8 Luglio Lug 2019 1530 08 luglio 2019

«Non chiamatele 'sex worker': la prostituzione è sempre sfruttamento»

Da adolescente è stata costretta a vendere il proprio corpo. Una volta fuggita da quella vita, Rachel Moran ha scritto il libro Stupro a pagamento. E ora si schiera contro chi in Italia vorrebbe riaprire le case chiuse. 
 

 

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Rachel Moran Prostituzione sfruttamento 2

La prostituzione non è mai un atto del tutto libero, perché è sempre determinata da fattori che limitano e condizionano la libertà di autodeterminazione dell'individuo. Lo ha stabilito a inizio giugno la Corte Costituzionale, salvando le norme della legge Merlin sul favoreggiamento della prostituzione. La sentenza trova d’accordo l’irlandese Rachel Moran, che nel memoir Stupro a pagamento ha raccontato il suo passato da prostituta e senzatetto a Dublino. Una vita di sofferenza iniziata a 15 anni e terminata a 22, quando ha trovato la forza di uscirne per diventare scrittrice e attivista: «Giusto così: cercare di legalizzare la prostituzione sarebbe sbagliato, perché non può essere considerata un lavoro come un altro», spiega a LetteraDonna, iniziando una ‘predica’ che per una volta viene da un pulpito decisamente autorevole.

DOMANDA. Visto che non è un lavoro come un altro, dovremmo smette di usare l’espressione ‘sex worker’?
RISPOSTA.
Tante persone ben intenzionate che usano il termine ‘sex worker’ per un senso di pudore, in quanto non vogliono definire ‘prostituta’ una donna, dovrebbero sapere che è un’espressione appartenente al linguaggio dei protettori di San Francisco, ideata alcuni decenni fa. Usandola, fanno esattamente ciò che gli sfruttatori avrebbero voluto.

Che espressione dovremmo usare allora?
Io utilizzo l’espressione ‘donna prostituita’, che ha l'effetto di dare risalto allo sfruttatore. Se riconosciamo che una donna viene prostituita, riconosciamo che qualcuno la sta prostituendo.

La prostituzione è indubbiamente legata allo sfruttamento. Ma non ci sono escort che vendono il loro corpo volontariamente?
La prostituzione non è ‘legata’allo sfruttamento: la prostituzione è sfruttamento, e anche se alcune persone dicono di essere ‘sfruttate volontariamente’ questo non cancella la natura coercitiva di ciò che sta accadendo. Inoltre, non dà il diritto di legittimare un commercio altamente offensivo, che è pericoloso per le ragazze. Se dovessimo dare allo sfruttamento un lasciapassare perché pensiamo che alcune lo abbiano scelto, allora dovremmo accettare anche le fabbriche in cui ci sono pesantissime condizioni di lavoro o la vendita di organi, dato che la disperazione potrebbe portare le persone a dire sì a queste pratiche.

Nei Paesi in cui la prostituzione è legale, si verificano meno crimini legati a questo ‘commercio’. Non è così?
Questa visione, sebbene molto comune, è assurda. Finalmente, nei media stiamo iniziando a vedere le crepe di questa, con il pubblico messo al corrente di ciò che gli attivisti come me conoscono da decenni: che la legalizzazione autorizza lo sfruttamento della prostituzione, la gestione dei bordelli e tutte le forme di speculazione da parte di terzi. Ciò include il traffico sessuale, che esplode sotto sistemi legalizzati e depenalizzati come quelli di Olanda, Nuova Zelanda e Germania. Il miglior esempio? La condanna a cinque anni di carcere inflitta a Jürgen Rudloff, noto anche come ‘il re dei bordelli tedeschi’, così chiamato perché gestiva la più grande catena di case chiuse del Paese.

Multe più salate per i clienti potrebbe scoraggiare lo sfruttamento della prostituzione?
A mio avviso coloro che comprano l’accesso al corpo di altri dovrebbero finire in un registro pubblico dei sex offender: stiamo parlando di sfruttamento sessuale, con il denaro usato come forza coercitiva. Le donne prostituite non hanno rapporti consensuali, perché se così fosse non verrebbero pagate. Quando la sottomissione al sesso non voluto è volontariamente forzata, si tratta di un crimine sessuale. Perché questi uomini non sono aggiunti a un registro dei trasgressori?

Gli uomini vanno con le prostitute perché vogliono sesso o vogliono sesso perché la prostituzione esiste?
Ciò che gli uomini acquistano nella prostituzione non è il sesso, ma l'opportunità di usare il corpo di un'altra persona. Non è la stessa cosa. Il sesso privo di reciprocità non è sesso. Per quanto riguarda l'offerta e la domanda, le esperienze dei vari Paesi ci hanno mostrato che, quando la prostituzione è legalmente e culturalmente approvata, il mercato esplode. È così che Amsterdam è diventato il mercato della prostituzione più ‘tristemente famoso’ al mondo. Un clamoroso fallimento. L'ultima zona a luci rosse in Olanda è stata, metà della famose vetrine non ci sono più. La sindaca stessa Femke Halsema ha dichiarato che prostituzione e criminalità si erano dimostrate inseparabili nell'esperienza olandese.

