SexToGo

31 Marzo Mar 2019 0839 31 marzo 2019

I pro e i contro del sesso per vendetta

Ha senso cercare una rivincita sull'ex traditore andandoci a letto? L'esperienza personale e la risposta della nostra Lisa Stellaro nella rubrica SexToGo. 

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Sesso Per Vendetta

Ci sono uomini che non si possono dimenticare. Non prima di avergliela fatta pagare. Perché fino a quando non assapori la tua vendetta e non fai provare a loro la stessa sensazione che hanno fatto provare a te, tentare di archiviarli nella testa è inutile. «Cara Ilaria, sono arrivata alla conclusione che Matteo sia un vero verme insensibile. Il re dei vermi. Neanche ha avuto il coraggio di dirmi che voleva soltanto portarmi a letto», sbotto io con la mia amica. «Lisa, non posso credere che tu stia ancora pensando a lui! Sono passati quasi tre mesi e continui a stargli dietro. Perché non vai avanti?». Bella domanda. Come se non me lo stessi chiedendo pure io. «Perché sono rimasta indietro. Sono impigliata al verme. E fino a quando resti impigliata a un verme, ti senti un verme anche tu. Infatti mi sento proprio così: un verme». Sono giorni che ripenso a quel caffè con Matteo, al sesso fatto insieme, al suo «Ci sentiamo presto» sulla porta e al silenzio tombale intercorso da lì a oggi. Questa non doveva farmela. Non di nuovo. Puoi tradire una persona, prenderla in giro e godertela sotto i baffi. Puoi farlo una volta, ma non due. Perché la seconda volta che accade chi subisce la beffa si sente, a quel punto, doppiamente usato e svilito. Come mi sento io. «Gli ho permesso di mentirmi di nuovo. Non riesco a perdonarmelo».

«Fino a quando resti impigliata a un verme, ti senti un verme anche tu».

I tentativi di Ilaria per dissuadermi dal rancore sono inutili e qualche ora dopo torno a casa più agguerrita di prima. Non aspetto un secondo di più. Non voglio più sacrificare neanche mezzora di sonno pensando al mio ex. Mi fiondo decisa sotto casa di Matteo e citofono. Così, senza avvisarlo. Tanto, se lo becco con un’altra, è soltanto lui che ha di che vergognarsi. Non io. È lui il verme imputato. «Chi è?». Mi si blocca la lingua, il cuore accelera. Mi tremano i piedi. Oddio. «Lisa, sono Lisa». Preferisco prendere le scale per scaricare la tensione. D’un tratto divento da lupo ad agnello. Ho paura. Sono di nuovo finita nella sua tana. Cerco di riprendere il controllo. Stavolta posso, anzi devo, avere la meglio e fargliela pagare! «Lisa… Tutto bene? ». Matteo resta sull’uscio della porta, senza farmi gesto di entrare. «Posso entrare?», chiedo. «C’è un po’ di caos. Se non ti disturba… Sono già in pigiama». Io: «Poco importa, potrei vederti in mutande», gli dico con tono secco e aggressivo, mentre mi insinuo in casa. Riprendo la carica, sono pronta ad attaccare. «Su Matteo, spogliati». Mi guarda perplesso e dopo un attimo di titubanza scoppia in una risata: «Ma stai bene? Hai bevuto?», mi chiede. «Ripeto. Spogliati. Non dare a me l’onere di toglierti i pantaloni. Tanto sei un esperto, no?». Il suo sguardo diventa più serio, serra i denti e si irrigidisce. «Lisa, io non ho intenzione di fare sesso con te. Tra noi è finita, non possiamo andare avanti e devi accettarlo». Lo risento sincero, per la prima volta dopo tempo. Finalmente ce l’ha fatta a tirar fuori gli attributi. A dirmi la verità. Certo, poteva sputarla fuori prima. Che verme. Poteva risparmiarsi la sveltina di tre mesi fa con me. «Tre mesi fa non la pensavi così o forse sì? Matteo ti prego di non prendermi in giro. Sono stufa delle tue menzogne. Sii un uomo, o almeno provaci». Lui resta in silenzio: è chiaramente incerto su cosa rispondermi. Non ho mai creduto che le persone potessero cambiare per magia. Ci vuole impegno, dedizione, coraggio. Tutte qualità che Matteo non ha mai dimostrato di avere. Mai. D’un tratto mi risale alla mente il motivo per cui il nostro rapporto non andava bene. La relazione era mezza rovinata già prima che lui gli desse il colpo di grazia. Prima ancora che mi tradisse con la sciacquetta su Tinder. Rivedo il trailer dei momenti passati insieme e mi rendo conto di essere pronta a lasciarli andare. Me ne rendo conto: sto combattendo per niente.

«Non ho mai creduto che le persone potessero cambiare per magia. Ci vuole impegno, dedizione, coraggio».

E dopo un profondo respiro: «Facciamo così. Decido io, come sempre. Ora me ne vado e ti dico cosa accadrà. Non starò più ai tuoi giochi. Non mi rivedrai più per un caffè. Non farai più match con me. Segnati queste parole nel cuore che non hai. Sono fuori dalla tua vita e tu dalla mia. Ciao Matteo. Abbi più coraggio, o almeno provaci». E così esco a passo deciso fuori dalla sua casa e prendo le scale. Non voglio voltarmi. Non aspetto più la sua risposta e il suo sguardo. Da adesso ci sono soltanto io, lui non c’è più. Gradino dopo gradino, lascio andare il rancore, il veleno, l’ex. Apro il portone e me lo lascio alle spalle. È finita davvero, mi dico. Altro che sesso per vendetta. Questa è la vera vittoria.

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