28 Febbraio Feb 2018 1751 28 febbraio 2018

Il carabiniere di Latina aveva già aggredito la moglie

L'uomo che ha sparato ad Antonietta Gargiulo e ucciso le figlie a settembre l'aveva presa a schiaffi. Lei aveva presentato un esposto, ma non una denuncia.

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Omicidio Suicidio Latina

Una tragedia familiare assurda, quella che si è consumata la mattina del 28 febbraio in provincia di Latina, dove un appuntato dei carabinieri in servizio a Velletri è rientrato a casa e ha sparato alla moglie con la pistola la d'ordinanza e poi si è barricato nell'abitazione tenendo in ostaggio le figlie. Dopo ore di apprensione, l'epilogo peggiore: l'uomo ha ucciso le bambine nel sonno, di 8 e 14 anni, poi si è tolto la vita. La moglie dell'omicida, Antonietta Gargiulo, 39 anni, è stata trasportata con l'eliambulanza all'ospedale San Camillo di Roma dov'è ricoverata in prognosi riservata. Avrebbe tre ferite da colpi d'arma da fuoco: alla mandibola, alla scapola e all'addome.

LA AVEVA GIÀ AGGREDITA A SETTEMBRE

Qualche ora dopo il dramma, inizia a delinearsi un quadro più preciso del matrimonio di Luigi Capasso, che a settembre 2017 aveva già aggredito la moglie. «La signora», racconta il suo avvocato Maria Concetta Belli, «era stata aggredita con urla e schiaffi fuori dal suo luogo di lavoro il 4 settembre» perché non accettava che la moglie lo avesse cacciato di casa. «Si presentò davanti allo stabilimento della Findus dove Antonietta lavorava e le diede uno schiaffo facendole cadere il telefono cellulare». A parlare è un negoziante della zona del Casale dei Pini, una frazione di Cisterna di Latina. «Era geloso della moglie. La rabbia dell'uomo era esplosa perché lei aveva mandato un sms ad un suo collega per sfogarsi della difficile situazione matrimoniale che viveva».

DUE ESPOSTI, MA NESSUNA DENUNCIA UFFICIALE

Tre giorni dopo quell'aggressione Antonietta ha presentato un esposto in questura ma non una denuncia «in quanto temeva che il suo gesto potesse far perdere il lavoro al marito». E un altro, secondo quanto si apprende, lo avrebbe presentato a gennaio al commissariato di Cisterna di Latina, sempre sullo stesso tenore di quello di quattro mesi prima. In entrambi i documenti, però, la donna non avrebbe mai fatto riferimenti specifici ad aggressioni subite ma avrebbe dato solo indicazioni generiche su determinati comportamenti del marito. Entrambe le segnalazioni sono in ogni caso state vagliate senza che emergessero fatti penalmente rilevanti. Dunque si è tentata la strada della ricomposizione bonaria dei rapporti. Un'altra strada, inoltre, sarebbe stata percorsa anche dagli stessi colleghi di Capasso. Antonietta Gargiulo, sostiene sempre l'avvocato, sarebbe andata più volte dal comandante di Velletri, dove era in servizio il marito, per metterlo al corrente della situazione. E l'ufficiale avrebbe anche parlato con il suo sottoposto senza però ottenere, alla luce di quello che è accaduto oggi, i risultati sperati.

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