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22 Maggio Mag 2019 1817 22 maggio 2019

Se il match su Tinder lo sceglie un'amica

Convinte di essere loro ad attirare gli uomini sbagliati, Lisa ed Ilaria si scambiano i cellulari ed il comando delle rispettive dating app. «Speriamo non ci vada di sfiga pure questa volta». 

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Tinder App Amica

In una puntata di Sex and The City, la protagonista Carrie Bradshaw a un certo punto dice: «Sono una carta moschicida per soggetti disturbati». Da un paio di giorni non riesco a togliermi questa frase dalla testa. In me si è insinuato il dubbio di non essere così perfetta come credevo. Ho sempre pensato che fosse colpa degli uomini e basta, che fossero in una qualche misura solo loro a essere inadeguati, strani, sfruttatori, menefreghisti. Quanto a me, e alla mia apparente stabilità mentale, non ho mai avuto appunti da farmi. Credo che stasera sia giunto il momento di un bell'esame di coscienza. Niente può aiutarmi come uno spritz e la mia migliore amica per riuscirci. «Ila, stasera beviamo e ci concentriamo sul nostro essere sbagliate nelle relazioni. Perché, come dice Carrie Bradshaw, forse siamo noi con le nostre paturnie e turbe psicologiche ad attirare certi tipi di uomini». Lei mi guarda come se già fossi brilla. «Lisa, mi stai dicendo che inconsciamente li scegliamo uomini perché ci piace soffrire?». Borbotto una sorta di «forse» mentre invito Ilaria a brindare col primo bicchiere. «Beviamoci su Ila, in spritz veritas est!». Dopo qualche ora e bicchiere, giungiamo all’idea di non essere così tanto vittime della nostra sorte sentimentale. In un certo senso questa sfiga ce la siamo costruite da sole.

«Forse siamo noi con le nostre paturnie e turbe psicologiche ad attirare certi tipi di uomini».

Ilaria quindi prova a farmi tornare in mente Riccardo come esempio di qualcuno che era potenzialmente buono per me: «Quello che ti veniva dietro, dai! Quello che faceva il tirocinio da notaio!». Ma di lui ricordo tra il poco e il niente. Era troppo un bravo ragazzo! «Vedi? Ci ricordiamo più di chi ci ha fatto soffrire che di chi avrebbe potuto rendere felici. Non sembra anche a te indice di un disturbo?». Continuiamo a psicoanalizzarci a vicenda, quando mi arriva un’idea. Una grande idea. «Ila, scambiamoci i telefoni. Ora. Io apro il tuo Tinder e tu il mio. Tanto ormai siamo brille, ci rilassiamo e troviamo, l’una all’altra, dei match. Buoni stavolta!». Penso che il principio d’attrazione della sfiga valga anche sulle dating app. Se l’inconscio mi tradisce quando incrocio un tipo per strada, figuriamoci in rete dove tutto è più ingannevole. Ilaria si lascia convincere, un po’ incredula. «Dai, dammi qua». Tende la mano verso di me e le affido lo smartphone. «Mi fido di te», le dico. «Chi meglio della mia migliore amica può trovare per me quello giusto?». Entriamo in un’ora di silenzio sacro, tra risatine e occhiate di sottofondo. Inizio a sfogliare il paniere di uomini disponibili per lei. Vedo che ha impostato il filtro dell’età dai 20 anni in su. Proprio lei! Si lamenta di trovare toyboy, eppure li cerca. Decido di alzare i requisiti anagrafici minimi di un papabile candidato. Abbiamo 30 anni suvvia: ci meritiamo almeno un 35enne. In un’ora racimolo tre match: due sui 35 anni e un 42enne. «Ma è vecchio! Il 42enne non lo voglio», blatera da lontano, quando le anticipo l’età. «Ora sono io a scegliere per te, cara», sghignazzo: mi sento potente e inizio a parlare con le tre esche fresche. Fosse per me non uscirei con nessuno di loro ma sono certa che siano tutti adatti alla mia amica. Uno è un pantofolaio, proprio come lei. Un altro è vegetariano amante dei cani. Quanto all'over 40 sta divorziando dalla moglie. Non potevo togliere a Ilaria qualsiasi occasione di drammaticità. Un po’ di pathos ci vuole anche qui.

«Se l’inconscio mi tradisce quando incrocio un tipo per strada, figuriamoci in rete dove tutto è più ingannevole».

Dopo qualche scambio di conversazione in chat, ci restituiamo i telefoni. Ilaria non mi ha ancora detto nulla sui match che ha scelto per me. Nessuno spoiler, lei sì che è stata brava. Decido di conservarmi la sorpresa fino a tarda sera, giusto prima della buonanotte. «E adesso che si fa? », mi domanda. «Ovvio, ci usciamo. Almeno un incontro con ciascuno dei candidati ce la dobbiamo. Non si obietta: è la regola!». Mi domando quale tipologia di uomo lei avrà invece selezionato per me. Non resisto fino a sera. Prima di cena apro Tinder. Vado nella sezione dei messaggi e il primo che vedo è lui. Il mio sesso alla francese, l’uomo che mi ha 'sverginata' su Tinder! Non ci siamo più sentiti da allora. Deve essersi cancellato dall’app e poi essersi riscritto. Oppure mi ha cancellato e qualche strano algoritmo ci ha fatto ribeccare. Ma perché Ilaria lo ha scelto? Probabilmente non ci avrà neanche pensato che potesse essere un mio ex match. Ovvio che no. In effetti come avrebbe potuto riconoscerlo. «Devi riuscirci comunque Lisa. L’hai detto tu: non si obietta alle regole», mi dico. Tento di addormentarmi pensando a quando lo rivedrò. Mi sento imbarazzata alla sola idea. Ci sono già andata a letto, cosa altro avremo da dirci? Lui poi era sparito, le sue intenzioni sono state chiare. Apro Whatsapp: «Chissà come ci andrà, Ilaria», le scrivo. Risposta: «Speriamo non di sfiga pure questa volta».

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