Chicche e caffè

25 Maggio Mag 2019 0829 25 maggio 2019

Come imparare a stare bene da sole

Tante di noi si sentono perseguitate dall'ansia del vuoto e hanno bisogno di avere sempre un compagno a fianco. Per questo si buttano in storie e frequentazioni che non meritano. Come uscirne. 

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Stare Bene Da Soli

L’amore non è un bisogno essenziale: anche se non lo abbiamo, andiamo avanti. Non si muore senza amore, ma di certo quando c’è viviamo meglio. In questo senso l’amore è un plus che si aggiunge alla nostra vita rendendola più felice e più ricca. Giorgia è ancora lontana da questo pensiero. Per lei l’amore è come l’aria: non può mancarle, altrimenti non respira. Così da anni frequenta più uomini contemporaneamente per evitare il rischio di rimanere a secco. «Ora sto uscendo con Anthony, il francese. Un tipo classico, un po’ noioso. Bevo più io di lui quando siamo fuori! E poi c’è l’altro, Gianni. L’ho beccato su Happn, sai quell’altra app di incontri…», mi racconta lei appena ci sediamo mostrandomi le loro foto come se stesse sfogliando un catalogo di costumi. «Lui è particolare, anche. A volte c’è, a volte no. Ma quando è con me mi ascolta ed è attento, si vede! Lui invece mi sta un po’ stretto perché non ci si può parlare di tutto». La guardo: sembra convinta di star facendo un affare a vedere tutti questi maschi in contemporanea. «Che te ne pare?», mi chiede. «Non so, Giorgia. Non mi sono ancora trovata in una situazione simile», le dico. «Beh sai, Lucrezia, bisogna organizzarsi in queste cose. Per esempio segno sempre sul cellulare quando uno mi racconta una questione importante, onde evitare di confondermi con gli altri. Poi c’è la parte delle uscite: non sai che fatica decidere ogni volta con chi vedermi il sabato sera!».

«L’amore non è un bisogno essenziale: anche se non lo abbiamo, andiamo avanti. Non si muore senza, ma di certo quando c’è viviamo meglio».

Ordiniamo due creme caffè e da lì a poco Giorgia si apre veramente. «Non sono mai stata single». Abbassa lo sguardo, con il fare di chi ammette una grande verità. Scomoda forse, ma importante. Perché quel vuoto che lei sente, ogni volta che resta da sola, è insopportabile ed ora finalmente lo riconosce. «Non so stare con me stessa. Neanche nelle piccole cose. Che ne so! La domenica? Ho l’ansia di riempirla già la settimana prima. Il solo pensiero di trascorrere una giornata senza nessuno mi angoscia. Allora cerco amiche e uomini da infilarci dentro. Sono un disastro, vero?». Ho incontrato più donne con la stessa paura. Spesso è talmente forte da portarle a cercare, puntualmente, qualcuno a cui legarsi. Meglio ancora se più di uno. Il paradosso è che non si legano profondamente a nessuno. Non è facile accettare il pensiero di restare sole. Riuscirci però è fondamentale per trovare qualcuno. Non è la paura a creare legami profondi ma l’amore. Soltanto quando superiamo l’ansia del vuoto, arriva la persona con cui può valere la pena trascorrere il nostro tempo. «Come si fa a superare quest’ansia del vuoto?», mi chiede. «Si comincia dalle piccole cose, esattamente da quelle di cui parlavi prima. Prova per esempio a passare domenica prossima in tranquillità, senza smania di chattare o uscire con qualcuno. Vedi cosa accade quando non assecondi nelle azioni questo senso di vuoto ma lo ascolti e basta». Quando stiamo in contatto con quello c’è e con le emozioni che proviamo, diventiamo più mature e più consapevoli. Quel senso di vuoto che Giorgia evita ha tanto da dirle e insegnarle. Dopo poco ci salutiamo con la promessa di riaggiornarci. «Ti faccio sapere come va!», mi dice.

«Non è facile accettare il pensiero di restare sole. Riuscirci però è fondamentale per trovare qualcuno. Non è la paura a creare legami profondi».

La settimana dopo mi arriva un audio. Giorgia mi propone un secondo caffè, perché ha «tante novità» che preferisce condividere dal vivo. Ci vediamo al solito bar e la sua luce è cambiata. Sorride rilassata, parla più lentamente e non guarda il cellulare ogni cinque minuti. «Allora, come è andata la tua domenica?», chiedo io. «Benissimo. L’ho passata un po’ camminando e un po’ al pc. Ho prenotato la mia vacanza per il Giappone di questa estate». Sono curiosa di sapere con chi andrà e lei mi risponde con tono raggiante che non sono previsti accompagnatori. «Starò una ventina di giorni via, sto già vedendo i posti dove dormire. Non pensavo che avrei mai fatto una cosa simile. A volte mi risale la paura, allora faccio come dici tu. La guardo, ci respiro dentro e sento che passa», mi spiega. «Allora andate in vacanza, tu e il vuoto!», la provoco sorridendo. «Sì dai, possiamo farcela a convivere. Proviamo e vediamo come va». Giorgia ha scelto di accogliere ciò da cui fuggiva e addirittura di farci un viaggio. La ammiro e sono fiduciosa del suo cambiamento. Prima di salutarci mi lancia una battuta: «Chiaramente lì Tinder lo apro eh! Ma con calma!». Ridiamo insieme. Sappiamo entrambe che anche le sue uscite non saranno più numerose come prima. Con la consapevolezza, tutto diventa diverso.

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