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Diritti

11 Gennaio Gen 2018 1042 11 gennaio 2018 Aggiornato il 14 marzo 2019

La libertà delle donne iraniane mentre si tolgono il velo

La fotografa Marinka Masséus ha raccontato in My Stealthy Freedom la voglia di abbattere gli obblighi femminili a Teheran. Obblighi per cui ha lottato Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere.

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Donne Iran Velo Foto

Ha coperto i vetri del suo appartamento con della carta stagnola, per far sì che la luce del flash e le sue modelle non fossero visibili da fuori. Poi, Marinka Masséus, fotografa olandese, ha iniziato a scattare. Ne è nata una serie di immagini intime, buie e colorate allo stesso tempo, dove emerge tutta la voglia delle donne di Teheran di liberarsi dei rigidi obblighi che ancora le vincolano. My Stealthy Freedom, letteralmente la mia libertà furtiva, ritrae il momento in cui, protette dalla discrezione domestica, alle iraniane è finalmente concesso togliere chador, burqa e hijab. Un gesto che può sembrare piccolo, ma che in Iran ha un significato di ribellione. Come spiega la Masséus: «Ogni giorno, gli iraniani, specialmente le donne, sfidano coraggiosamente il regime attraverso continui atti di protesta. Come indossare lo hjiab troppo corto, troppo colorato, o i pantaloni troppo stretti. Sono simboli di coraggio, che stanno lentamente portando a un risultato». Tutto è nato quando Masih, mentre si trovava a Londra, pubblicò una propria foto senza velo: dopo le prime resistenze da parte di donne iraniane, ottenne un enorme consenso, perché moltissime sue connazionali, a poco a poco, iniziarono a fare lo stesso. Donne diverse tra loro, studentesse, madri, lavoratrici, spedivano alla fotografa i loro scatti senza il capo coperto come gesto di libertà. Ed è così che nacque My Stealthy Freedom. Progetti come questo aiutano a far capire, con la forza delle immagini, quanto ancora ci sia da fare a livello di diritti e parità di genere.

LA CONDANNA DI NASRIN SOTOUDEH, PALADINE DELLA LOTTA CONTRO IL VELO

E non è mai stato più importante parlare di un progetto simile, in un momento in cui i diritti di una donna iraniana sono violentemente calpestati: l'attivista e premio Sakharov Nasrin Sotoudeh è stata condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate da una corte iraniana proprio per la sua battaglia contro l'obbligo di indossare l'hijab. Il parlamento europeo ne ha chiesta l'immediata scarcerzione, e ha chiesto inoltre alle autorità iraniane di rilasciare immediatamente tutti i difensori dei diritti umani e i giornalisti detenuti e condannati solo per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica. L'Iran, secondo l'Eurocamera, deve inoltre fermare le violazioni contro le donne che protestano contro l'obbligo di indossare l'hijab.

Nasrin Sotoudeh.

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