Chicche e caffè

26 Febbraio Feb 2019 0849 26 febbraio 2019

In amore chi troppo vuole nulla stringe?

A volte le esperienze del passato ci induriscono. Questo spesso crea però un circolo vizioso che non ci permette di aprirci a nuove conoscenze e godere del bello che la vita ci riserva.

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Chi Troppo Vuole Nulla Stringe In Amore

Quando mia madre aveva la mia età, io avevo già sei anni. Ogni tanto ci ripenso e rifletto sul fatto che i tempi sono cambiati. Molte altre mie coetanee, 31enni come me, non hanno figli e molte altre ancora non hanno un fidanzato con cui ipotizzare di averli. E che male c’è? Praticamente nessuno, se non fosse che noi donne ci siamo indurite rispetto all’amore. Sarà che siamo indipendenti ed economicamente autonome, sarà che abbiamo sfoderato senza paura temperamento e carattere, sarà che a forza di parare colpi il cuore si irrobustisce in automatico. Fatto sta che ora ci capita di arrivare a quarant’anni professionalmente realizzate e affettivamente inaridite. Proprio come Carla. Lei di anni ne ha 37, ha una carriera avviata nella finanza e anche le idee chiare in fatto di uomini. «Ormai, Lucrezia, parliamoci chiaro. Gli uomini non hanno più gli attributi. Non sanno cosa vogliono. Se gliela dai, si volatilizzano. Se pretendi qualcosa in più, scappano e ti accusano di essere pesante. Devi stare ai loro comodi e io non sto ai comodi di nessuno». Carla mi guarda, sospira e riprende il suo monologo. «Ormai neanche ci provo più ad approcciarmi a qualcuno. Ho capito che più invecchio più divento esigente. Mi sono anche domandata se pretendessi troppo dall’altro. Ma troppo di cosa? Trovo indecente che qui nessun uomo sia in grado di tenermi testa!».

Sento che Carla si sta infervorando e mi sembra di rivedere in lei tutte le mie amiche e tutte le mie clienti arrabbiate e deluse dal sesso maschile. Quando Carla era fidanzata non era così dura e distaccata come ora e persino i lineamenti del suo viso erano più morbidi. Poi è stata lasciata da lui, per una collega conosciuta sul lavoro. E nulla, come dicevo prima, un po’ strong ci diventi di riflesso. È il pegno che paghi per andare avanti e ricredere in te stessa, quando la persona a cui avevi dato fiducia te l’ha fatta crollare. Così è successo anche a lei. «Io neanche ce l’ho una vita sentimentale! Vorrei cominciarne una, vorrei trovare chi meriti la mia fiducia… Vorrei…». Carla non si fida più e a questo giro prima di riaprirsi vuole mettere l’altro alla prova. Ha stilato dentro di sé una lista di caratteristiche e qualità che deve avere chi le starà accanto. «Sicuramente affermato sul lavoro, voglia che sia professionalmente al top. Poi che abbia buon gusto, anche. Che sappia scegliere i ristoranti in cui mi porta. E soprattutto che mi capisca, che sia dolce, che sia divertente. Una persona precisa, ordinata, con spirito di iniziativa. Insomma, non chiedo chissà che…!». Certo, non è facile rendersi conto delle proprie dinamiche interne, quando ci si trova nel mezzo. Carla si atteggia da esigente, il che è una buona scusa per allontanare l’altro e non permettere a se stessa di fidarsi di nuovo.

Il caffè intanto si trasforma in aperitivo. Sono solo le 17 di domenica ma lei dice che ha bisogno di brindare. «A cosa?». «All’uomo con cui uscirò stasera». Sdang! Colpo di scena. E chi se l’aspettava, questa uscita… «Un collega di Ivan. Vediamo come va e come si comporta. Lui sembra carino, ma è da testare». Ci risiamo. Carla mi parla come se dovesse sempre mettere l’altro alla prova. Un po’ come se lei fosse il giudice esterno e basta. Mi sembra giusto metterla davanti a questo aspetto. «Certo, così un’uscita con te è tutta un esame. Non dai all’altro possibilità di sbagliare un dettaglio perché segui puramente il tuo schema. In questo modo è normale che sia per te difficile coinvolgerti. Tu critichi e basta. Poi, mettiti nei suoi panni. Se ti sentissi sotto giudizio alla prima uscita, riusciresti a essere te stessa? Immagina l’altro esigente come te. Cosa faresti?». Mi guarda mentre sorseggia il suo Cosmopolitan e ride. «Forse potrei essere meno drastica, hai ragione». Passiamo i restanti dieci minuti a riflettere sul fatto che tutti abbiamo dei difetti e che alla fine una relazione si costruisce sul compromesso tra due esigenze mature che si incontrano. «Io sono disordinatissima in casa, lo sai. E mi piace mangiare sul divano. In effetti ho abitudini da single a cui non rinuncerei neanche da accoppiata…», continua lei. «Eheh, poveretto chi mi si piglia! Con me ci vuole fin troppa pazienza: ben oltre che essere esigenti!». Ci salutiamo con abbraccio e mi ringrazia per averla aiutata ad ammettere di essere troppo intransigente. «Non so perché io sia diventata così dura ultimamente. Cercherò di essere meno precisina al mio prossimo incontro. Ci proverò soprattutto per me stessa. Altrimenti non mi darò mai la possibilità di conoscere qualcuno e mi precluderò tutto il bello».

Quella sera Carla è uscita con l’amico di Ivan. La mattina dopo mi ha raccontato che si è divertita un sacco, come neanche lei stessa immaginava. Il suo nuovo motto? Meno esigenze e più spontaneità, ha detto. «Meno male che ci siamo viste!». Evviva il caffè fatto di chicchi e chicche.

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