2 Settembre Set 2019 1219 02 settembre 2019

Come sopravvivere al fenomeno del ghosting nelle relazioni

Sparire senza spiegazioni: un comportamento che denota immaturità, egocentrismo, e difficoltà comunicative. In alcuni casi si tratta di veri e propri disturbi della personalità. Ne parliamo con la psicologa Maggioli.

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Ghosting Nelle Relazioni

«Tesoro, esco a prendere le sigarette e torno». Questa frase resa celebre da film e narrazioni più o meno romanzate di fatti realmente accaduti ha caratterizzato decenni di relazioni, o meglio le loro fini più infauste, quando uno dei partner, molto spesso l’uomo, a un certo punto usciva di casa senza tornarvi. Sparizioni in grande stile che nell’era dell’iper-connettività che ha cambiato completamente il modo di intendere i rapporti sentimentali si sono evolute, arrivando a caratterizzassi a tal punto da meritare un termine ben preciso: ghosting. Dal gergo inglese fare il fantasma, si usa proprio per descrivere chi, per troncare una storia, invece di parlarne con sincerità preferisce andarsene improvvisamente senza fornire alcuna spiegazione, rendendosi irreperibile ovunque. Il carnefice, infatti, non solo non risponde più a telefonate o WhatsApp ma spesso blocca l’altra persona sui profili social o di dating online. Un fenomeno tutt’altro che di nicchia, come conferma a LetteraDonna la psicologa Roberta Maggioli, da anni impegnata in consulenze relative a problematiche affettive e tra le protagoniste del progetto Amori 4.0, nato per porre sotto la lente di ingrandimento il tema dell'amore contemporaneo, e concretizzatosi nel libro omonimo edito da Alpes Italia. «La società odierna si basa sul consumismo affettivo. Gli altri sono vissuti spesso alla stregua di elettrodomestici dal valore legato a ciò che sono in grado di darci e quando questo diminuisce vengono buttati via senza troppi complimenti, attraverso conversazioni virtuali o assenza di esse, che facilitano la non assunzione di responsabilità», spiega. Se sparire in alcuni casi è solo sintomo di profondo egoismo, in molti altri denota un vero e proprio disturbo patologico, tanto che il numero delle vittime di tale comportamento che si rivolgono a terapeuti è in continuo aumento.

COMPORTAMENTI E MANCANZE: CHI È IL GHOSTER?

A tutti è capitato di dover chiudere una relazione e farlo non è mai piacevole perché pone nella condizione di fornire spiegazioni e confrontarsi con il dolore altrui, per il quale a prescindere dalle motivazioni che abbiano portato all’epilogo ci si sente responsabili. Questo genera automaticamente un disagio emotivo che ci si addossa per sentirsi a posto con la propria coscienza e lasciare nell’ex un buon ricordo, in modo che possa elaborare meglio l’abbandono e vivere con serenità le relazioni future. «Il ghoster semplifica egoisticamente questo processo, ignorando le proprie responsabilità e auto giustificandosi con presunte mancanze o frasi del tipo tanto non mi avrebbe mai capito, proseguire non avrebbe senso, lei è intelligente e capirà da sola, è da poco tempo che ci frequentiamo», continua la psicologa. Un comportamento che denota immaturità, egocentrismo, difficoltà comunicative e in alcuni casi veri e propri disturbi della personalità. «Spesso i soggetti non sono veramente consapevoli delle proprie azioni ma soffrono di una patologia che affonda le radici nell’infanzia, la filofobia, ovvero la paura di amare e vivere vicinanze emotive. Probabilmente i genitori anche senza accorgersene sono stati assenti o hanno fatto sentire il figlio solo, poco considerato o abbandonato. Tutto ciò da adulti si traduce in questo meccanismo usato come potente salvavita: lasciare per non essere lasciati o sentirsi non abbastanza amati. Non mancano nemmeno i casi estremi di narcisismo maligno dove il ghoster compie volontariamente tale gesto sapendo di esercitare dolore su una persona che il più delle volte è un dipendente affettivo, dal quale in questo modo verrà amato ancora di più».

LE REAZIONI DI CHI LO SUBISCE: COSA SI PROVA?

Essere lasciati in silenzio e senza alcun preavviso porta a stress emotivo intenso e logorante che può indurre anche a sviluppare sintomi depressivi e ansiosi e sensazioni di malessere fisico, insonnia e inappetenza. Quasi sempre la voglia di mettersi in contatto che il soggetto in fuga è altissima e si esprime con comportamenti ossessivi come collegarsi spesso ai social per vedere se sia online. «È bene essere chiari però, quando il ghoster scappa raramente torna sui propri passi e insistere non fa che ingigantire quel senso di impotenza che si prova quando si è privi di spiegazioni a un fatto subito. In questa fase la mente si impegna in un’analisi continua su cosa sia successo e la conseguenza immediata è il crollo dell’autostima dato dalla convinzione, erronea, di essere inadeguati e che se si fosse agito diversamente l’epilogo sarebbe stato diverso. Si inizia a dubitare di sé e della propria capacità di valutazione e si sviluppa un forte senso di fallimento dovuto ad aspettative e progetti crollati». Il grande rischio è quindi di rimanere bloccati in questo non senso, senza riuscire a procedere con quella elaborazione del lutto fondamentale per riprendere in mano la propria vita.

COME SI ESCE DAGLI EFFETTI DEL GHOSTING

Il primo passo da compiere è il no compact, non si deve assolutamente provare a contattare l’ex perché farlo senza ottenere risposte aumenta lo stress e diminuisce l’autostima. Fondamentale è anche limitare i pensieri retroattivi e porre una distanza emotiva dall’altro, senza quindi perdersi in ricordi guardando foto o rileggendo vecchi messaggi. «Con il passare del tempo, tranne nei casi più gravi per i quali è consigliabile un percorso psicologico volto ad imparare a gestire la propria emotività, ci si arrende alla consapevolezza che chi si comporta in questo modo non sia in grado di amare nessuno. Un passaggio, questo, fondamentale che riporta l’attenzione dal ghoster a sé e ai propri bisogni e genera la voglia di darsi nuovi obiettivi, volersi bene e aprirsi agli altri». Riappropriarsi della propria esistenza trasformano ogni esperienza in qualcosa di positivo dunque, è l’unica soluzione, visto che da un trauma simile si può uscire più forti e maggiormente in grado di valutare un eventuale nuovo partner. Se è vero infatti che il ghosting non è prevedibile, è altrettanto innegabile che esistano segnali di un potenziale comportamento analogo: alto livello di narcisismo, scarsa empatia, tendenza a mentire o a mancare di rispetto al prossimo, freddezza emotiva, atteggiamento incostante, poca linearità nei comportamenti, reazioni passivo-aggressive ed estremizzazione di giudizi. Se li riconoscete, dunque, scappate prima voi.

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