E in Nuova Zelanda cosa sta succedendo?
Quando agli uomini viene detto di fare quello che vogliono senza alcuna pena, faranno esattamente questo, con conseguenze disastrose per donne e ragazze e per la società in generale, come ci ha dimostrato anche l'esperienza neozelandese. Sono passati 16 anni da quando la prostituzione è stata decriminalizzata: in questo periodo c’è stata un'esplosione della domanda, con tutte le prevedibili conseguenze che ne derivano, tra cui la tratta e un'ondata di minori sfruttate nel commercio sessuale

Tra tutti i Paesi che hanno legalizzato la prostituzione non riusciamo a trovare un esempio virtuoso?
No. Dovremmo seguire l’esempio di Svezia, Norvegia, Islanda, Canada, Irlanda del Nord, Repubblica d'Irlanda, Israele e Francia, che criminalizzano l'acquisto di accesso sessuale ai corpi delle persone. È un tipo di legislazione progressista che si sta spargendo in tutto il mondo da 20 anni. Ritengo che sia l'unico modo sano che avrebbe l'Italia di legiferare, in considerazione dell'enorme problema che avete con la tratta dei paesi in via di sviluppo. Visito molto spesso l'Italia e ho visto di persona come ci siano ragazze nigeriane ‘in vendita’ per soli cinque euro nelle strade di Napoli (e a Palermo la situazione non è migliore, ndr).

In Italia ogni tanto salta fuori la proposta di riaprire le case chiuse e di istituire un albo professionale.
Se la gente pensa che non punire i loro protettori sia in qualche modo benefico per queste donne, non ha idea di cosa sta parlando. Matteo Salvini pensa che la prostituzione dovrebbe essere legalizzata e che il traffico di esseri umani dovrebbe essere frenato? Questo perché ignora che sono interconnessi. Il modo più sicuro per accendere il motore del traffico sessuale è, infatti, decriminalizzare lo sfruttamento della prostituzione e la gestione dei bordelli. Salvini sta cercando di arginare l'immigrazione clandestina ma sostiene una delle cose che può incoraggiarlo.

Da lei, in Irlanda, come state affrontando la prostituzione?
La situazione in Irlanda non è perfetta ma è molto meglio di una volta. Ora è illegale pagare qualcuno per fare sesso. Ovviamente nessuna legge è pienamente efficace fino a quando non viene implementata correttamente: questo è il nostro prossimo obiettivo.

Lei ha iniziato a prostituirsi a 15 anni. In certi casi entrano anche in ballo sfruttamento dei minori e la pedofilia.
Nel primo giorno in strada mi resi conto che era la mia giovane età ad eccitare gli uomini che mi usavano: ho capito rapidamente che dichiarando la mia età prima dell'atto sessuale, avrebbero raggiunto l'orgasmo più rapidamente e così tutto sarebbe finito prima. Credo non ci sia bisogno di dire altro

Come possiamo aiutare le ragazze a uscire da questa vita?
Deve esserci la volontà politica di fornire valide alternative, con servizi adeguati e personalizzati nell'istruzione e nella formazione, nell'assistenza all'infanzia, nell'alloggio e nell'assistenza sanitaria. Le donne hanno bisogno di assistenza per iniziare una nuova vita: se ci fosse, sono certa che la maggior parte delle donne lo farebbe. La maggior parte delle donne che si dice siano passate volontariamente alla prostituzione si sono rivolte ad essa come ultima spiaggia.

La prostituzione è il mestiere più antico del mondo. Colpa del patriarcato?
Ho già spiegato perché la prostituzione non è un lavoro. Comunque, spesso ho sentito dire che alla base della prostituzione c’è la povertà. Non è così. La mancanza di denaro da sola è in grado di causare molteplici forme di sofferenza, ma la prostituzione non è una di queste.
La povertà causa la disperazione e c’è bisogno di persone disposte a sfruttarla affinché ci sia prostituzione. Dunque sì, alla fine la colpa è degli uomini ed è una caratteristica della della struttura patriarcale del nostro mondo. Gli uomini pensano che le donne possano essere usate come merci e questo atteggiamento non potrebbe esistere sotto qualsiasi altra struttura sociale.

Che cosa vorrebbe dire a chi la accusa di esserti inventata tutto, di non aver mai fatto la prostituta?
Consiglierei loro di dare un'occhiata al tweet appuntato sulla parte superiore del mio feed, che contiene la testimonianza dell’agente della buon costume che nel 1992 mi ha arrestato in un bordello di Dublino. Si tratta di una voce ridicola, ripetuta da coloro che hanno un qualche interesse. Ma si stanno solo mettendo in imbarazzo: le prove della mia storia sono lì, alla luce del sole, e tutto il mondo può vederle.

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