5 Agosto Ago 2019 1807 05 agosto 2019

Dal ginecologo si va in coppia

Gli uomini sono sempre più attenti alla salute femminile: «Rispetto al passato, compagni, fidanzati e mariti si mostrano sempre più attenti alla salute delle loro partner, pronti a entrare in una sfera della loro vita che un tempo gli era preclusa».

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Ebbene sì: gli uomini sono sempre più attenti alla salute femminile e coinvolti nell’intimità delle loro compagne che invece non parlano volentieri delle proprie fragilità. In un’epoca in cui molti dei tabù che misuravano la distanza tra i sessi (e col sesso) sono stati abbattuti, cambiano anche gli approcci clinici ai problemi «di lei», a favore di una maggiore complicità, consapevolezza e responsabilità nell’affrontare la relazione di coppia.

UOMINI ALLA SCOPERTA DEL NOSTRO UNIVERSO

Per pudore o per un atavico timore di apparire meno virili, gli uomini non parlano volentieri dei propri problemi di salute, soprattutto di quelli che riguardano la sfera sessuale. Eppure secondo gli esperti, negli ultimi anni il loro atteggiamento nei confronti dell’intimità femminile è molto cambiato. Il dottor Giorgio Quarante, psicologo e sessuologo di Milano, ci ha spiegato che «rispetto al passato, compagni, fidanzati e mariti si mostrano sempre più attenti alla salute delle loro partner, pronti a entrare in una sfera della loro vita che un tempo gli era preclusa» per comprenderne i meccanismi e affrontare con maggiore consapevolezza e responsabilità ciò che un tempo era considerato oggetto delle «chiacchiere tra donne».

UN SEGNALE DI CAMBIAMENTO

Secondo l’esperto, questa crescente attitudine maschile al coinvolgimento non è solo frutto di curiosità o senso del dovere: «Addentrarsi nell’enigmatico universo femminile, per gli uomini significa anche essere disposti ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti di ciò che accade alla coppia, ed eventualmente mettere in discussione se stessi e le proprie modalità di interagire con l’altro sesso». Significa in sostanza «ammettere che alcuni problemi (anche quelli che si manifestano nella fisicità) possono in realtà dipendere dalle dinamiche disfunzionali della relazione, che si riflettono sul benessere dei partner a tutti i livelli».

MEDICINA PIÙ INCLUSIVA

«La sessualità femminile è più complessa di quella maschile, sia dal punto di vista fisiologico sia per quanto riguarda i fattori psicologici che la condizionano». Si pensi alla difficoltà di coniugare l’intimità con i cambiamenti che sopraggiungono in alcune fasi delicate della vita femminile (come la gravidanza o la menopausa) e ancor più alla gestione di determinate condizioni problematiche (come difficoltà a concepire, vulvodinia, calo della libido, ecc). «In questi casi la condivisione è fondamentale», prosegue Quaranta, «e per questo gli approcci clinici e psicologici più recenti si stanno adeguando e incoraggiano il coinvolgimento di compagni, fidanzati e mariti in tutte le fasi del percorso di cura o in terapie psicologiche di coppia».

RIPENSARE LA SESSUALITÀ... E LA COPPIA

Affrontare insieme visite, terapie psicologiche, iter di fecondazione assistita, significa ripensare la sessualità e farla evolvere (attraverso il dialogo e, talvolta, l’autoironia) in base alle situazioni che via via vengono a crearsi all’interno della coppia. «Il sesso non è più solo un aspetto privato, idealizzato, intimo e romantico della relazione, ma anche qualcosa da affrontare in modo 'razionale' e consapevole, affinché i problemi legati a questo ambito non si ripercuotano sugli altri aspetti della relazione e viceversa».

I BENEFICI PSICOFISICI DELLA CONDIVISIONE

Rinunciare a vergogne e reticenze e parlare apertamente e in modo rilassato di mestruazioni, calo del desiderio, dispareunia, capacità di raggiungere l’orgasmo, e altri aspetti che si riflettono sull’erotismo, consente ai partners di conoscersi meglio, favorisce la complicità e aiuta a rimuovere molti dei blocchi psicologici che ostacolano il benessere fisico della donna e la maturazione del rapporto a 360 gradi. «Che si tratti di una visita dal ginecologo o di una seduta di terapia dal sessuologo, la condivisione diventa una strumento con cui i partner si dimostrano reciprocamente sensibilità, fiducia e disponibilità ad ascoltare e, se necessario, cambiare insieme per trovare un nuovo equilibrio».

L'ORGASMO NASCE NEL NOSTRO CERVELLO

Scoprire le carte su ciò che avviene 'sotto le gonne' può avere anche un risvolto positivo 'sotto le lenzuola'. Secondo numerosi studi, infatti, il meccanismo che consente alle donne di raggiungere l’orgasmo è più complesso di quello maschile, e in esso l’aspetto psicologico è fondamentale. Il sessuologo spiega che «il piacere femminile è il culmine di un percorso (più o meno consapevole) di 'abbandono', in cui la donna riesce a soddisfare determinate fantasie. Sapere di avere accanto un partner comprensivo e attento, è fondamentale perché la donna possa lasciarsi andare e vivere attivamente e piacevolmente il rapporto anziché subirlo. Di conseguenza, anche per l’uomo, poter approfondire la conoscenza intima della propria compagna, significa imparare ad assecondarne le esigenze (fisiche ma anche psicologiche), a beneficio di una migliore intesa fisica per entrambi».

CONOSCENZA E RISPETTO: UN ANTIDOTO ALLA VIOLENZA

Per abbattere lo stereotipo della donna-oggetto, del sesso come atto dovuto con cui la donna si 'concede', prestandosi al piacere maschile, è necessario rieducare entrambi i generi a una diversa considerazione dell’argomento. Coinvolgere gli uomini nella scoperta dell’intimità femminile è utile a fargli capire quanto per le donne il coinvolgimento fisico sia profondamente connesso alla sua condizione psichica e, viceversa, quanto alcune problematiche psicofisiche impattino sulla sessualità a prescindere dal sentimento. Una consapevolezza utile contro quelle pretese o recriminazioni che all’interno della coppia possono anche involontariamente trasformare la sessualità in una forma di violenza o sottomissione.

MA LE DONNE SONO PRONTE?

«Ancora moltissime donne non parlano volentieri con i loro partner dei propri problemi ginecologici soprattutto se questi influiscono sull’appagamento del partner e sulla complicità di coppia». Tra le motivazioni ci sono vergogna e senso di colpa, ma anche timore di apparire meno affascinanti o addirittura 'frigide'. «Spesso», conclude l’esperto, «le donne preferiscono soffrire in silenzio o continuare a sentirsi sole, piuttosto che mostrarsi fragili o insicure del proprio corpo e delle trasformazioni proprio aspetto». Così l’intimità si trasforma in tabù e il silenzio diventa incomprensione, ma stavolta lo stereotipo dell’uomo egoista e insensibile non funziona...

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