5 Luglio Lug 2019 1359 05 luglio 2019

Sulla via Francigena per combattere la violenza sulle donne

Martina Pastorino è in partenza per un viaggio a piedi da Piacenza a Roma. Obiettivo: fare sensibilizzazione sul tema, affiancata dal Centro Antiviolenza Me.Dea di Alessandria. Le sue parole a LetteraDonna.

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Martina Pastorino Centro Antiviolenza Medea

L’importante è mettersi in cammino, non conta quanto lungo possa essere o il numero di ostacoli destinati a presentarsi strada facendo. L’essenziale è compiere il primo passo, e poi il secondo, continuando fino alla propria personale meta. Il percorso di una donna che decide di rialzarsi dopo aver subito una qualunque forma di violenza non è mai semplice, ma se pur ricco di insidie e inciampi reali o metaforici rappresenta una rinascita, un’uscita dal tunnel della disperazione e dei diritti negati che non dovrebbero invece mai venire meno, come purtroppo spesso accade. Un viaggio virtuale alla riscoperta di se stessa e del proprio valore, che il Centro Antiviolenza Me.Dea di Alessandria conosce bene e che, insieme a una giovane appassionata di sport, ha deciso di trasportare nel campo del reale.

A PIEDI DA PIACENZA A ROMA SULLA VIA FRANCIGENA

Martina Pastorino, personal trainer alessandrina di 29 anni, ha pensato di omaggiare questa impresa che accomuna molte persone compiendo un viaggio a tutti gli effetti, a piedi da Piacenza a Roma sulla via Francigena supportata proprio dal Centro Antiviolenza Me.Dea, che ha creato per l’occasione il progetto La Forza è donna. «Andare a Roma a piedi è un desiderio che ho sempre avuto ma fino ad oggi mi è mancato il coraggio di tirarlo fuori dal cassetto. Quest’anno all’improvviso ho invece capito che sarebbe stato quello giusto così ho iniziato a programmarlo», spiega Martina a LetteraDonna. «Sembrerà strano ma non sono mai stata nella Capitale e credo che giungervi a piedi, conquistandola e ammirando la bellezza dell’Italia passo dopo passo, valga il prezzo del biglietto».

LEGGI ANCHE: Tutte le tappe del viaggio

La partenza è fissata per domenica 7 luglio e a rendere ancora più straordinaria l’impresa è appunto la sua doppia valenza: sportiva e sociale. «Inizialmente doveva trattarsi semplicemente di una vacanza in solitaria poi parlando con diversi amici mi è venuta l’idea di usare tale esperienza per portare un messaggio di sensibilizzazione lungo buona parte della penisola, partendo sull’assoluta convinzione che una donna possa e debba sentirsi sicura di viaggiare ovunque anche da sola».

IN CAMMINO PER LA CASA RIFUGIO DI ALESSANDRIA

È nata proprio da questa considerazione, quindi, la collaborazione con Me.Dea, che oltre a gestire due centri antiviolenza nella provincia piemontese ha creato nel 2015 una Casa rifugio sul medesimo territorio, che accoglie donne in fuga da situazioni di pericolo o disagio, spesso insieme ai propri figli. «Abbiamo conosciuto Martina circa cinque anni fa durante un nostro evento sportivo e da allora è sbocciata una solida amicizia», sottolinea la presidentessa dell’associazione, Sarah Sclauzero. «Quando è venuta da noi con questa proposta quindi l’abbiamo accolta subito con entusiasmo, riconoscendone l’alto valore simbolico».

TANTE TAPPE NEI CENTRI ANTIVIOLENZA D.I.RE

Nel suo peregrinare Martina non è sola ma affiancata dall’inseparabile cagnolina Kira e in molte delle tappe che la separano dalla meta sono pronte ad accoglierle le operatrici dei centri antiviolenza della rete D.i.Re, una grande comunità estesa che quotidianamente aiuta, sostiene e accompagna chiunque voglia liberare sé e i propri figli da ogni forma di coercizione. Ed è proprio la rete il grande strumento a supporto di questa originale iniziativa alla quale molte realtà del territorio piemontese ma non solo si sono avvicinate creando quella sensazione di coesione e comunità che rappresenta l’ennesimo simbolismo. Se è vero infatti che liberarsi dalle catene è un fatto privato, è altrettanto inconfutabile quanto l’aiuto esterno sia fondamentale.

Con i miei passi vorrei creare un lungo filo rosso per dire tutti insieme, uomini e donne, stop alla violenza di genere

Martina

«Con i miei passi vorrei creare un lungo filo rosso per dire tutti insieme, uomini e donne, stop alla violenza di genere», continua Martina, emozionatissima in vista del grande giorno. «Quando una persona decide di partire per un viaggio così spera di non incontrare nessuno, o forse di incontrare tutti. Per questo la possibilità che mi sto dando non è solo di compiere un percorso da misurare in chilometri ma in sorrisi, sguardi, fatica, condivisione, fratellanza e nuove conoscenze, alla scoperta di paesi che non ho mai visitato e volti e storie che ancora non conosco. L’unica cosa che mi preoccupa un po’ è il caldo ma mi sento abbastanza preparata per affrontarlo, spero quindi di ritornare stanca ma con lo zaino carico di esperienze».

IL SOSTEGNO DI CROWDFUNDING E SOCIAL NETWORK

A sostegno del progetto è stata lanciata anche una raccolta fondi, tramite la piattaforma di crowdfunding Eppela. Tutto il ricavato, escluse le spese vive del viaggio, è destinato al Centro Antiviolenza Me.Dea per il finanziamento di diversi progetti inerenti alla sua Casa rifugio. Per seguire passo dopo passo Martina e Kira basta dare un’occhiata ai canali social, già pronti a documentare ogni loro giorno. Gli indirizzi virtuali sono la pagina Facebook La Forza è donna-MarInstagrgotoRome-forme.dea e l’account Instagram marty_kiky.

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