14 Gennaio Gen 2019 1359 14 gennaio 2019

Lavorare fino al nono mese? Il ginecologo Battagliarin spiega perché non è normale

Le motivazioni in un lungo e amaro post su Facebook: «Finalmente potete vedere riconosciuta e sancita la vostra innata e fisiologica capacità di essere super donne».

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Nelle ultime settimane se ne sta discutendo molto, dopo la nuova possibilità introdotta dal governo di posticipare il congedo di cinque mesi previsto dalla legge: lavorare fino al nono mese di gravidanza, sì o no? Trattasi di libertà o schiavitù? Ha le idee chiare sulla questione, e le ha spiegate in un lunghissimo post su Facebook il ginecologo Giuseppe Battagliarin, presidente della commissione nascite dell'Emilia-Romagna ed ex primario di Ginecologia e Ostetricia all'ospedale di Rimini che sarcasticamente ha scritto, rivolgendosi alle future mamme: «Finalmente potete vedere riconosciuta e sancita la vostra innata e fisiologica capacità di essere super donne». Il medico, con una lunga esperienza in fatto di gravidanze e parti, ritiene che lavorare fino al nono mese sia complicato e faticoso, e ne fa un esempio ironico ma efficace: «Del resto cosa volete che sia per una donna al nono mese di gravidanza alzarsi il mattino alle 7 ( per le più fortunate) preparare la colazione per la famiglia, pensare al pranzo e alla cena, vestirsi e truccarsi, prendere l’auto o il treno, oppure accalcarsi dentro una metropolitana arrivando trafelate al lavoro, entrare nel proprio ruolo professionale o lavorativo, starci per otto ore, interrompendolo solo per un panino o per raggiungere la mensa quindi ritornare a casa ripetendo l’iter di tortura da trasporti, fare la spesa, cucinare, rassettare la cucina per poi abbattersi sul divano cercando di riposare mentre il bambino ( come fa tutte le sere dopo cena) ti prende a calci cercando la via d’uscita. Se poi siete così coraggiose da essere alla seconda gravidanza a quanto detto dovete 'solo' aggiungere anche l’accudimento e la vestizione dell’altro bimbo, l’accompagnamento a scuola e tutto ciò che gli necessita fino a quando andrà a letto».

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Geplaatst door Giuseppe Battagliarin op Donderdag 3 januari 2019

«SAPPIAMO CHE SIETE IN GRADO DI FARE TUTTO, MA NON È NORMALE»

Ma, ricorda il ginecologo, non è tutto: «Il vostro comportamento da super donne deve poi superare piccoli problemi come l’aumento ponderale che all’ultimo mese è compreso (per le più parche) tra i 9 e i 12 Kg quindi si tratta solo di muoversi e lavorare con uno zaino di quel peso (posizionato prevalentemente sulla parte anteriore del corpo); una stasi venosa legata alla vasodilatazione e all’aumento del volume plasmatico ( il cuore pompa il 25% di sangue in più per i bisogni del bambino rispetto ad una donna di pari peso non in gravidanza) che verso sera trasforma le caviglie in un tronchetto informe e fa sentire le gambe come fossero zavorrate; la pancia al massimo del suo volume urta ovunque e vi impedisce a volte di allacciarvi le scarpe e non vi fa vedere dove mettete i piedi con il rischio di cadute; se state supine ( e non ci dovete stare ) vi manca il fiato e avete reflusso gastrico con relativa pirosi; se state su un fianco il bambino scalcia per cui il riposo si trasforma spesso in una lotta mentre la testa del bambino comprime la vescica spingendovi a numerose gite al bagno diurne e notturne».

«VI È STATO DATO UNO SPINTONE CHE PUÒ FARVI RUZZOLARE DALLE SCALE»

Dopo l'elenco di tutti questi impegni faticosi e stressanti, Battagliarin si fa più serio e arriva al punto: «Lo sappiamo tutti che siete capaci di farlo ma era proprio necessario sancire come normale ciò che tutti i dati in nostro possesso, che derivano da una letteratura immensa e incontestabile, dimostrano che normale non è?». Poi sottolinea che sì, esistono professioni più fisicamente stancanti di altre,«peccato che si dimentichi lo stress che spesso vi coglie per dare risposta a tutto ciò che vi viene chiesto che si traduce in liberazione di cortisone (incremento della glicemia), adrenalina e noradrenalina (ipertensione e contrazioni uterine) e così via». Il ginecologo conclude sottolineando che è vero, alle donne è stata concessa una libertà di cui si può anche non godere, «ma siamo certi che i datori di lavoro o i vostri capi non daranno di voi un giudizio negativo qualora decideste di stare a casa dal settimo mese visto che è stata sancito come possibile e normale un regime alternativo?». E conclude con un parere inequivocabile: «Questo decreto non è stata una spinta gentile è stato uno spintone che può farvi ruzzolare dalle scale».

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