26 Settembre Set 2019 1907 26 settembre 2019

Fine vita, Filomena Gallo: «Adesso tutti sono più liberi»

La segretaria dell'Associazione Luca Coscioni commenta la sentenza della Corte costituzionale sul caso dj Fabo. «Una decisione che vincola la politica: ora serve una legge».

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Filomena Gallo Fine Vita Sentenza Consulta

Hanno depositato in parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare con 77 mila firme, si sono battuti per il diritto di scegliere, hanno schierato in prima linea i loro membri, impegnati concretamente nella battaglia sul fine vita. Ora che la Corte Costituzionale ha dato ragione dj Fabo e Marco Cappato, ora che il giudice ha dichiarato che non può essere perseguito chi agevola il suicidio assistito, l'associazione Luca Coscioni festeggia «una sentenza storica». A ribadirlo è la segretaria dell'associazione, Filomena Gallo, coordinatrice del collegio di difesa di Marco Cappato.

DOMANDA. Una sentenza che arriva grazie alla battaglia condotta da dj Fabo e da Marco Cappato È anche una vostra vittoria?
RISPOSTA.
È una vittoria ottenuta grazie alla disobbedienza civile di Marco Cappato e al coraggio di persone come Piergiorgio Welby e dj Fabo, che hanno fatto conoscere all'Italia la loro storia di amore per la vita e di dolore in un momento di enorme sofferenza personale derivante da una malattia irreversibile. Da oggi gli italiani sono un po' più liberi, è una sentenza storica.

Però manca ancora una legge. E ce n'è bisogno.
C'è la necessità, certo, ma intanto ora abbiamo una decisione che stabilisce quali sono i requisiti necessari per accedere al suicidio assistito, che diventa non punibile quando c'è una persona capace di autodeterminarsi, affetta da una patologia irreversibile e sottoposta a trattamenti vitali. Inoltre in questa sentenza leggiamo un ancoraggio alla legge sul testamento biologico per stabilire tutti quei profili medici diverifica, di tutela per cui nessuno debba essere istigato al suicidio. Una tutela massima per tutti, sia per chi non vorrebbe mai accedere a questa scelta di fine vita e sia per chi è invece ben determinato sulle scelte che riguardano il fine vita e si trova nelle condizioni individuate dalla Corte..

Una sentenza che già traccia un quadro, insomma.
Esatto. La Corte sollecita il parlamento a intervenire e il parlamento dovrà approvare una legge che non si discosti da questa decisione che ha valore di legge. Altrimenti avremmo una legge incostituzionale.

Per la verità una proposta di legge in parlamento c'è, ed è ferma da anni.
La prima proposta di legge fu depositata quasi 34 anni fa dal parlamentare Loris Fortuna. Poi Piergiorgio nel 2006, con Marco Cappato e Marco Pannella, ha continuato a chiedere una legge che permettesse agli individui di esercitare una libertà di scelta. Nel 2013 l'associazione Luca Coscioni, con Radicali italiani e altre associazioni, ha depositato 67 mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia. Ad oggi sono oltre 130 mila, perchè la raccolta continua online. Quella proposta non è mai stata discussa.

Perché?
Perché non c'è stata volontà politica. In questo Paese le libertà spaventano il legislatore, a quanto pare. Lo scorso anno la Corte Costituzionale ha emanato un'ordinanza in cui rinviava di 11 mesi la nuova discussione affinché il parlamento potesse emanare una legge che fosse rispettosa della libertà di scelta di persone in determinate condizioni, ma non si è fatto nulla.

La magistratura però agisce. Lo si era già visto con la pm Tiziana Siciliano, che invece che chiedere la condanna di Marco Cappato ne aveva chiesto l'assoluzione.
I giudici attualmente hanno un ruolo molto importante in un Paese che sulle libertà civili trova una politica volutamente disattenta che derubrica dall'agenda politica queste tematiche. Sono chiamati a rispettare libertà e diritti in virtù di principi fondamentali. Spesso sento dire che si sostituiscono al legislatore, ma non è così: tutelano i cittadini di fronte a cattive leggi.

In ambito politico non tutti hanno preso bene la sentenza.
Noi dalla politica in questo momento ci aspettiamo solo che risponda in modo adeguato, non si potrà discostare dal contenuto della sentenza della Corte. Facciano il loro lavoro ed emanino una legge in tempi brevi.

La vita è sacra, ha detto Salvini.
Vero, la vita è sacra e noi difendiamo la vita insieme a tutte le persone che ogni giorno con noi combattono, protagoniste di questa vita da difendere e da proteggere. Ci battiamo per le libertà e i diritti: il diritto alla salute, all'assistenza, alla ricerca scientifica, alle nuove tecnologie che sono il futuro. Di tutto questo parleremo al congresso dell'Associazione Luca Coscioni che si terrà dal 3 al 6 ottobre a Bari. I temi e il programma sono consultabili sul nostro sito.

Nel 2019, il tema del fine vita divide ancora. Perché?
Divide chi non vuole affrontare questa questione che attiene alla vita, chi preferisce non approfondire, si preferisce l’eutanasia clandestina o che persone vadano all’estero in solitudine per porre fine alle proprie sofferenze per non coinvolgere in un procedimento penale i propri cari.

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