6 Agosto Ago 2019 1410 06 agosto 2019

Pillola rosa o cerotto? L'opinione dell'esperta

Le donne hanno a disposizione due vie per risvegliare la libido: ecco i motivi per cui un 'aiutino' ormonale da applicare sulla pelle è preferibile al cosiddetto 'Viagra Rosa'. 

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La sessualità femminile è questione di cuore, testa e chimica. Se sui primi due aspetti è difficile intervenire direttamente, un ‘aiutino’ al calo del desiderio può venire dalla terapia ormonale. E mentre gli uomini devono accontentarsi di una pillola blu, le donne hanno oggi a disposizione diverse opzioni, dai farmaci orali ai cerotti. I meccanismi d’azione sono diversi così come il rapporto tra rischi e benefici: scopriamoli.

UN DELICATO EQUILIBRIO

La libido femminile è fortemente influenzata dalle variazioni ormonali e dalle trasformazioni psicofisiche a cui ogni donna va incontro nelle diverse fasi della vita. «Il disordine ipoattivo del desiderio sessuale colpisce una donna su dieci già in età fertile», spiega la dottoressa Adele Teodoro, ginecologa e ostetrica presso il Centro Medico Monterosa di Milano: «I problemi aumentano in condizioni di vulnerabilità psicofisica, quando stress, insicurezze legate ai cambiamenti del proprio aspetto, squilibri ormonali e terapie specifiche possono interferire con la sfera intima, provocando un calo ‘mentale’ del desiderio e una minore capacità fisica di provare piacere». Le variazioni ormonali che l’organismo femminile subisce ciclicamente non provocano solo sbalzi d’umore e trasformazioni estetiche ma anche cambiamenti fisiologici e funzionali che si riflettono sulla sessualità e sull’intesa col partner. «È quanto avviene per esempio in menopausa, quando i livelli di testosterone ed estrogeni si riducono, causando un calo della libido e una minore elasticità e lubrificazione vaginale, che può rendere dolorosi i rapporti e più difficile il raggiungimento dell’orgasmo» precisa l’esperta.

DUE TIPI DI AIUTO

Per fortuna, come da tempo accade per gli uomini, oggi anche per le donne hanno la possibilità di ricorrere a qualche aiuto farmacologico per risvegliare la passione assopita. «Di recente l’agenzia americana Food and Drug Administration ha approvato il primo farmaco non ormonale orale per curare la perdita del desiderio sessuale nelle donne in età fertile», prosegue Teodoro: «E già da tempo la terapia ormonale sostitutiva, soprattutto per via trans dermica, ovvero sotto forma di cerotto, si è rivelata efficace per il trattamento di diversi disturbi sessuali durante la menopausa e nelle donne che hanno subito isterectomia».

IL 'VIAGRA ROSA'

Inizialmente studiato per la cura della depressione, il farmaco a base di flibanserina ha dato risultati migliori nel trattamento dei problemi di libido nelle donne in età fertile, con testosterone ed estrogeni normali, tanto da essere ribattezzato ‘Viagra rosa’. La ginecologa puntualizza che «in realtà questa definizione non è propriamente adeguata: rispetto al farmaco usato per trattare l’impotenza maschile, la flibanserina ha un meccanismo d’azione molto diverso». Innanzitutto deve essere assunta regolarmente (e non solo ‘al bisogno’) e inizia a dare i suoi effetti dopo 6-8 settimane, in secondo luogo agisce a livello del sistema nervoso centrale (e non della vascolarizzazione nell’area genitale) stimolando i neurotrasmettitori ‘eccitatori’ (dopamina e noradrenalina, che aumentano l’energia fisica, la voglia di fare, di esplorare, di desiderare e amare) e la serotonina, che regola l’umore.

IL CEROTTO DEL DESIDERIO

Per riaccendere il desiderio e migliorare la qualità della vita intima delle donne in menopausa invece c’è invece la terapia ormonale sostitutiva. La dottoressa spiega che si tratta di estrogeni (soprattutto estradiolo) e/o testosterone bioidentici a quelli che il corpo delle donne produce naturalmente durante l’età fertile: «Possono essere assunti per via orale o trans dermica. Recenti studi hanno dimostrato come proprio la somministrazione sotto forma di cerotti, che si applicano sulla pelle dell’addome e si cambiano ogni 3-4 giorni, si riveli più efficace e sicura: non solo il rilascio costante e controllato permette di ripristinare e mantenere i livelli premenopausali di questi ormoni migliorando la funzione sessuale femminile, ma consente anche di ridurre il rischio di trombosi venosa e di tumori al seno».

I 'CONTRO' DELLA PILLOLA

La ‘pillola rosa’ sta suscitando molte polemiche sia in merito alla sua pericolosità (soprattutto se assunta in associazione all’alcol o usata off-label, cioè al di fuori della prescrizione e supervisione medica) sia in merito alla sua scarsa efficacia: «Non dimentichiamo che la sessualità femminile dipende da una serie di fattori psicofisici, e l’azione della flibanserina, limitata al cervello, può non bastare per risolvere problematiche più complesse. Inoltre anche i possibili effetti collaterali come stanchezza, nausea e vertigini, possono essere controproducenti per il desiderio» spiega Adele Teodoro.

I 'PRO' DEL CEROTTO

Più vantaggioso l’uso degli estrogeni, che riaccendono il desiderio agendo su più fronti: migliorano l’umore, favoriscono il sonno, la memoria, aumentano l’energia vitale e il benessere fisico. «L’estradiolo ha un effetto antinfiammatorio sulle articolazioni, aiuta a combattere l’osteoporosi, migliora l’idratazione e il tono di pelle e mucose, anche a livello vaginale. L’assunzione per via transdermica riduce inoltre il rischio di effetti collaterali come aumento di peso, insulinoresistenza, patologie cardiovascolari, danni epatici, tumore o interazione con altri farmaci», conclude la ginecologa.

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