8 Settembre Set 2019 0820 08 settembre 2019

Psicopatologia del primo appuntamento

Diciamo bugie, omettiamo dettagli. Spesso, più che conquistare l’altro, lo scopo è piacere a se stessi e sentirsi «adeguati».«Il corteggiamento è di per se stesso un inganno», spiega lo psicologo Quaranta.

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Primo Appuntamento Consigli Psicologia

Risposte vaghe, omissioni, mezze verità: di fronte a un nuovo potenziale partner siamo tutte un po’ machiavelliche. Non è solo strategia ma anche una reazione inconsapevole alle paure, alle aspettative (agli stereotipi?) che condizionano la psicologia di uomini e donne. Chi ha avuto la fortuna di fidanzarsi qualche decennio fa, quando ancora si usavano lettere, fiori e castità prematrimoniale, potrebbe pensare che il corteggiamento sia ormai una pratica estinta. In realtà, per quanto possa apparire agonizzante, l’arte del corteggiamento è ancora praticata e diffusa. Ha solo cambiato forma: le lettere sono state sostituite dal telefono (poi dalle mail, dagli sms, da WhatsApp), invece delle rose si offrono “Like” su Facebook. Quello che è rimasto immutato è il desiderio di essere desiderati. Anche se spesso, più che conquistare l’altro, lo scopo è piacere a se stessi e sentirsi «adeguati».

IL CORTEGGIAMENTO È SEMPRE UN PO' BUGIARDO

Per saperne di più, abbiamo interpellato il dottor Giorgio Quaranta, psicologo e sessuologo a Milano, che ci ha spiegato che «il corteggiamento è di per se stesso un inganno»: i presupposti e gli scopi su quali si basa sono quello di risultare piacenti e piacevoli, di mostrarsi al meglio (facendo apparire questo'meglio' come 'normale') e di suscitare interesse nell’altro. «Nonostante il luogo comune sull’importanza di essere se stessi», prosegue l’esperto, «tra tutti i se stessi che ciascuno è in grado di esprimere, si cerca sempre di mostrare quello più in linea con le fantasie dell’eventuale partner. Si cerca insomma di apparire perfetti e di predisporre situazioni fiabesche (quindi fittizie) in cui l’altro possa sentirsi compreso, appagato, affascinato».

CHE FINE HA FATTO IL TRADIZIONALE COLPO DI FULMINE?

Gli stili di vita moderni e le nuove tecnologie hanno immensamente ampliato le occasioni per cadere vittima delle frecce di Cupido. Le frequentazioni virtual-social, per quanto impersonali ed evanescenti, sono capaci di suscitare a tutti gli effetti desideri, emozioni e illusioni un tempo connessi al vecchio 'colpo di fulmine' e successivo corteggiamento. «La differenza», spiega Quaranta, è che invece di affidarsi a un’impressione reale, ci si abbandona agli indizi suggeriti giorno dopo giorno dal partner che, nascosto dietro a uno schermo, può scegliere come apparire per piacere e compiacere l’altro». E l’inganno è quasi sempre reciproco.

PRIMO APPUNTAMENTO E ANSIA DA PRESTAZIONE

Quando si arriva finalmente a incontrarsi vis a vis, ansia, senso di inadeguatezza, timore di deludere le aspettative ed essere rifiutati spingono a bluffare, omettere o addirittura a mentire. Lo psicologo spiega che «nella maggior parte dei casi si tratta di bugie bianche, senza gravi conseguenze ma rivelatrici di come i condizionamenti sociali, etici, morali, influenzano il modo in cui uomini e donne vorrebbero essere e del ruolo che ritengono di dover assumere nel rapporto con l’altro sesso».

MENTIRE È UN'ATTIVITÀ GENDER EQUAL

Secondo diversi sondaggi, la tendenza a mentire per «fare colpo» è comune in entrambi i sessi. Spiega l’esperto che «l’appartenenza di genere influisce soprattutto sull’oggetto delle bugie, ma è interessante notare come per entrambi la ricerca di perfezione e autodeterminazione di fronte al partner, risenta ancora oggi di stereotipi e inflazionati cliché»: le donne sottraggono qualche anno alla loro età ed enfatizzano le loro abilità domestiche; gli uomini 'gonfiano' il proprio status socio-economico e vantano stili di vita che suggeriscono una predisposizione alla responsabilità. Entrambi poi mentono in fatto di sentimenti: «Per non spaventare l’altro e non rendersi vulnerabili, negano di essere gelosi, sdrammatizzano sulle relazioni passate e sottostimano il desiderio un impegno sentimentale a lungo termine»

SALVIAMOCI CON LO SPEED DATING

Inventato negli Usa alla fine degli Anni 90, lo speed date è un modo per conoscere potenziali partner ottimizzando tempo ed energie. Spiega Quaranta che «affrontare una maratona di primi appuntamenti da pochi minuti nella stessa sera può avere molti vantaggi: riduce lo stress causato dall’aspettativa, dall’esclusività del singolo incontro e dalla prospettiva di doversi intrattenere con lo stesso partner per tutta la sera; ripristina il dispositivo della 'prima impressione', rende la comunicazione più immediata e riduce le occasioni e l’efficacia della finzione». Insomma, una 'terapia d’urto' per togliere teatralità al primo appuntamento e imparare a concentrarsi su chi si ha di fronte piuttosto che sull’immagine ideale di se stessi.

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