11 Settembre Set 2019 1633 11 settembre 2019

Ivana Di Martino, la donna che corre contro i tumori femminili

L'atleta ci ha raccontato Run Everesting, la sua nuova impresa che, in collaborazione con Pink is good della Fondazione Umberto Veronesi, ha l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca. 

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Ivana Di Martino Runner

«Adesso è ora di partire, il resto non conta». È emozionata e impaziente Ivana Di Martino, alla vigilia della sua ennesima impresa sportiva: Run Everesting, una corsa in solitaria da Cortina al Passo dello Stelvio in modalità no stop, che attraverso numerose salite copre un dislivello complessivo pari a 8848 metri, ovvero l’altezza del Monte Everest. L’iniziativa, al via mercoledì 11 settembre, si inserisce all’interno del progetto Pink is good della Fondazione Umberto Veronesi e punta a sensibilizzare sulla tematica dei tumori femminili e a raccogliere fondi per la ricerca. «Sono consapevole che non si tratta di un percorso semplice, nonostante per me correre sia un’azione spontanea come respirare e le montagne rappresentino il mio ambiente naturale, nel quale sento di esprimermi al meglio. Sono talmente entusiasta però che alle eventuali difficoltà per ora non penso, se si dovessero presentare lungo il tragitto cercherò di affrontarle al meglio», ci ha raccontato Ivana prima della partenza. Insegnante, mamma, ma soprattutto runner inossidabile fin dall’età di 11 anni, l’atleta non è nuova a sfide tecnicamente ardue che uniscano sport e impegno civile. È del 2013 ad esempio, 21 volte Donna, ovvero 21 mezze maratone in giro per l’Italia in altrettanti giorni, a favore dell’associazione contro la violenza sulle donne, Doppia Difesa. «Quando l’ho ideata la mia ultima figlia era piccolissima e io non ero ancora in possesso dell’idoneità sportiva, sospesa a seguito di un problema cardiaco che mi aveva fermato in quel periodo. Un giorno però guardando le Dolomiti mi sono detta: 'Lanno prossimo voglio girare il Paese correndo', e così è stato». Un esempio di coraggio ed empowerment femminile declinatosi in tante altre avventure simili, e che adesso la vede in partenza per Cortina, per quella che può essere definita una sua ennesima rinascita.

LA VOGLIA DI RISCOSSA DOPO UN BRUTTO INFORTUNIO

Come spesso accade, infatti, è proprio dai momenti apparentemente meno positivi che nascono le idee migliori, supportate da una voglia di rivincita interiore che solo le riflessioni che accompagnano le grandi o piccole cadute possono innescare. Questa corsa non fa eccezioni essendosi materializzata nella mente di Ivana nel 2018, durante la convalescenza forzata di qualche mese a causa di un brutto infortunio. «Avevo deciso che la WhiteUltraRun del 2017 durante la quale avevo corso 330 chilometri con 8000 metri di dislivello intorno al Monte Bianco, sarebbe stata l’ultima e che da quel momento mi sarei cimentata solo con piccole cose. Poi un giorno ho conosciuto personalmente l’equipe di Fondazione Umberto Veronesi e ho capito come la passione non si fosse sopita e, soprattutto, di avere voglia di rimettermi in corsa per loro». Da lì, una notte, è divenuto concreto il progetto di questa no stop. Prepararla non è stato semplice visto che i mesi per farlo hanno coinciso con quelli estivi dalle temperature proibitive per un’atleta. «Solitamente compio le mie maratone in maggio o aprile e mi alleno in inverno ma questa volta l’infortunio non me l’ha permesso, quindi l’ho fatto sotto il sole di Milano, della montagna quando ho potuto e nell’ultimo periodo della Grecia, su un’isola scelta per le vacanze ricca di dislivelli sui quali ho effettuato anche un test di sei ore di fila su e giù per la stessa discesa».

OBIETTIVO: FINANZIARE UN ANNO DI LAVORO DI UN RICERCATORE

Adesso è tutto pronto. La partenza è fissata appunto per mercoledì 11 settembre alle 17.30. La prima notte è previsto che Ivana non dorma, ma faccia più chilometri possibili, poi il tempo dedicato al sonno dovrebbe essere un quarto d’ora circa ogni tre ore. Arrivo indicativo tra venerdì notte e sabato mattina. «Ma conto di prendermela con calma senza forzare i tempi visto che lo scopo di questa corsa è solidale e a contare non è certo la prestazione». Oltre a promuovere lo sport come veicolo di salute e autodeterminazione, in grado di far superare limiti e ostacoli personali, Run Everesting punta infatti nel concreto a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e a raccogliere fondi per la ricerca a favore dei tumori al seno e di tutti quelli femminili. «Credo tantissimo nel progresso scientifico e proprio per questo vorrei riuscire, attraverso la mia impresa, a finanziare un anno di lavoro di un ricercatore. La sfida è ambiziosa visto che si parla di 30 mila euro, ma credo che con lo sforzo di quante più persone possibili nulla sia precluso. Io ci metto gambe, cuore e fatica, spero di non essere sola». Ogni anno in Italia a circa 50 mila donne viene diagnosticato un tumore al seno, nell’80% dei casi in età superiore ai 50 anni. Proprio grazie al progresso medico, nell’ultimo ventennio i tassi di guarigione sono raddoppiati e attualmente se la malattia è scoperta in fase precoce la sopravvivenza a cinque anni dalla scoperta raggiunge il 98%.

COME DONARE

Per partecipare concretamente alla maratona solidale basta accedere al sito di Rete del Dono e seguire le indicazioni. Dieci euro corrispondono virtualmente a un metro di dislivello. «Se li donate è come se mi spronaste a scalarlo, se ne versate 50 i metri salgono a cinque, con 100 euro si passa a dieci e così via», conclude la runner. Per seguirla live ci si può collegare a questo indirizzo pronto a documentare con video e foto la corsa dell’atleta, tra paesaggi mozzafiato ed emozioni uniche. Un inno alla vita quello di Ivana, che coinvolge tutte le donne e ricorda come non si debba mai smettere di correre, nemmeno quando si era deciso, impropriamente, di farlo.

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