4 Settembre Set 2018 1148 04 settembre 2018

Perché non si parla della Giornata del benessere sessuale

Istituita dall'Oms con l'obiettivo di promuovere una più ampia informazione sull'argomento, ha incontrato il totale disinteresse delle istituzioni. Nel nostro Paese è ancora un tabù.

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Sessualità Benessere

Istituita nel 2010 con l'obiettivo di promuovere una più ampia informazione sull'argomento, fornendo anche linee guida sulla salute sessuale piuttosto che terapie contro le infezioni sessualmente trasmesse, ogni 4 settembre si 'celebra' la Giornata internazionale del benessere sessuale, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo slogan della prima celebrazione fu Let's talk about it!, ovvero parliamone!, per iniziare a infrangere paure e tabù che circondano la sessualità. «Il benessere sessuale è fondamentale per la salute stessa e la felicità delle persone. Questo ha un evidente impatto positivo sulle società e i Paesi», scrive l'Oms. Ma il successo non è dei migliori. Anzi.

IL TOTALE DISINTERESSE DELLE ISTITUZIONI

Da noi in Italia nessuno ne sa niente, nonostante il nostro Paese faccia parte dei 35 che aderiscono alla celebrazione. Mentre all'estero sono previsti convegni, seminari, interventi nelle scuole, negli ospedali, all'università, in piazza, mostre e incontri, qui sembra regnare il disinteresse. «Sul benessere sessuale della popolazione c'è un totale disinteresse delle istituzioni, si pensa che sia un lusso, un bene accessorio, non c'è voglia di informare su educazione sessuale, prevenzione, gravidanze indesiderate, comportamenti a rischio», ha commentato Roberta Rossi, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss). E racconta che alla Settimana dedicata al benessere sessuale (dal primo al 6 ottobre in molte città italiane), non legata all'iniziativa dell'Oms, la gente dimostra grande interesse: «Ci chiedono a gran voce di essere informati in generale, non soltanto se hanno problemi. Insomma, c'è uno scollamento tra il versante delle istituzioni e la vita delle persone».

PARLARE DI SESSO È ANCORA UN TABÙ

Sull'argomento è intervenuta anche Simonetta Draghi, dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma: «Le donne non hanno informazione sufficiente sul benessere sessuale. Avrebbero tante domande da fare, ma chi gli risponde? Basti pensare che secondo una delle ultime ricerche fatte in Italia, solo il 19% dei ginecologi fa domande sulla sessualità alle donne in menopausa». Imbarazzo, vergogna, sono tanti i sentimenti che impediscono di parlare di sesso e di chiedere informazioni. Istituendo la Giornata, l'Oms aveva come obiettivo proprio di promuovere una più ampia informazione sull'argomento, fornendo linee guida sulla salute sessuale piuttosto che terapie contro le infezioni sessualmente trasmesse.

UN TEMA DIFFICILE, PER RELIGIONE E PER CULTURA

«Il benessere sessuale è fondamentale per la salute stessa e la felicità delle persone. Questo ha un evidente impatto positivo sulle società e i Paesi», ha scritto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. «Ma da noi è un tema difficile e doloroso - dice Adele Fabrizi, del Comitato direttivo Fiss - c'è carenza totale di educazione sessuale. E non è solo perchè stiamo parlando di un Paese cattolico, ma per cultura. C'è anche un colpevole disinteresse del mondo medico, non a caso non esiste una specifica formazione in sessuologia». Così si finisce a parlare di sesso con un medico solo in caso di malattie. È il caso degli uomini, che troppo spesso in presenza di disfunzione erettile - come emerso da un recente studio - preferiscono comprare pillole online rischiando la vita, anziché andare dal dottore. Che invece spiegherebbe loro che i problemi sotto le lenzuola non sono slegati dalla salute in generale.

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