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7 Maggio Mag 2019 1304 07 maggio 2019

Quando l'uomo perfetto di Tinder nasconde una sorpresa

La nostra Lisa torna sull'app di dating mentre è in vacanza. Il match sulla carta è magistrale: galante, romantico e sexy. Eppure una volta arrivati in camera da letto le cose cambiano. 

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Tinder E Sorpresa

Dicono che la fenice rinasca dalle proprie ceneri. Sarà forse per questo che ne sono sempre rimasta affascinata. Dopo essere riuscita finalmente a lasciarmi alle spalle Matteo mi sento così, ferita e rinata. Ed eccomi qui a godermi il relax sorseggiando uno Spritz. «Lisa, vuoi le patatine?». Ilaria sa come viziarmi. Siamo scese a Catania da suoi parenti per il ponte. «No Ilaria, grazie. Piuttosto, vieni qui e sfogliamo Tinder. Non sei curiosa di vedere quale sia il tinderiano medio catanese?», dico. «Oh signur!». Lei mi guarda stupefatta. Come volesse dirmi con gli occhi che non sono mai sazia. «Si, lo ammetto. In amore elaboro le mie esperienze velocemente. E quindi? Con Matteo è chiusa, ora sono più single di quando ho cominciato a usare Tinder. Tu fai come vuoi, io comincio». Riapro l’app e mi si palesa subito sullo schermo uno strano tipo. Berretto rosso, maglietta con la stampa «FUCK IT» e sorriso effemminato. Mi chiedo se siano tutti così qui gli uomini. Scarto e vado avanti. Non scorro troppo profili prima di arrivare a quello giusto. Si chiama Tonio: nella descrizione scrive che fa l’avvocato e che porta la galanteria a tavola. Wow! Merita il mio like. E io merito una cena… a questo punto! Lui ricambia, mi chiede subito di dove sono e iniziamo a chattare. Non sono prevenuta sui tipi del Sud, ma so che ci tengono a fare il primo passo con la donna. Come è giusto che sia, caspita. «Ilaria, se il mio problema fosse che tutti i tizi finora erano del Centro-Nord? Se si tratta semplicemente di una questione di localizzazione geografica inadatta?», chiedo. «Fantastico, lo Spritz ha già fatto effetto. Stai farneticando». Opto per non condividere più con la mia amica i prossimi step della conoscenza con Tonio. Mi concentro sulla chat. Due battutine e passiamo a Whatsapp. Da qui il salto alla real life è rapido.

«Dimmi dove abiti e ti vengo a prendere». Leggo il messaggio già figurandomi l’accento siciliano. O tempora, o mores! Meno male che quaggiù ci sono ancora gli uomini di una volta. Gli do l’indirizzo, mi faccio bella e mi lascio attendere un po’, non troppo. Lui arriva in scooter. Iniziamo da subito a parlare. L’accento non è neanche tanto pronunciato. «Ho fatto dizione per tre anni. Sai, Lisa, spesso sono in trasferta e non mi piace mostrare un accento troppo caratteristico e autoctono». Non sento la parola «autoctono» dai tempi del liceo. Parla in modo così altisonante! Possibile dover arrivare fino a Catania per trovare l’uomo perfetto? A cena procede tutto meravigliosamente. Lui mi guarda con garbo, fissandomi al punto giusto. Non mi sembra per nulla invadente e non ricerca il contatto fisico. Chiede il conto mentre vado ai servizi. Un vero signore! Sto già pensando a quando sarà il nostro prossimo incontro, dato che ci sono pochi giorni a disposizione prima della partenza. «Peccato che le vacanze non durino molto…». La butto lì e lui coglie al balzo. «Ti andrebbe di salire da me, Lisa, a bere un calice di Nerello Mascalese?». Non me lo faccio ripetere due volte. Tempus fugit. Entro in casa e mi guardo attorno. Ogni cosa è al suo posto. Persino le sedie sono già posizionate sul balcone. «Confesso: speravo che salissi», ammette lui mentre mi porge il calice. «Alla nostra, cara».

Sei calici dopo, vedo due lune in cielo e tantissime stelle. Persino Tonio mi appare un po’ sfocato e fuori asse. Nonostante tutto, lui è ancora composto e seduto al suo posto. In fondo è un gentiluomo, penso. Decido di rompere il ghiaccio. Ho raggiunto il livello alcolico giusto per fare la prima mossa senza offenderlo per questo. Gli salto addosso e lo bacio. Mi siedo sopra di lui e gli spingo la testa sul mio seno. «Lisa, ti andrebbe di…». Mi indica la camera da letto. Tempo 30 secondi e siamo già lì. «Non mi sembra vero di stare con te, sei così bella». Non posso crederci. Stiamo per farlo e lui è ancora così gentile. Non perde la sua classe neanche quando perde il controllo. Doppio wow. Mi sgancio il reggiseno, pronta a godermi in pieno il momento. Tonio mi interrompe.

«Attendiamo un attimo per il sesso. Prima maltrattami un po’». Mi auto-convinco di aver sentito male. Sarà l’alcool. «Come dici?», chiedo. «Picchiami, sì! Fallo dove vuoi. Merito di essere punito. Tu mi ecciti, Lisa». Non credo alle mie orecchie. Picchiarlo? Siamo fuori? Mi immobilizzo. Ho bisogno di un istante per riprendermi. Lui si innervosisce. «Non dirmi che non l’hai mai fatto?». Non rispondo nemmeno. Mi rivesto alla svelta ed esco sconvolta. Perché a ogni lato migliore corrisponde un lato peggiore? E perché il suo deve essere proprio questo? Chiamo un taxi ubriaca, mentre scrivo a Ilaria per farmi ricordare l’indirizzo di casa. Va bene che dopo Matteo ce l’ho con gli uomini, ma maltrattarli a letto mi sembra troppo. Belle vacanze Lisa, sì. A questo giro hai avuto il tuo bel sesso, con sorpresa!

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