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31 Maggio Mag 2018 1747 31 maggio 2018

Mai fidarsi di un uomo che dice di non sapere cos'è Tinder

Chi fa il finto tonto sulle app di dating online non è quasi mai affidabile al 100%. Vedere (e provare) per credere.

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Dating Tinder Esperienze Uomini

Più vado avanti nei giorni e nei match, più mi rendo conto di quanto sia difficile trovare qualcuno che sia realmente interessato a me e che mi piaccia. Su Tinder poi sembrano andare tutti di corsa: nessuno che voglia impegnarsi, nessuno che si limiti a frequentare soltanto te, nessuno che gestisca una chat alla volta. Me inclusa: siamo tutti iperattivi. Forse il problema non siamo noi utenti di Tinder, forse il problema è Tinder stesso! Magari la stessa persona nel mondo reale si comporterebbe in modo diverso: sarebbe più pacata, meno ansiogena, più sincera. Forse sto cercando il boy giusto nel posto sbagliato.

Lisa, cosa aspetti allora a conoscere qualcuno fuori dalle dinamiche del dating? Esci e rifatti una vita (sempre che mi ricordi come si faccia). Mi vesto nella modalità che Ilaria etichetta 'da stragnocca', e la chiamo.

«Ila, come on! Stasera si va al rimorchio!».
Tempo mezz’ora e siamo alla registrazione di una puntata di uno show comico. Un nostro amico lavora per la Tv ed è riuscito a procurarci due ingressi. Perlustriamo come due cacciatrici il pubblico.

«Lisa, ma qui sono tutti o troppo giovani o troppo vecchi per te».
Solita sfortuna. A fine registrazione, sto per trascinare via Ilaria quando mi sento toccare la spalla.

«Ciao piacere. Sono Gino, uno dei comici. Ti ho notato tra il pubblico, volevo presentarmi. Tu sei?».
(Caspita, quanta sicurezza! E che stile. Soprattutto, ha scelto me! Mi volto per accertarmi che non ci sia un’altra a cui sta parlando. No, no: sta dicendo proprio a me!). Ho davanti un cavaliere di altri tempi.

«Piacere, io sono Lisa. Lei è la mia amica, Ilaria. Potremmo sentirci su Facebook, ti lascio il contatto».
Quella stessa sera Gino mi scrive e mi invita a uscire. È tutto così magico, così romantico, così wow! È proprio vero che la persona giusta arriva quando meno te l’aspetti. E non su Tinder!

«Lisa non ci sei ancora uscita. Non starai correndo un po’ troppo con la fantasia?».
Ilaria a volte sembra invidiosa. Ma la ignoro: non voglio rovinarmi l’umore prima dell’appuntamento, che è il giorno dopo (Gino non potrà ovviamente aspettare per vedermi, è già coinvolto).

«Allora, Lisa, parlami di te», mi dice mordicchiandosi le labbra mentre sorseggia lentamente il suo brandy. Gli salterei addosso togliendogli la parola. Ma no, Lisa, sii aggraziata. Lui è un gentiluomo (mica come quei cafoni di Tinder) e merita una gentildonna al suo fianco.

«Ho 30 anni e lavoro nel marketing di un’azienda. Come avrai intuito sono single, anche tu lo sei?».
«Certo, Lisa. Mai uscirei con due persone contemporaneamente. Non ho neanche nessuna in testa. Anzi, non avevo nessuna in testa fino a due sere fa. Prima che tu apparissi ai miei occhi».
(Oddio si sta già dichiarando. Non posso dirgli che sono su Tinder, potrebbe farsi un’idea distorta di me! Ma se per caso ci fosse lui? Preferisco togliermi questa pulce).

«Quindi non sei su Tinder?».
«Tinder? Che cos’è?».
(Basta, ha vinto. Non sa neanche cosa sia Tinder. È un santo, è quello giusto. Lo prendo e me lo sposo).

«Mah! Non so bene cosa sia neanche io. Sai, me ne hanno parlato delle mie amiche, pare che sia un’app di incontri online. Per lo più serve per fare sesso, però».
«Che finalità ripugnante. Non credo che potrei trovare la fanciulla per me, lì».
(Sento già le campane in testa. Din don, din don).

A fine serata mi riaccompagna fin sotto casa. Non mi trattengo e gli chiedo di salire. Sono certa che non è come gli altri. Lui resterà per sempre. Si vede che è diverso. Passiamo la notte insieme, il sesso non è un granché ma non importa. Avremo tempo per migliorarlo e perfezionare l’intesa: io e Gino abbiamo tutta la vita davanti.

«Allora? Come è andata?».
«Ila, benissimo! Se ne è andato stamattina presto, ma lo rivedrò tra stasera e domani».
E invece? Nada de nada. Gino sparisce. Gli scrivo, non risponde. Lo chiamo: a vuoto. Sarà impegnato, starà facendo le prove per una puntata, vorrà tenermi sulle spine (penso, il primo giorno). Ma dopo una settimana di silenzio e chiamate e messaggi ignorati, comprendo l’ardua realtà. Gino è come un tinderiano medio: ha fatto i suoi interessi e se l’è svignata. E io ho abboccato, come una trota.

Apro Tinder, per consolarmi. Tanto finisco sempre qui. Martino, 44 anni, veterinario. Avanti. Luca, 21 anni, CEO e influencer. Bene: questo credeva di essere famoso già dalla nascita. Sfoglio istericamente un profilo dopo l’altro, fino a quando: Gino, 36 anni, attore. Eccome, se lo è! Un attore nato. E meno male che non conosceva Tinder. Ho una rabbia tale che se lo incontrassi lo spedirei a Honolulu con la ferocia di uno sguardo. Inferocita, clicco 'like'. Scatta subito match, il che significa soltanto una cosa: resa dei conti e senza clemenza.

«Toh! Ma tu non eri quello che non usava Tinder?».
Continuo a ribollire pensando di essermi presa in giro da sola. Mi sono illusa che fosse diverso per il solo fatto di non averlo incontrato online. Invece è uguale agli altri, forse peggio.

« Infatti, mi hai talmente incuriosito parlandomene che ho deciso di installarlo. Funziona bene, avevi ragione».
(Quanto viscidume).

Beh, Lisa, questo è il pegno da pagare per essere stata un’allocca. Alla fine della recita, chi sta ridendo di cuore è soltanto lui. Mai fidarsi di un uomo che ti dice di non conoscere Tinder. Soprattutto, mai prendere sul serio un comico: è come bere una tisana dimagrante mangiando Pan di Stelle.

C’est la vie! Anche fuori da Tinder.

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