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15 Febbraio Feb 2019 0834 15 febbraio 2019

La sera di San Valentino raccontata da una single

Lisa pensa di poter esorcizzare la giornata degli innamorati con una cena a casa dell'amica Ilaria. Peccato che a tavola ci siano anche alcune coppie. Dalla rubrica Sex To Go.

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San Valentino Single

Ah, San Valentino! Ci mancava giusto questo giorno a ricordarmi di essere sola. Non che io non lo sappia. Qualunque single è cosciente di non avere accanto un partner da amare e che lo ami a sua volta e, checché ne dica agli altri, non ne è certo felice. Ecco, il 14 febbraio sulla singletudine ci mette il carico sopra e, per quanto riguarda me, è la prima volta che ne sento il peso. Quando ero con Matteo non andava così. C’era la cena romantica, c’era il caffè al letto, c’era il ripetere alle mie amiche senza fidanzato che in fondo San Valentino è un giorno come gli altri. «Non dategli troppo peso!», dicevo con leggerezza alle ragazze per rincuorarle, dall’alto della mia vita da accoppiata. Soltanto oggi riesco a capire come potessero sentirsi.

«Ila, ti prego, facciamo qualcosa stasera. Giuro che se resto a casa da sola e mi deprimo davanti a un film o riapro Tinder come una disperata o, peggio ancora, ripenso a Matteo, mi sparo davvero». Che bella che è, la sincerità tra amiche. Soprattutto quando c’è intesa. Come tra me e Ilaria. Lei sembra proprio precedermi a volte nelle intenzioni. «Non ci crederai, Lisa! Ho già organizzato tutto. Una cenetta intima e divertente, una cosetta così. Da me, stasera. Ti va?». Accetto senza pensarci e mi immagino già tra nove ore, seduta a tavola in sua compagnia e felice, a sorseggiare Gewurztraminer insieme, senza pensare agli uomini e a come la vita perda un po’ di gusto senza averne uno.

Si fanno le 20, mi metto una comoda tuta al volo ed esco. Chi se ne frega dell’eleganza e del trucco. In fondo sto in casa con Ilaria stasera, non ne ho mica bisogno. Arrivo da lei e trovo un palloncino a forma di cuore legato alla maniglia della porta di ingresso. Che carina che è, a lasciarmi questa sorpresa! Suono e sento più voci venirmi incontro. Una mi sembra maschile… ma no, non può essere! Invece… «We, We, Lisetta! ‘Ndo sei stata tutto sto tempo?». Che ci fa Marco qui? Non ci credo, c’è anche la fidanzata. Elisabetta mi viene incontro: «Ciao cara! Quanto tempo! Ma come sei sportiva!». Sportiva? Un modo carino per dirmi che sono vestita a casaccio. Lei non la sopporto proprio. Dove è Ilaria? Mi giro a destra e vedo un’altra persona che non mi sembra di conoscere. Si chiama Antonella, mi dice, ed è cugina di secondo grado di Ilaria. «Lui è il mio fidanzato, Antoine. Parla solo Francese però. Tu sai il francese?». «No, peccato», chiudo seccata il discorso, abbasso lo sguardo e mi sposto di corsa verso la cucina, sperando di trovare la padrona di casa ai fornelli. Infatti, eccola là.

Neanche la saluto: passo direttamente ad aggredirla con accuse di alto tradimento e falsità. «Mi spieghi cosa significa tutto questo? Non doveva essere una cena tra noi due? Perché mi hai mentito? Qui ci sono coppie. C-o-p-p-i-e. Le ragazze tra l’altro neanche sono simpatiche. Una di loro mi ha dato della barbona per come sono vestita. Un’altra mi ha fatto sentire ignorante soltanto perché non parlo il francese». Ilaria mi guarda e sospira. «Ci siamo capite male sulla cena. Non ti ho mai detto che sarebbe stata solo tra noi due. Lisa, rilassati. Se basta una parola a farti venire tutti questi complessi, forse non stai tanto bene con te stessa». Non posso credere che mi stia mettendo così sadicamente di fronte alla realtà. Senza un minimo di delicatezza. Senza neanche chiedermi scusa. Certo che non sto bene con me stessa. «Dai, va bene, sediamoci e ceniamo. Tanto ormai sono qua».

«Stiamo aspettiamo altre due coppie in ritardo. Se vuoi, puoi iniziare a brindare». Colgo al volo la proposta e mi fiondo sulla bottiglia. Inizio a bere da sola e offesa in un angolo del divano, con le gambe accavallate e le braccia conserte, mentre tutti gli altri sono presi a parlare e a scambiarsi occhiate tenere. Inizio a pensare che sarebbe stato meglio restarmene a casa a mangiare Pan di stelle, quando sento toccarmi la spalla. È Elisabetta, di nuovo! «Cara, non fare così. Capisco che non sia facile essere single. Ma fidati: basta davvero poco per trovare qualcuno. Vestiti con cura, truccati un po’, sorridi alla vita! Fai come me!». Ci mancava giusto la fanatica di turno che esprime giudizi su come mi sento, senza conoscermi. Lisa, cos’altro aspetti per andartene?

Drin. Suonano alla porta. L’ultima coppia è arrivata. Sono Gino e Carletto. Meno male, almeno loro sono simpatici. Di solito… Gino urla: «Ah, c’è anche la Lisa? Ma Ila! Non si era detto solo puccipucci e tanti cuori tra coppiette stasera?». Mi guarda: «Lisa mi sembri un po’ in un negative mood. Non è che ci porti bad vibes?». Basta, non li reggo più. Scatto dal divano, finisco il mio terzo bicchiere alla goccia e, fingendo di non stare in effetti granché bene, invento una scusa per andarmene. «Credo di avere un virus intestinale, mi avete scoperto. Ho provato a venire ma sto proprio male. Mi spiace tanto. Auguri di Buon San Valentino! Torno a casa a salvarmi con un Tachiflu». Ripercorro la strada all’indietro, amareggiata e irritata. Forse, per una single la cosa migliore da fare a San Valentino è non cercare di evitarlo. Le cose stanno così, Lisa. La ruota gira per tutti e quest’anno sei sola: accettalo. Meglio stare da sola davanti a un film sotto le coperte che mal accompagnata in casa altrui, davanti a coppie da strapazzo che ti giudicano. Happy San Valentine day a me, e anche a te.

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