1 Luglio Lug 2019 1815 01 luglio 2019

Laura Muccino ci racconta il mestiere della casting director

#MeToo? «Ha suscitato un desiderio, anche da parte delle produzioni, di riuscire ad avere la parità: infatti si riscontra una maggiore richiesta di registe. È incredibile che tutto ciò stia avvenendo nella tv e meno al cinema».

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Laura Muccino Casting

Laura Muccino fotografata da Neige De Benedetti.

«Quando avevo 22 anni, mentre studiavo recitazione, la mamma di un amico che fa la casting director mi propose di farle da assistente. Mi si aprì un mondo», ci racconta Laura Muccino, che abbiamo incontrato durante Fuoricinema Fuoriserie. A lei, professione casting director appassionata, dobbiamo la scoperta di artisti che sono oggi tra i più gettonati nelle serie tv «da Vinicio Marchioni con Romanzo criminale a Marco D'Amore e Salvatore Esposito per Gomorra o ancora Alessandro Borghi e Barbara Chichiarelli per Suburra. È capitato anche con artisti più grandi, è il caso di Andrea Pennacchi, viene da tanto teatro ed è stato scelto come co-protagonista insieme a Paola Cortellesi in Petra (serie Sky)». La Muccino è membro ICDN - International Casting Directors Network e presidente 2019 UICD - Unione Italiana Casting Director, dietro tanti film di successo c'è il suo occhio che ha saputo vederci lungo. Porta avanti questa professione da 25 anni ed è un punto di riferimento nel settore per cui abbiamo chiesto a lei di guidarci in questo mondo.

DOMANDA. Quello della casting director è un lavoro invisibile ma essenziale.
RISPOSTA. Sì, è una figura nodale perché è il primo passaggio dalla sceneggiatura, che inizia a prendere vita attraverso la ricerca degli interpreti. La definisco una fase di gestazione e può prendere delle vie inaspettate anche grazie alla proposta di un attore. Ci si può immaginare una fisionomia e durante l'incontro ricevere altre suggestioni. Si tratta di un percorso delicato e importante, strettamente connesso alla relazione che si instaura tra regista e casting director.

È stato difficile farsi strada?
Il cinema funziona così: è un po' arduo l'accesso iniziale, dopodiché se funzioni lavori. Tanto più per chi sta dietro le quinte c'è meritocrazia.

E la discriminazione femminile?
Nella nostra associazione, tra casting director e assistenti, siamo circa 62 di cui 13 uomini. Mi auguro che si incrementi sempre di più questa presenza perché è bellissimo che ci sia una parità in tutti i lavori, da una parte e dall'altra. Noi donne magari abbiamo un'abilità diversa nell'ascoltare, ma penso che il discrimine nelle professioni sia l'essere genitore più che il genere ed è dovuto a delle convenzioni. Viviamo in una società in cui si delega solo alla madre. La donna ha la stessa opportunità di carriera dell'uomo fino a quando ha un figlio, lì il più delle volte si ferma. Quando ci sarà la possibilità di essere genitore allo stesso modo le professioni cambieranno.

Com'è mutato il tuo approccio?
La cosa più bella, avvenuta negli ultimi dieci anni, è che il nuovo modo di realizzare serie, da Sky a Netflix, ha dato più libertà a noi casting director di poter trovare nuovi talenti e persone sconosciute. Non c'era l'esigenza di avere un nome, come succede ancora al cinema e per i prodotti della tv generalista. Questo ha fatto sì che potessimo compiere davvero la nostra mission e nutrire il cinema di nuovi volti. È stato un circolo virtuoso che, tra l'altro, ha conferito maggiore rilevanza a questo mestiere.

Qual è stato il tuo apporto nel rompere certi schemi?
Amo non inseguire le convenzioni, penso magari all'interprete che non ha ancora ricoperto quel tipo di ruolo. Mi piace provarlo un po' contro la propria natura, il più delle volte riserva delle sorprese.

Spesso si riscontra una comfort zone nel percorso di un attore che riveste parti simili. Di chi è la responsabilità?
Secondo me mediamente un artista vuole sempre rischiare. Capita che chi ha raggiunto un altissimo grado di notorietà si sieda su ciò che è "sicuro" per il timore di perdere una larga fetta di pubblico; ma ritengo sia una piccola percentuale.

Talvolta gli attori accusano i casting di cercare una bellezza canonica, con delle vere e proprie misure...
È un'altra battaglia da portare avanti. Soprattutto nel sistema commerciale ahimè ci si aspetta una bellezza rassicurante. Io e la mia socia Sara Casani, con cui spesso condividiamo dei progetti, proponiamo bellezze non canoniche.

Dato che entri in contatto con molte sceneggiature, c'è qualche segnale rispetto a ritratti femminili a tutto tondo?
Il cinema in generale, nel mondo occidentale, è stato scritto dagli uomini. Nel nostro Paese è tanto maschile e in molti copioni la donna ha avuto dei ruoli meno approfonditi e più al servizio. Se penso ai progetti che ho curato sono contenta che, per dirne due, in Gomorra ci siano state delle figure femminili così importanti come donna Imma (M. P. Calzone) o Patrizia (C. Dell'Anna) o Livia (B. Chichiarelli) in Suburra. Qualcosa sta cambiando. Il MeToo è stato un trauma. Ha suscitato un desiderio, pure da parte delle produzioni, di riuscire ad avere una parità e, infatti, si riscontra anche una maggiore richiesta di registe. È incredibile che tutto ciò stia avvenendo nella tv e meno al cinema.

Perché hai deciso di aderire a Dissenso Comune?
Le molestie ci sono sempre state ma non se ne parlava finché qualcuno non ha alzato la voce. E andava fatto. Dall'altro lato però si è anche manifestato il rischio della strumentalizzazione o un eccesso di moralismo. In America si stanno dettando dei codici di comportamento sul set estremi, ad esempio non si può fissare una persona per più di un tot di secondi. Si tratta di una fase di passaggio necessaria per poi trovare un equilibrio. Chi dell'abuso fa una sua abitudine deve avere la percezione di ciò che può avvenire se si comporta in quel modo. Bisogna mutare la sensazione di impunità. Ho aderito a Dissenso Comune perché bisogna scendere in campo. In più i casting director sono coinvolti proprio nella fase delicata del provino. Come associazione stileremo una sorta di codice cosicché gli attori – tanto più i giovanissimi - sappiano come si deve svolgere il provino.

Su cosa sei impegnata attualmente?
Sto lavorando sulla seconda stagione de L'amica geniale e dovrebbe esserci la terza di Suburra.

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