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1 Ottobre Ott 2018 1831 01 ottobre 2018

Ménage à trois sì o no? Quando il match su Tinder è a tre

Lisa conosce un uomo che le propone un incontro con la sua fidanzata. Lei, intimorita ma stuzzicata dall'idea, accetta. Ma il finale non è dei migliori.

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Sesso Ménage A Trois Tinder

Le relazioni non sono semplici ma la colpa è delle persone. Sono complicate perché le persone sono complicate. E pretendono, l’una verso l’altra, l’infinito e oltre: amore, attenzione, verità, tempo, affinità sessuale, figli, famiglia, casa, cane. Vale per le relazioni etero come per quelle omo. Più cresci più le pretese aumentano. Eppure nonostante questo continui a cercare una relazione. È incredibile cosa siano disposte a fare (e dare) le persone… pur di non rimanere da sole, a un certo punto. Non ditelo a me! Da quando sono stata mollata, mi aggiro su Tinder come un’anima in pena. Cercando cosa? Forse una nuova relazione, ovviamente con complicazioni annesse? Oppure qualcosa di più easy senza impegno? Non lo so più neanche io. Eppure ne ho già viste parecchie.

L’altra sera pensavo proprio a questo, rotolandomi sul letto con lo smartphone in mano. E mentre mi vantavo di essere l’esperta dei Tinder date, arriva lei. Una nuova notifica. Fabio ricambia il match. Storia già vista, sentita, vissuta. «Ciao. Sono Fabio»: nella tristezza generalizzata della serata, mancava giusto un’entrata di scena su Tinder così banale. Sto per annullare la compatibilità, pensando di non farcela a intrattenere una conversazione così piatta in una serata del genere. Quando ecco che lui continua… «Sono impegnato. «Sto cercando qualcuna che soddisfi me e la mia fidanzata insieme… e tu mi sembri il nostro tipo». Non credo a quello che leggo. Mi sta proponendo un rapporto a tre! È proprio vero che le cose capitano quando meno te lo aspetti. Vedo davanti a me la soluzione alle mie problematiche. Questa volta non avrò aspettative. Una rapporto a tre non sarà come uno a due! Non ci saranno mica tutte quelle pretese e complicazioni! Mi domando se non valga il gioco provare. In fondo si tratta soltanto di conoscere due persone nuove.

«Ciao Fabio, io sono Lisa e sono single. Sto cercando una relazione che non sia troppo complicata». «Noi siamo semplici, Lisa. Vieni a conoscerci. Via della Pace 5, tra un’ora». Fabio interrompe la chat e smette di rispondermi. Non mi scrive neanche quale sia il loro nome sul citofono, ma decido di andare. Chiamatemi incosciente, folle, ninfomane. Vi assicuro che non sono nulla di tutto questo. Ma quando non hai nulla da perdere e tanto da dare, nella disperazione le provi tutte. Arrivo all’indirizzo indicato e con gli occhi scorro agitata le voci sul citofono. Sono quasi tutti cognomi cinesi. E in effetti anche Fabio lo è.

«Citofona su Xing», mi riscrive in chat. Non sono mai stata con un cinese e non ho mai fatto una cosa a tre. Stasera è la serata delle novità. Incredibile come la vita si possa ribaltare in un attimo, grazie a Tinder. «Ciao Lisa. Meno uno». Meno uno?! Bene, aggiungiamo anche l’atmosfera di un seminterrato. Mentre scendo le scale perdo la cognizione dello spazio e non so più se sono in film erotico o in uno horror. Arrivo al 'meno uno'. C’è un’unica porta, aperta. Vedo Fabio e la sua lady sdraiati sul divano, a parlare e guardarsi, quasi nudi, come se io non ci fossi. «Scusate….», li interrompo, «Io sarei arrivata». Fabio ruota lentamente la testa, come in quelle scene dei film Western dove uno dei due sta per sparare all’altro e tu aspetti un minuto che prema il grilletto. Ma a questo giro dall’altro lato ci sono io. Mi mette ansia il suo sguardo. Così sfodero la mia arma: la parlantina.

«Ciao Fabio, sono Lisa, ti ricordi di me? Ci siamo conosciuti un’ora fa su Tinder e poco fa mi hai riscritto di citofonare a Xing e così eccomi qui». Guardo la ragazza, che sembra italiana. «Tu devi essere la sua fidanzata, vero? Piacere sono Lisa». Parlando a macchinetta l’agitazione mi scende un po’. Non mi preoccupo dell’impressione che sto facendo a Fabio e alla sua compagna, mentre ripeto a vanvera cose senza senso. Qui nessuno sembra interessarsi di quello che dico. Mi guardo intorno: non sembra molto pulito, c’è anche un raviolo cinese per terra davanti al divano. E qualche pelo di gatto in giro. «Vuoi unirti a noi?», mi dice Fabio. E inizia a togliere la maglietta della sua fidanzata davanti a me, mentre la bacia sul collo. «Così? Senza neanche un caffè prima?», ribatto in automatico e mi sento nuovamente stupida.

La coppia va avanti nelle effusioni come se nulla fosse. Mi sento come un pesce fuor d’acqua, come una pizza napoletana in un ristorante fusion. Lisa ma cosa stai facendo qui? Dove sei andata a imboscarti? Panico. Mi volto e vado verso la porta quasi in punta di piedi per non disturbare e andarmene. «Lisa, aspetta. Se vuoi, aggiungiti… Poi ci facciamo un the». Saluto Fabio e la sua compagna, già nella fase dei preliminari. Le cose a tre non fanno per me. Non senza conoscersi prima. Due chiacchiere, una birretta, una pizza insieme, magari qualche confidenza sulla propria vita sarebbe gradita.

«Lisa, ma stai scherzando? Secondo te una coppia ti invita a casa loro per offrirti una pizza prima di fare sesso?». Ilaria la mattina dopo mi riporta alla realtà. «Possibile che riesci a crearti aspettative anche in queste cose? Possibile che vivi ancora nel tuo mondo?». Mi sento per la terza volta stupida nelle ultime 24 ore, ma questa volta ne vado fiera. Il triangolo così 'a freddo' non fa per me. Meglio illudersi e pretendere piuttosto che non aspettarsi niente da qualcuno. «A me i ravioli cinesi non piacciono», rispondo a Ilaria ridendo. Ritenta Lisa, sarai più fortunata. A noi due, Tinder!

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