Chicche e caffè

18 Gennaio Gen 2019 1401 18 gennaio 2019

Il fidanzato mammone e il confronto costante con la suocera

Vi è mai capitato che lui vi dicesse: «Non sarai mai come mia madre»? Un paragone fastidioso che può incrinare il rapporto: la storia di Claudia.

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Domenica scorsa ho rivisto Claudia. Era da tempo che non scambiavamo due chiacchiere e non prendevamo insieme un caffè. Da quando si è accoppiata, nei weekend è sempre irreperibile. Va regolarmente a Pavia insieme al suo fidanzato. «Non che a me faccia piacere», mi dice, «Ma sai com’è Angelo! Se non vede sua madre la domenica a pranzo si sente in colpa, non si gode quel poco tempo libero che abbiamo e di riflesso non lo fa godere neanche a me!».

A prima vista, Angelo sembra un tipo duro, rigido, di poche parole. Uno di quelli che mai penseresti rientrare nella categoria dei «mammoni». Invece a sentire Claudia pare proprio di sì. «Il punto è che non si tratta di solo di andare lì per pranzo», continua Claudia. «Va puntualmente a finire che ci tratteniamo fino a tardo pomeriggio, perché lui deve aspettare che la madre lavi e stiri le camicie che le porta». «Le porta le camicie? Fino a Pavia? Caspita, ma a Milano è pieno di negozietti Lava & Stira…»

Claudia mi guarda come se avessi detto la cosa più scontata del mondo. Comincia a spiegarmi che Angelo preferisce portare le camicie da sua madre perché nessuno sa stirarle come lei. E nel mentre gesticola, imitando la sua parlantina. «Quando cinque mesi fa gli ho chiesto per la prima volta se fosse proprio necessario portarsi dietro mezzo armadio fino a Pavia ogni weekend, mi ha risposto di sì dato che io non so stirare bene come la madre». «Ti ha messo sullo stesso piano della madre in pratica», continuo. «Macché! La madre vince su di me, su tutto! Non c’è confronto, guarda».

Capisco la situazione scomoda di Claudia. Tempo fa avevo in studio una cliente che mi aveva portato la stessa problematica. Donne che si sentono messe a muro dalle madri dei loro uomini e che si ritrovano a passare tutto il tempo libero con le suocere, anche quando vorrebbero fare altro. Certo, è naturale che un figlio si senta legato alla propria madre. Ma quando questo legame diventa invadente e compromette quello con la partner, forse qualcosa non va. «L’altro giorno, poi, ha passato ogni limite».

Quasi temo di chiedere a Claudia cosa sia accaduto. «Vuoi sapere cosa ha fatto?», mi dice. «Cosa?». «Ero sul divano, tranquilla e rilassata. Mi ha guardato e mi ha detto: TU NON SARAI MAI COME MIA MADRE». E mentre Claudia mi riporta il fatto, percepisco quanto sia rimasta agghiacciata da quelle parole. Non se le aspettava. Per lo meno non così, non in questo modo.

Decidiamo di ordinare un brownie da smezzarci, perché qualcosa di dolce adesso ci vuole. Claudia inizia a dirmi che il rapporto tra lei e Angelo si sta inclinando. «Avrei bisogno di venire a fare qualche seduta da te, per capire cosa fare. Mi sento confusa. Non capisco se non sopporto più lui o sua madre» (sospira), «o entrambi». Mi alzo e la abbraccio. Le escono le lacrime. «Oggi è domenica e non siete dalla madre…», le dico. «Mi sono rifiutata, per la prima volta. È andato solo lui». La sento quasi fiera di questa mossa. Come se il rifiuto di assecondare Angelo le avesse fatto bene. Con lui aveva annullato i propri bisogni per stare dietro ai suoi capricci. Ora, che finalmente è tornata a rispettarsi, si è ricaricata. E si vede…

«Non so come spiegartelo. Forse non so neanche io come mai. Ma sto meglio. Andare lì era diventato snervante e frustrante. Non mi sentivo né vista né ascoltata da Angelo. Almeno così scelgo altro per me». Non c’è bisogno di tante spiegazioni. Mi è chiara quella sensazione di liberazione che Claudia sta provando. Finalmente si è tolta dal triangolo: lei-lui-sua madre. Altro che tra moglie e marito! Tra il fidanzato e sua madre meglio non metterci dito. Resta solo la relazione con Angelo da sistemare…

«Gliene parlerai?». «E come?». «Come hai fatto con me: dicendogli come ti senti quando ti paragona a sua madre e che hai anche tu dei bisogni di cui prendersi cura. Non gli hai mai espresso chiaramente ciò che provi a riguardo. Ti sei sempre mostrata stata critica e sofferente verso la madre, ma sei stata poco esplicita con lui per quanto riguarda te». Chiudiamo il nostro caffè. Claudia ordina un altro brownie d’asporto. Ride: «Devo solo decidere se mangiarlo prima di parlargli come fonte di incoraggiamento o dopo averci parlato, per consolarmi…».

Ieri ci siamo risentite. Era contenta. Dopo il confronto con Angelo, sono arrivati alla soluzione di andare un weekend dalla madre di lui e uno no. Nel weekend libero sarà Claudia a scegliere dove andare e cosa fare, in modo che ognuno abbia a turno la propria opzione di scelta. In questo modo Claudia è meno sofferente quando va a trovare la suocera. «Penso che il prossimo weekend sarà nelle mie mani… e me la vivo con più leggerezza.

Ah, alla fine il brownie l’ho condiviso con Angelo!». Certo Claudia e Angelo non hanno ancora risolto tutte le loro problematiche, ma hanno almeno arginato quella relativa alla mammite. Step by step, si dice. Anche in coppia.

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