrivano proprio in concomitanza con gli Oscar francesi, i César.

PER UN SOSTEGNO REALE ALLE VITTIME

Ma andiamo con ordine. Il primo appello è stato firmato, tra le altre, da Emmanuelle Devos, Leila Slimani, Valérie Donzelli, Vanessa Paradis, Michel Hazanavicius, Diane Krueger e molte altre. I contenuti raccontano della necessità di compiere un passo successivo, dopo aver preso atto delle denunce: l'imperativo è fare qualcosa di efficace per far sì che le violenze contro le donne cessino, e che le vittime vengano davvero aiutate. Soprattutto è un appello che non teme di parlare di soldi, perché per mettere in atto politiche di prevenzione e sostegno questo ci vuole: il denaro. Le firmatarie raccontano in vari punti le forme di violenza e le reazioni messe in atto finora: «Abbiamo subito [...] Abbiamo resistito [...] Abbiamo taciuto [...]», e così via. Un punto molto importante è quello dove le donne rivendicano il proprio diritto a percepire in maniera differente le molestie: l'asticella ogni donna la pone dove preferisce, e quel limite, che sia permissivo o restrittivo, va rispettato. Alla luce di tutto questo, le firmatarie hanno riconosciuto le proprie differenze, e ciò nonostante, o forse proprio in virtù di questo, hanno unito le loro voci per chiedere più sostegno alle associazioni che si occupano delle vittime di abusi e violenze.

PER LE QUOTE ROSA

Sempre di soldi parla l'appello firmato su Le Monde da donne come Juliette Binoche, Agnès Jaoui, Charles Berling, Isabelle Carré o Jacques Weber. Tutte attrici che si sono stufate di avere stipendi inferiori a quelli dei colleghi maschi (la metà, sostengono). Ma anche registe che solo una volta su quattro girano film finanziati dal Centre National du Cinéma, mentre le altre tre volte i finanziamenti vanno agli uomini. Le lamentele colpiscono anche il festival di Cannes, 'colpevole' di aver dato mezza palma d'oro solo a Jane Campion nel 1993, e la Cinémathèque française, che non avrebbe mai dedicato nessuna esposizione a una cineasta donna. Eppure, qualche perplessità c'è: Bérénice Vincent, ad esempio, pensa che prima di avanzare proposte già fatte e finite, sarebbe meglio riflettere a lungo: perché è molto difficile che le quote rosa arrivino a breve in Francia.

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