21 Febbraio Feb 2018 1510 21 febbraio 2018

Melania Trump: first lady ribelle o donna egoista?

I media statunitensi si interrogano sulla vera natura della moglie del Presidente, e se è giusto considerarla come una silenziosa sovversiva.

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Melania Donald Trump Rapporto

Il marito è imprevedibile e incomprensibile ai più, ma lei non è da meno. A un anno di distanza dall'insediamento alla Casa Bianca, i media americani ancora faticano a trovare un senso in Donald Trump e nelle sue sparate quotidiane. Ma il vero, autentico enigma rimane Melania. Inquadrata in un primo momento come «First Lady riluttante», ha trovato una nuova tassonomia per merito del New York Times, che ne ha velatamente lodato il radicalismo silenzioso con cui, secondo l'estensore dell'articolo, sta conducendo una quieta guerriglia nei confronti del marito. Perché è evidente che il rapporto tra i due non sia tra i migliori.

FIRST LADY ANOMALA

Gli indizi, effettivamente, non mancano. Tutti ricordano la ritrosia di Melania nel trasferirsi da New York a Washington, le occhiatacce scambiate sul palco, la mano scostata, le tante occasioni pubbliche in cui avrebbe dovuto essere al fianco del marito, e invece non c'era. Anche in tempi recentissimi: a Davos 2018 tutti aspettavano Melania, che però ha preferito rimanere a casa. E che dire della foto postata su Twitter il 20 gennaio, in occasione del primo anniversario della Presidenza: non uno scatto al fianco di Donald, ma sottobraccio a un uomo dell'esercito in alta uniforme e decisamente più giovane e aitante del marito. Secondo Kate Andersen Bower, che ha esposto la sua tesi in un editoriale sul New York Times, tutti questi elementi testimonierebbero come Melania, in realtà, sia più libera e caparbia della media delle first ladies che l'hanno preceduta alla Casa Bianca.

UN RUMOROSO SILENZIO

Il compito principale di una first lady, fuor di ipocrisia, nella storia degli Usa è sempre coinciso con il dover stare al fianco del marito, sostenerlo, incoraggiarlo, promuoverlo e trarlo di impiccio da situazioni scomode. La stessa Hillary Clinton era una first lady di questo tipo: in funzione del marito Bill, e pronta a difenderlo apertamente nell'ambito degli scandali sessuali che l'hanno colpito, caso Lewinsky incluso. Di difendere Trump, però, Melania sembra non aver nessuna voglia. Certo, non l'ha mai condannato apertamente per la frase sulle «donne che vanno prese per la figa», né per il più recente caso della pornostar che sarebbe stata pagata fior di quattrini per tenere la bocca chiusa sulla sua relazione sessuale con il Presidente, all'epoca dei presunti fatti già sposato con Melania.

FEMMINISTA? ANDIAMOCI PIANO

Da qui a definirla come una femminista anti-istituzionale, però, ce ne passa. La stessa Bower riconosce che quasi sicuramente i comportamenti di Melania non hanno nessuno scopo politico. E c'è chi invece, dopo la lettura di quell'editoriale, si è indignato per il trattamento di favore riservato a Melania: altro che vittima! Altro che radical anti-establishment! Su Twitter, come riassume Bustle, molti utenti hanno fatto notare come l'idea di sovversione che trapela dall'editoriale assomiglia molto a quel tipo di reclusione sociale che le donne subivano nell'800. Su The Daily Dot, invece, si sottolinea come sia probabilissimo che Melania Trump odi suo marito, ma che questo di per sé non la rende certo una paladina del femminismo: piuttosto, solo una donna scontenta della piega presa dalla sua vita e delle umiliazioni pubbliche che subisce a causa dei comportamenti del marito. E che, dall'alto della sua posizione privilegiata, dovrebbe fare ben di più per le altre donne.

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