Sfilata Atsushi Nakashima

Fashion Week

19 Settembre Set 2017 1256 19 settembre 2017

Vita da modelle: solitudine, noia e incertezze economiche

Per sfilare alla Fashion Week di Milano le indossatrici arrivano da lontano. Subito dopo ripartono, perché lavorare su una passerella significa avere la valigia sempre pronta. Così è difficile farsi amici o mantenere una relazione. E non è l'unico aspetto negativo di un mestiere in cui essere belle non basta. 

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Modella

Noia, solitudine e incertezza economica. Le assocereste al lavoro di modella? Difficile. Eppure la vita di chi sfila non è solo fama, soldi e bei vestiti. Non funziona così perché, sarà una banalità dirlo, ma essere indossatrice è un mestiere, e come tutti i mestieri ha i suoi lati negativi. Dopo New York e Londra, dal 20 al 25 settembre 2017, arriva a Milano la Fashion Week, un appuntamento fondamentale nel mondo della moda prima della chiusura parigina. Oltre il luccichio della passerella, però, cosa c’è? Nelle idee comuni chi intraprende questa carriera ha una vita da favola. Se però si guarda con attenzione si scopre che esiste un altro lato della medaglia.

«L’HANNO SCELTA MENTRE ASPETTAVA IL TRENO»

Succede. Ma non così spesso come sembra. Per chi il treno l’ha preso senza essere notata da un talent scout, l’alternativa è presentarsi ai casting che gli stylist organizzano tre giorni prima dell’inizio di una fashion week.

«LE MODELLE SONO TUTTE BELLISSIME»

Talmente vero che per essere scelte non basta. Il mercato cambia e quello che è il volto giusto per questa stagione non è detto lo sia per le prossime. Normalmente la modella non dura più di una o due stagioni, tre al massimo. Per farsi notare bisogna avere «un carattere forte e tanta fortuna», spiega Bruno Pauletta, l’agente di Bianca Balti e Carla Bruni, a Pif nella puntata de Il testimone dedicata al mondo della moda.

«PIÙ SEI PARTICOLARE PIÙ CATTURI L'ATTENZIONE»

Non così tanto. In un reportage di The Balance, numerose modelle raccontano di essere state scartate perché nere, asiatiche, grosse, androgine, coi capelli afro o il naso largo. Se anche una ragazza piace, poi invecchia. E la concorrenza è spietata: si inizia già a 13 anni.

«TUTTI I LORO CAPRICCI SONO ESAUDITI»

Le pretese assurde di Naomi Campbell sono famose. Ma quando si è una ragazza fra cento certi protagonismi non sono permessi. E i racconti raccolti durante una fashion week svelano frasi scortesi, rifiuti senza motivazioni e la sensazione di non essere altro che oggetti.

«GIRANO CON MACCHINE DI LUSSO»

Falso. Niente limousine o mercedes perché le auto sono di proprietà dei driver, gli autisti ingaggiati temporaneamente dalle agenzie per accompagnare le modelle alle sfilate organizzate in giro per la città. I posti sono distanti fra loro e i tempi molto serrati.

«INDOSSANO DEI VESTITI MERAVIGLIOSI»

Innegabile. Ma non sono le ragazze a sceglierseli: quelle che hanno superato la prova del casting vengono richiamate l’indomani per il cosiddetto fitting: lo stylist decide chi metterà cosa il giorno dopo alle sfilate. E associa agli abiti una polaroid dell’indossatrice. Emozionante? Nì. Si aspetta per ore, meglio ripeterlo: ore, in corridoi stretti e affollati.

«HANNO TRUCCATORI E PARRUCCHIERI TUTTI PER LORO»

Con un dettaglio: devono truccare e pettinare ogni modella della sfilata. Quindi è facile che fra un make-up e una messa in piega passino delle ore. Da trascorrere dove? Negli stessi corridoi di cui sopra.

«SI GUADAGNA TANTISSIMO»

Le super top model possono essere chieste in esclusiva da alcuni marchi e guadagnare dai 25mila ai 50mila euro. Chi cavalca l’onda del momento è conosciuta solo nell’ambiente, ma ha un buono stipendio: dagli 8mila ai 15mila euro per sfilata. E chi inizia? Dai 500 ai 2mila euro a passerella. Il 20% di queste cifre è la quota per l’agenzia, senza la quale lavorare non è possibile. E non è detto che alla prossima occasione si venga scelte.

«VIAGGIANO CONTINUAMENTE»

Esatto. Si gira il mondo ed è molto bello. Tuttavia, vivere con una valigia in mano significa mangiare, dormire, lavorare da sole e avere storie a distanza. I colleghi cambiano repentinamente e stringere amicizie e relazioni in questo viavai non è facile.

«DOPO LE SFILATE NOTTI PAZZE»

Non durante una fashion week. Perché non si può rischiare di arrivare alla sfilata con occhiaie, borse e pelle spenta. La sveglia è all’alba, quindi la sera conviene andare a letto presto. Cocktail, aperitivi e stuzzichini, poi, sono pericolosi per la linea.

«NON È UN LAVORO FATICOSO»

Decidete voi. C’è chi ci ha costruito la carriera di una vita, chi dopo un paio d’anni si è dovuta, o voluta, dedicare a altro. C’è chi lo ha scelto per passione, chi per caso, chi ha avuto fortuna e chi invece lo guarda solo da lontano. Chi lo giudica pensando sia tutto rose e fiori e chi pensa si vada avanti solo se si è raccomandati. Chi lo fa davvero racconta di sacrifici, dedizione, impegno e compromessi. Come in fondo succede per tutti i lavori.

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