SexToGo

6 Settembre Set 2018 1915 06 settembre 2018

Se tu e la tua amica incontrate lo stesso uomo su Tinder

Lisa e Ilaria fanno match con lo stesso ragazzo, ma non lo sanno. Lo scopriranno solo raccontandosi a vicenda i rispettivi appuntamenti. E mediteranno una piccola vendetta. Dalla rubrica Sex To Go.

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Tinder Match Amiche (2)

A volte mi domando cosa stia facendo il mio ex, come si trovi con la tipa per cui mi ha lasciato mesi fa e se ora sia felice. Sarei falsa a dirvi che non gli porto rancore o che gli auguro il meglio. Me l’ha fatta grossa, ma tanto. Al punto che non perdono più alcun uomo che abbia atteggiamenti infantili o pressapochisti nei miei confronti. Così di fronte alla mia rabbia, la vita che fa? Si appresta puntualmente a mandarmi l’ennesima prova sul cammino. La prova di questa puntata si chiama Paolo, è un Export Manager in una multinazionale di moda ed è su Tinder (dice) perché non ha tempo di conoscere le donne giuste per lui nella vita di ogni giorno. Quelle che lavorano nella moda (dice sempre) non gli piacciono: troppo magre, troppo fissate, troppo finte. Quindi decido di uscirci e mi presento all’appuntamento con zero aspettative nella borsa. L’appuntamento è alla Rinascente, ore 8.00 del mattino, all’ultimo piano dedicato al food & beverage.

«Ciao Lisa, piacere di conoscerti. Perdonami se ti invito a una scarna colazione e così presto ma ho una call con Londra tra un’ora e dieci minuti e non avrei potuto più tardi». «Sarei uscita anche per un aperitivo, senza timori!», ribatto col sorriso. Risposta: «Stasera ho un’altra call, finisco alle 22. Amo il mio lavoro e tengo fede agli impegni che prendo». Colazione finita, Paolo paga e ce ne andiamo. Penso a quanto mi sia sembrato impeccabile. Così composto, così attento alle parole, così cortese. Decido di dargli una chance e di uscirci di nuovo. Due, tre, quattro, cinque volte. «Sei la quinta essenza», mi dice alla sesta uscita, prima di finire a letto insieme. Passiamo una notte da fiaba tra coccole e slanci di passione. Resto spiazzata: dalla nostra performance, da lui, dalla vita che finalmente sembra mandarmi qualcosa di buono e sorridermi. Il giorno dopo, saltellante e felice, decido di condividere la mia fiaba con Ilaria. Non immagino certo di avere il suo stesso principe!

«Ilaria ti devo parlare. Ho conosciuto un uomo!». Ilaria: «Anche io!». Non ci sembra vero che siamo entrambe contente nello stesso momento delle nostre vite. È una sensazione bellissima per due amiche. «Non puoi capire: il mio è un poeta, sono la sua quinta essenza». Silenzio. Ilaria ci sei? Non risponde più… eppure è in linea! «Lisa, non ci credo. Anche il mio». Chiaramente non può essere una coincidenza. «Dimmi che almeno tu non ci sei andata a letto», le dico. Ma niente da fare. Dopo qualche scambio di informazioni, ci rassegniamo al fatto che il poeta si è preso gioco di entrambe… e ha fatto bis. Non so se sia più la rabbia che ho verso di lui (e verso il mio ex e verso ogni uomo sulla Terra) in questo momento o la tristezza per l’inganno di cui sono stata vittima. O meglio, di cui siamo state vittime. Io e la mia migliore amica. Decido di non lasciare il poeta impunito. «Ila, dobbiamo fargliela pagare. Occhio per occhio, dente per dente!».

Ilaria non batte ciglio, è sempre abbastanza remissiva quando qualcuno le fa del male. Ma non starò a far finta di niente e passare oltre questa volta. Programmo la vendetta, che dovrà essere esemplare e impeccabile. Voglio che il poeta capisca che non può prendere in giro le donne come fossero giocattoli, soprattutto contemporaneamente. Il giorno dopo gli chiediamo entrambe di uscire la stessa sera e, dato che Ilaria glielo propone prima di me, accetta il suo invito e rimbalza il mio. Lo rimanda a due ore dopo: «Ho una call stasera, tesoro», farfuglia di nuovo. «Ci vediamo alle 23 in Corso Sempione, davanti all’Arco della Pace». Bene, lo scenario è pronto. A me e Ilaria non resta che esserci, e a mente lucida. La sera successiva mi presento alle 23 davanti l’Arco della Pace, che si appresta a diventare più un 'arco della guerra'. Vedo arrivare Paolo da lontano, con Ilaria a suo seguito (chiaramente lui non lo sa: l’ha lasciata mezzora prima dicendole che domani dovrà alzarsi presto per lavoro). Immaginate la sua espressione quando ha visto entrambe. Ha iniziati a balbettare non si sa che cosa e dopo aver detto «scusate» se l'è svignata, senza se e senza ma.

«Quantomeno ha avuto pudore no?», commenta Ilaria. «Si, Ila. Ma vedi? Noi dovremmo essergli quasi grate. Numero uno: ci ha ricordato che mai e poi mai bisogna fidarsi di chi ci ricopre subito di parole poetiche ed eccessive attenzioni. Invece noi siamo cadute nel tranello entrambe, come due polle. Numero due: ci ha insegnato a dirci sempre tutto e quanto prima, soprattutto se riguarda il 'Tinder World'. Perché in fondo quello del dating online è un mondo piccolo e la probabilità di incrociare entrambe la stessa persona sarà alta anche in futuro».

«Già. Poi, con la sfiga che abbiamo…», continua ironizzando Ilaria, per non piangere. Ormai abbiamo imparato a riderci su. Quella sera, dopo due Mojito, torniamo a casa. «Non ti metterai a fare match prima della buonanotte vero?», mi scrive Ilaria poco dopo, su WhatsApp. «No, direi che per oggi quanto a match ne abbiamo avuti abbastanza!». E mi arrotolo nel letto cercando di prendere sonno, che però non arriva. L’esperienza col poeta mi ha scottata. Mi ha fatto capire che quando si è sentimentalmente deboli, basta davvero poco per essere ammaliate da uomini superficiali ed essere manipolate con due moine. E così mentre ripenso alla lezione che ho imparato, quasi in automatico, riapro la mia app. So che avevo detto a Ilaria che non avrei avuto altri match per oggi. Ma ormai Tinder è una droga. La mia droga preferita, che mi fa innervosire e divertire al tempo stesso. Cosa posso farci?

Buoni match anche voi, fino alla prossima puntata. E occhio ai poeti.

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