Chicche e caffè

11 Giugno Giu 2018 1000 11 giugno 2018

Odiare gli uomini vuole dire odiare l'amore

Quando siamo ferite da qualcuno ce la prendiamo con tutto il genere maschile. Ma quello che non esprimiamo finisce per opprimerci. E far uscire quella rabbia ci serve per andare avanti. La storia di Carla.

  • ...
Uomini Odio Amore

-«Li odio tutti, non mi fido più degli uomini».

Carla si siede di fronte a me: è chiaramente arrabbiata e infastidita. Ma da cosa, neanche lei lo sa di preciso. O forse fatica ad ammetterlo.

- «Ho provato a uscire con qualche uomo, eh: sono insostenibili e pesanti».

(Da come parla quasi li strozzerebbe!)

- «C’è qualcuno che ti piace?».

- «No».

- «C’è qualcuno che ti è piaciuto ultimamente?».

- «No, negli ultimi tre anni nessuno».

Guardate un po’ il caso! Carla si è lasciata proprio tre anni fa, esattamente il giorno prima del suo compleanno. O meglio, lui l’ha praticamente costretta a lasciarlo. Matteo è uno di quegli uomini che non sono capaci di dirti che tra voi è finita e, allora, fanno in modo che sia tu a dirlo e troncare il rapporto.

- «Non ha nemmeno avuto il coraggio di lasciarmi».

- «Lo so, ti sei presa tu il carico».

Resto in silenzio mentre la guardo fissare la tazzina di caffè. Mi rivedo un po’ in Carla: qualche anno fa anche io ce l’avevo con gli uomini per via di un ex che non riuscivo a perdonare. Un po’ tutte potremmo rivederci in lei. A chi non è capitato di sentirsi ferita da qualcuno e di farla pagare involontariamente a chi veniva dopo? Chi non si è detta almeno una volta di aver chiuso col genere maschile? Chi non si è fatta logorare, anche per poco, dalla rabbia?

A volte chiudiamo una relazione ma non il legame con quella relazione: restiamo agganciate. E quando restiamo attaccate al passato, ci trasciniamo dietro il risentimento. Come una sorta di effetto domino, il veleno che non abbiamo espulso continua ad agire sulle potenziali relazioni, presenti e future, danneggiando i papabili partner e soprattutto noi stesse.


- «Gli hai mai detto che secondo te si è comportato da vigliacco?».

- «No, non voglio più avere nulla a che fare con lui. Né con lui né con nessun altro».

Carla è l’esempio di quel che accade quando tratteniamo la rabbia, riversandocela addosso. Ciò che non esprimiamo, finisce con l’opprimerci. Soprattutto in amore. Fino a quando non svuotiamo il sacco delle emozioni, continuiamo a portarcelo addosso, a sentire il peso di una storia che non c’è più, a chiuderci rispetto a nuove relazioni.

Nel caso di Carla, è la rabbia l’emozione trattenuta e covata dentro. Soltanto perdonando Matteo e se stessa per essere stata al suo gioco, può andare oltre la ferita. E liberarsene. Ma deve prima ammettere di essere arrabbiata con lui. Provo ad aiutarla.

- «Ti rode ancora?».

- «No, non ce l’ho con Matteo. L’ho dimenticato, mi è indifferente».

(Le è indifferente ma vuole tenerlo alla larga: qualcosa non riporta...)

- «Vorresti innamorarti di nuovo?». (Cambio domanda)

Carla sospira. «Vorrei… ma non accadrà».

- «Senti che non amerai più nessuno?».

- «Ne sono convinta!».

In questo momento, per Carla odiare gli uomini significa odiare l’amore. Si è chiusa per proteggersi e per evitare che la sofferenza si ripeta. Quante volte lo facciamo. Ci irrigidiamo rispetto ai sentimenti convinte di non essere in grado di gestirli senza compromettere l’equilibrio. Diventiamo le dittatrici di noi stesse e, di riflesso, dell’altro.

- «Non avercela con te, Carla. Hai fatto il possibile sperando che Matteo cambiasse».

D’un tratto qualcosa cambia nel suo sguardo. Avete presente le parole magiche, quelle che aprono le porte più chiuse? Funzionano anche col cuore. Lo spalancano, quando arriva la frase giusta. Una lacrima scende sul volto di Carla.

-«Non odio gli uomini, odio Matteo. Hai ragione tu. Perché è finita? Ce l’avevo messa tutta».

- «Lo so, ma ormai è passato. Puoi superarlo».

In quello stesso istante le vibra il telefono. Una notifica da Tinder. Fabio ti ha inviato un messaggio.

«Ah! E lui chi è? », sdrammatizzo.

Carla sorride, e si arrende. - «Qualcuno che potrebbe interessarmi. Forse ora me lo merito!».

Qualche minuto dopo la saluto. Ha uno stato d’animo diverso da quello iniziale, sembra quasi un'altra.

- «Dici che ho già fatto un passo verso il perdono, ammettendo di avercela con lui? ».

- «Chi lo sa! Lo vedremo dal tuo stato d’animo durante la prossima uscita...».

Bingo. Vi invito a fare lo stesso step di Carla: a riconoscere le emozioni connesse un vostro ex e ad ammettere di esserci legate… se è così. Non serve a nulla essere orgogliose nei confronti di cose lasciate nel passato, soprattutto se possiamo renderci libere e più leggere.

A oggi, sono passate due settimane dal nostro caffè. Carla si sta vendendo con il suo match di Tinder: della serie «che l’avventura abbia inizio».

Ah, che belli i caffè a lieto fine. Sono quelli da cui te ne vai, senza l’amaro in bocca e con una consapevolezza in più. Evviva le chicche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso