4 Ottobre Ott 2019 1815 04 ottobre 2019

Intervista alla 'Greta italiana': «Non scendiamo a compromessi»

A tu per tu con l'attivista Federica Gasbarro, che ha partecipato allo Youth Climate Summit dell’Onu: «Non possiamo lasciare che decidano altri per noi».

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Federica Gasbarro Greta Italia Fridays For Future 2

Negli ultimi tempi l’abbiamo vista dappertutto: da Lilli Gruber a Otto e Mezzo, nei servizi dei telegiornali, sulle pagine dei quotidiani. L’abbiamo vista dappertutto, appunto, perché Federica Gasbarro è stata l’unica attivista italiana a partecipare allo Youth Climate Summit dell’Onu, il vertice giovanile sul clima che si è tenuto a New York a settembre 2019. 24 anni, romana, studentessa di biologia, Federica si è candidata compilando un application sul sito delle Nazioni Unite. C’era da inviare una progetto ambizioso, in grado di contribuire alla salvaguardia del pianeta: lei ha proposto un fotobioreattore anulare che, usando la respirazione delle piante, prevede l’assorbimento di anidride carbonica e la produzione di ossigeno. E ha fatto centro. «Dobbiamo evitare l’evitabile. Servono politiche concrete e sussidi alle tecnologie green», spiega a LetteraDonna la giovane attivista, che ormai molti indicano come la ‘Greta italiana’.

DOMANDA. Quando è iniziato il tuo attivismo ambientalista?
RISPOSTA.
Sono sempre stata attenta al rispetto per l’ambiente. È una forma di educazione che i miei genitori mi hanno insegnato fin da piccola. Ho preso davvero coscienza dei ‘problemi esistenziali’ del nostro pianeta quando poi mi sono iscritta a Biologia. Concretamente, sono scesa in piazza per la prima volta a febbraio, quando a Roma è nato il movimento Fridays For Future.

Sei riuscita a coinvolgere le persone che ti stanno accanto?
I miei genitori sì. Come ti ho detto sono persone sensibili alla tematica. Non sono vegani o estremisti: usano semplicemente il buonsenso. Con gli amici è più difficile, alcuni si lamentano perché secondo loro sono esagerata. Non ho un fidanzato, ma se non fosse stato d’accordo con me sarei stata il suo tormento (ride, ndr). No, dai, io agisco in un certo modo, alcuni mi seguono e altri no. Di sicuro è più comodo comportarsi in modo sbagliato.

Ti è mai capitato di riprendere qualcuno per, appunto, un comportamento sbagliato?
Sì, l’ho fatto e loro mi hanno chiesto scusa. Chi sporca o inquina troppo, gettando una cartaccia a terra o lasciando una busta di plastica in giro, non è che poco ambientalista: è semplicemente maleducato. E io appunto lo faccio notare, che si tratti di parenti, amici o sconosciuti non fa alcuna differenza.

A volte gli attivisti possono diventare un po’ pedanti. Basta pensare a certi vegani.
Gli eccessi sono sempre negativi. Non credo ci sia nulla di male nell’essere vegano, anzi credo che chi fa questa scelta sia molto forte. Dall’altro lato, rispetto i mangiatori di carne che non sono interessati a cambiare. Personalmente ho ridotto notevolmente il consumo di carne, ma di certo non posso costringere nessuno a fare come me. Credo che serve rispetto, perché la libertà di una persona finisce dove inizia quella dell’altra. Ognuno ha il proprio percorso.

Parliamo un po’ della vostra leader. Che persona è Greta Thunberg?
È come la si vede. Una ragazza tranquilla. E non è per niente vero che è antipatica. «C’è chi mi ha detto: «Stai attenta?». Ma attenta de che?

Come si pone nei confronti di chi la critica?
Non lo so. Quando la incontro parliamo d’altro: delle manifestazioni a Roma e in tutta Italia, soprattutto.

E tu che ne pensi?
Criticare è lecito, siamo in un Paese libero. Invito comunque tutti a informarsi, a studiare da fonti scientifiche come i report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, che sono approvati dall’Onu. Con questa base nozionistica, le azioni quotidiane verranno da sé.

A volte mi chiedo perché dobbiamo essere noi ragazzi a portare un tale peso, quando l'unica cosa di cui dovremmo...

Geplaatst door Federica Gasbarro op Maandag 10 juni 2019

Tu che gesti quotidiani fai per salvaguardare l’ambiente?
Uso la borraccia invece di comprare bottiglie d’acqua usa e getta, mi sposto in bicicletta e per qualsiasi tipo di spesa utilizzo buste in tessuto, che ho sempre nello zaino. All’università, al posto degli evidenziatori ‘classici’ uso quelli a matita. A casa ho uno spazzolino da denti di bambù e, in generale, come ti ho detto mangio poca carne. Per qualsiasi cosa cerco sempre di trovare alternative che siano ecocompatibili o compostabili, così da inquinare meno.

Senti, ma i tantissimi studenti che partecipano ai Fridays for Future ci credono davvero o sono interessati soprattutto a saltare un giorno di scuola?
Lo zoccolo duro, quello che il venerdì è in piazza e il lunedì in assemblea, è sincero. Saremo un centinaio: conosco tutti personalmente e crediamo fortemente in ciò che facciamo. Non posso parlare per tutti i 200 mila che hanno manifestato il 27 settembre, ma da dentro l’impressione è che questo valga anche per loro. Anche perché per saltare la scuola non c’è certo bisogno di partecipare ai Fridays for Future, basterebbe simulare una febbre come si è sempre fatto. Abbiamo preso coscienza dei problemi e non ci pieghiamo a compromessi perché ne va del nostro futuro. Non possiamo lasciare che decidano altri per noi.

Usare meno l’aereo. Una bella idea, ma difficile da mettere in pratica, al pari di tante altre richieste degli ambientalisti, spesso utopiche. Non trovi?
Non credo. Certo, rinunciare all’aereo è impossibile per chi lo usa per lavoro: uomini d’affari, attori, capi di Stato, etc. Ma non chiediamo di non prendere più l’aereo, bensì di rinunciarvi quando possibile e di fare ricerca affinché un giorno possano esserci velivoli a emissioni zero. Che io sappia l’Europa ha già un progetto del genere, con bozza già presentata, per aerei a idrogeno: ne hanno parlato anche al tg. Non è utopia.

Per amore dell’ambiente hai fatto diverse rinunce. Qual è la cosa che ti manca di più?
Lo shopping senza sensi di colpa. Prima dell’attivismo compravo un sacco di vestiti: sono molto seguita su Instagram, dunque pubblicavo molte foto in giro, sempre con abiti diversi. Ora faccio meno acquisti, sempre da negozi che hanno tessuti ecocompatibili. A proposito, alcuni sostengono che uso il clima come pretesto per avere più follower, ma non è così. Come saprai, il seguito sui social non si ottiene dall’oggi al domani. E poi, si possono inviare messaggi importanti anche su piattaforme dove di solito regna la superficialità.

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