Chicche e caffè

19 Settembre Set 2019 1812 19 settembre 2019

Come gestire una storia a distanza

Lei vive in Italia. Lui in America. Si sono visti una sola volta ed è stato bellissimo. Eppure quando si è dentro a relazioni di questo tipo non si è completamente lucidi. I consigli pratici. 

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Storia A Distanza Come Gestirla

Si dice che sbagliare sia umano e perseverare diabolico. La mia amica Carlotta ha un approccio ai sentimenti indubbiamente diabolico. «L’ultima relazione a distanza è finita un anno fa e ora ho capito come posso costruirne un’altra migliore!», mi dice tutta gasata, appena ci sediamo al bar per il nostro caffè. Le faccio subito notare che ha nuovamente scelto la stessa tipologia di storia: lui da una parte del mondo e lei lontana anni luce. «Carlotta, il tuo attuale fidanzato è in America. Come fai ad avere una prospettiva positiva e costruttiva? Su cosa basi questi scenari di previsione rosea?». Si sente chiaramente attaccata e passa in difesa. Mi dice che se lui è quello giusto, allora le cose funzioneranno perché l’amore vince su tutto. La riporto con i piedi per terra. «Mi sembra di avere già sentito parole simili. Ah già, quando parlavi di Tommaso!». La provoco perché soltanto stuzzicandola posso facilitarla a guardare la realtà. Da quando la conosco, Carlotta ha sempre creduto che bastassero i sentimenti per far durare una relazione e che non ci fossero altre condizioni da porre. Questa convinzione l’ha portata a scegliere storie quasi impossibili. Il suo ultimo ex per esempio lavorava a Santo Domingo come docente universitario e non si vedevano praticamente mai. Nell’altra relazione precedente lui era sposato e diceva di amare la mia amica ma di non poter lasciare la moglie prima che i figli avessero compiuto la maggiore età. Carlotta abbocca puntualmente all’amo e ogni volta la fanno arrosto.

«Se lui è quello giusto, allora le cose funzioneranno perché l’amore vince su tutto».

«Con Charles però è tutto diverso», prova a convincermi. «Da quanto tempo lo conosci?», chiedo. «Cinque mesi». Non mollo la presa: «Quante volte vi siete visti da quando è tornato in America?». E la risposta fa quasi sorridere: «Una, ma è stato tutto perfetto. Mi è venuto a prendere in aeroporto e abbiamo passato dieci giorni da sogno». Appunto. Quando in una relazione a distanza stiamo poco insieme all’altro, tendiamo involontariamente ad esaltare i rari momenti condivisi perché diventano l’eccezione anziché la regola. «Almeno quelli devo essere impeccabili». Non viviamo la quotidianità ma la straordinarietà della storia. Le mattine in cui facciamo colazione l’una accanto all’altro sono occasioni speciali. Proprio come la spesa di coppia al supermercato o dormire abbracciati. «Potreste darvi delle condizioni di base, per monitorare e tutelare il rapporto. Metterei l’idealizzazione del partner come primo punto da evitare». Carlotta annuisce. Mi confida che si sta impegnando a cogliere i difetti di Charles quando si presentano, anche se le risulta difficile. «Come secondo promemoria, aggiungerei il darvi una scadenza per la distanza: sapere quanto tempo ancora vivrete separati può aiutare. Almeno avrete una prospettiva del vostro futuro più chiara». Lei rimane in silenzio. Mi dice che non ne hanno ancora parlato perché ha timore di cosa lui possa rispondere. «Non so come reagirei se Charles volesse continuare a vivere in America per i prossimi anni. Vorrebbe dire per me fare tanti sacrifici e non credo che reggerei questa volta».

«In una relazione a distanza stiamo poco insieme all’altro, quindi tendiamo involontariamente ad esaltare i rari momenti condivisi perché diventano l’eccezione anziché la regola».

La guardo e la vedo stanca. Parlare della sua relazione proiettata nel futuro a breve termine l’ha stravolta. Non è facile per Carlotta essere pratica nei sentimenti: preferisce non pensare alle criticità piuttosto che affrontarle. Va da sé che, a un certo punto, in amore bisogna fare i conti con gli arretrati. «Hai colto nel segno. Parlare di prospettive mi agita ma è inevitabile». Si volta verso il cameriere: «Per me un caffè americano, grazie!», gli dice. «C’è poi la terza condizione, non meno importante delle prime due. Ricorda che la tua vita qui continua. Negli ultimi due mesi non ci siamo più viste e scommetto che, in generale, tu sia uscita meno», continuo io. «Sai com’è. Col fuso… cerco di sentire Charles il più possibile», si scusa lei. «A patto che non tu non ti sconnetta dalla quotidianità. Coltiva i tuoi rapporti, le tue passioni, la tua energia. A lui sei piaciuta per la ragazza frizzante ed estroversa che sei: non spegnerti». Mi sorride e ci abbracciamo.

«A un certo punto in amore bisogna fare i conti con gli arretrati».

A volte nelle relazioni a distanza finiamo col vivere in sospeso e essere presenti a metà perché siamo con la testa altrove: precisamente lì dove si trova il partner. Gestire in modo equilibrato connessioni importanti e lontane è complesso ma possiamo farcela. Come? Mantenendo i piedi per terra, confrontandoci con l’altro con chiarezza sulle prospettive reciproche e, soprattutto, non dimenticandoci di noi stesse. Il caffè è giunto a termine. Carlotta mi guarda con sfida: «Il weekend prossimo andiamo in gita a Ferrara? Da tempo vorrei visitarla». Ha colto al volo le chicche e sembra già volersi dedicare ai propri interessi. Come dirle di no?

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