Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

19 Settembre Set 2019 1516 19 settembre 2019

Lo stupro e le sue conseguenze diventano un corto

A tu per tu con Melania Dalla Costa, produttrice, sceneggiatrice e attrice protagonista de I sogni sospesi che, presentato a Venezia, racconta cosa significa subire una violenza sessuale. 

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Melania Dalla Costa I Sogni Sospesi Cortometraggio Stupro

Una donna col corpo dipinto fa la sua "danza" con una tela dai mille colori, riflesso della rabbia che porta dentro di sé. In voice-over ascoltiamo le sue parole: «Finirà, come finisce l’inverno, e mi addormenterò senza paura, come quando ti ho conosciuto e ti ho amato [...] Sei stato come la corrente, come il temporale squarciato qua e là tra i raggi di luce. Poi il sole si è spento, ma le cicatrici che hai lasciato fanno ancora troppo male». Nero e da qui comincia – per lei e per noi - il viaggio tra passato e presente. Questa la prima scena de I sogni sospesi. Il cortometraggio è stato presentato presso lo Spazio Regione Veneto all'Hotel Excelsior durante i giorni della Mostra del Cinema di Venezia dove abbiamo incontrato Melania Dalla Costa produttrice, sceneggiatrice (insieme alla regista Manuela Tempesta) e interprete di Marlène. La ragazza – una bellissima e inquieta artista francese - è fuggita dal Paese d’origine insieme alla sorella Sophie. Il loro passato è segnato da un terribile segreto: la giovane è stata vittima di una brutale violenza fisica proprio dal suo più grande amore ed è riuscita a salvarsi solo grazie all’aiuto di Sophie. Il corto sviscera con immagini d'impatto e momenti poetici proprio l'annoso tasto degli abusi sulle donne. Un tema sempre attuale come suggeriscono i casi di cronaca che finiscono quotidianamente sui giornali. «Volevo sensibilizzare l'opinione pubblica su questa emergenza. Ogni artista, atleta e politico può e deve fare da cassa di risonanza», ci ha spiegato lei.

DOMANDA. Le ferite che la tua Marlène ha subito la spingono addirittura a pensare al suicidio. Un malessere difficile da comprendere per chi non lo prova.
RISPOSTA. Mi sono formata con la tecnica Chubbuck che va molto a fondo della psicologia. E, in questo caso specifico, ho scoperto che una persona arriva a pensare di togliersi la vita perché in qualche modo uccidendo se stessa uccide la persona da cui ha ricevuto la violenza.

Cosa si può fare concretamente per diminuire la violenza di genere?
Servirebbero maggiori leggi e associazioni; ma ancor più, al di là delle soluzioni riparative, bisognerebbe intervenire all'origine e quindi sull'educazione all'interno del contesto familiare. Inorridisco quando sento dire: è normale che si arrivi a una colluttazione fisica durante un litigio tra genitori. Non è così, siamo noi che l'abbiamo fatto diventare la normalità. Bisogna ristabilire un equilibrio nelle cose e nei rapporti.

A proposito di equilibrio nei rapporti, quanto essere donna è ancora discriminante oggi?
Ho una mia versione. Ho letto che le femmine sono così esili perché nell'antichità venivano nutrite meno rispetto ai maschi, persino con gli scarti della tavola. Siamo sempre state viste come esseri secondari. Gli uomini provano ad annullare o arginare tutto ciò che temono. E lo stesso fanno con noi perché sono consapevoli del nostro potenziale.

Cosa desidereresti?
Di sicuro non voglio che le donne prevalgano sugli uomini. Sogno solo la parità. Trovo allucinante che alle porte del 2020 si debba ancora discutere di questo. Guarda per esempio la Mostra del Cinema. Quando potremo finalmente avere un festival del genere in cui la maggioranza di protagonisti e dei registi è femmina? Probabilmente mai.

Non sei molto ottimista.
Purtroppo sono davvero trascorsi tanti anni e siamo sempre nella stessa situazione. Bisogna essere coscienti dell'epoca in cui viviamo. Una donna deve portare avanti la propria professione e quando rientra a casa svolgere tutte le mansioni. Eppure ancora viene considerata un essere inferiore.

Insomma tu non vedi tutti questi passi avanti.
Pochi. Sarebbe bello e importante vedere sempre più supereroine al cinema. Pensa alle nostre mamme e a come riescono a mandare avanti tutto. Non sono supereroine anche loro? Sarebbe necessario riconoscere loro questo merito. Vorrei tanto venga approvata una legge per cui nel campo cinematografico, ma non solo - abbracciando tutti gli ambiti - le donne vengano pagate come e quanto gli uomini. Un altro punto essenziale sarebbe smettere di vedere la figura femminile come oggetto del desiderio o di proprietà.

In un mondo in cui regna l'individualismo, si riesce a fare squadra tra donne?
La decisione di inserire il personaggio della sorella, figura che si rivela risolutiva, è anche un messaggio in tal senso. I maschi sono più bravi nel fare gruppo. Tra di noi, invece, si tende più a farsi la guerra, secondo me perché di base c'è molta insicurezza. Dobbiamo supportarci maggiormente tra noi per raggiungere gli obiettivi: ho imparato sulla mia pelle che da soli non si va da nessuna parte.

#MeToo dovrebbe essere all'insegna della solidarietà femminile. Cosa pensi del movimento?
Credo molto nell'azione di denuncia che ha creato: se non fosse partita la prima, non ci sarebbe stata la seconda e così via. Determinati atteggiamenti nell'ambito lavorativo sono spaventosi e non devono assolutamente verificarsi. Da noi mi sembra che si sia parlato, ma si è fatto ancora poco concretamente.

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