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Diritto all'aborto

19 Dicembre Dic 2018 2055 19 dicembre 2018

La guida completa all'interruzione di gravidanza in Italia

Entro quante settimane dal concepimento è consentita, a chi bisogna rivolgersi, come è possibile essere autorizzati se minorenni: indicazioni pratiche per agire in sicurezza.

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Come Abortire Pillola Interruzione Gravidanza

Il test che risulta positivo e la scelta di interrompere la gravidanza in maniera volontaria. Attraverso quali passaggi le donne possono ricorrere all’aborto nel nostro Paese? C’è davvero bisogno di una guida essenziale all’interruzione di gravidanza in Italia? A noi è sembrato di sì. Primo perché le informazioni disponibili sono disseminate in maniera non unitaria tra i siti del Ministero della Salute, quelli delle Asl regionali e quelli delle associazioni che si occupano di salute riproduttiva femminile. E poi perché di aborto si parla poco, ce lo conferma anche Maurizio Orlandella, medico fondatore di Agite e vicepresidente Smic (Società medica italiana per la contraccezione) che ci ha supportato in alcuni passi della guida: «La parola aborto oggi rimane purtroppo molto nascosta. Invece non ci vorrebbe grande impegno per realizzare un sito ministeriale che spieghi in maniera più chiara le regole e le procedure per accedervi». Ecco quindi come muoversi nella fase denominata di pre-Igv (interruzione di gravidanza), che va dall’esito positivo del test di gravidanza fino all’ottenimento del certificato necessario per richiedere l’aborto chirurgico o farmacologico. In una seconda parte, pubblicata nei prossimi giorni, parleremo invece di cosa differenzia l'aborto chirurgico da quello farmacologico.

LA PILLOLA DEL GIORNO O DI CINQUE GIORNI DOPO NON È ABORTO

Prima di iniziare, una piccola precisazione. È importante sapere che la cosiddetta contraccezione d’emergenza, quella che comprende la pillola del giorno dopo e la pillola dei cinque giorni dopo, non ha effetto abortivo ma contraccettivo. La pillola del giorno dopo e la pillola dei cinque giorni dopo non vanno confuse con la pillola abortiva vera e propria: la RU486. Come indicato sul sito del Ministero della Salute, se il rapporto a rischio ha avuto luogo nelle ore o nei giorni che precedono l’ovulazione, il levonorgestrel e l’ulipristal acetato – i principi attivi dei due farmaci - impediscono la fecondazione (l’unione dello spermatozoo con l’ovulo). Se il rapporto ha avuto luogo quando il processo che conduce all’ovulazione è già iniziato, il levonorgestrel – principio attivo della pillola del giorno dopo - non ha effetto, mentre l’ulipristal acetato – il principio attivo della pillola dei cinque giorni dopo - può posticipare l’ovulazione di alcuni giorni.

Una manifestazione a sostegno della legge 194

ENTRO QUANTE SETTIMANE SI PUÒ ABORTIRE

In Italia l’aborto è disciplinato dalla legge 194/78. La donna può praticare l'interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Il periodo utile per praticare un aborto volontario è calcolato a partire dall’ultima mestruazione. Trascorsa la dodicesima settimana si può ricorrere all’aborto cosiddetto terapeutico solo se la gravidanza o il parto comportano un grave pericolo per la vita della donna o quando sono accertati processi patologici (rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro) che possano determinare un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. Per questo è importante effettuare il test di gravidanza quanto prima in modo da evitare di far trascorrere ulteriori giorni o settimane tra la gestazione in atto e il momento dell’interruzione di gravidanza vera e propria. Nelle strutture pubbliche l’intervento è a carico del Servizio sanitario nazionale, in quelle private risulta essere invece a carico esclusivo del paziente.

COME OTTENERE IL CERTIFICATO NECESSARIO ALL'INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

La donna può rivolgersi a un consultorio pubblico o a una struttura socio-sanitaria abilitata dalla Regione, o a un medico di sua fiducia, con lo scopo di richiedere il certificato necessario per l’interruzione di gravidanza. Con il certificato la donna stessa può presentarsi in una delle sedi autorizzate, generalmente gli ospedali ma anche cliniche private e accedere così all’aborto volontario. Affronta quindi un colloquio e una visita al termine dei quali il medico rilascia un documento attestante lo stato di gravidanza e l’avvenuta richiesta di interruzione di gravidanza. Dopo, ha l’obbligo di aspettare sette giorni prima di poter effettuare l’intervento. Qualora la richiesta di interruzione di gravidanza presenti caratteri urgenti, il medico può rilasciare un certificato che consente di evitare l'attesa. La ragazza minorenne che volesse fare richiesta per l’interruzione di gravidanza senza coinvolgere i genitori o nella mancata osservanza della loro contrarietà, comunica la decisione al proprio medico che entro sette giorni dalla richiesta inoltra al giudice tutelare competente una relazione, corredata dal proprio parere. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, fissa un colloquio con la ragazza minorenne e – tenuto conto della volontà, delle ragioni e della relazione del medico – può autorizzare, con atto non soggetto a reclamo, a procedere.

IL RUOLO DI SUPPORTO DEI CONSULTORI

Nei consultori pubblici è possibile parlare con lo specialista di riferimento in tempi rapidi, effettuare la visita utile per ottenere il certificato ed essere informate insieme al padre del concepito sulle alternative possibili all’aborto volontario. In molti consultori è inoltre attiva la procedura del colloquio con un assistente sociale o con uno psicologo, anche se legge non lo pone come obbligo. «La donna può rifiutare l’opzione del colloquio con altre figure che non siano il medico – ci dice Orlandella - ma questo dipende molto dall’organizzazione dei consultori regionali. In Lombardia per esempio il colloquio fa spesso parte dell’organizzazione interna dei consultori». Ottenuto il certificato per l’interruzione di gravidanza ha ora due opzioni possibili: l’aborto chirurgico o quello farmacologico. Di questi due interventi ci occuperemo nella seconda parte della guida.

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