Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

11 Giugno Giu 2019 1800 11 giugno 2019

Monica Walsh, la modella irlandese che lotta contro gli abusi sulle donne

In famiglia ha vissuto episodi di violenza di genere e un persino femminicidio: quello della sua madrina. Per sensibilizzare sul tema ha scritto il libro Take Me Out Of This Hell, raccogliendo le storie di molte vittime.

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Monica Walsh Take Me Out Of This Hell Violenza Donne

Mrs Universe è un concorso aperto a donne sposate, divorziate e vedove, provenienti da nazioni di tutti i continenti del mondo, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, che hanno una famiglia, una carriera e sono coinvolte in una causa significativa. Quella della 32enne Monica Walsh, che ha rappresentato l’Irlanda nel 2014, è sensibilizzare sul tema della violenza di genere. Un pensiero fisso, da cui è nato il libro Take Me Out Of This Hell, Portami via da questo inferno, una raccolta di testimonianze di donne picchiate e abusate, che si sono ritrovate prigioniere di uomini gelosi e violenti: «Raccontare queste storie è fondamentale. Spesso siamo così occupati che non riusciamo ad accorgerci di amiche, parenti e vicine di casa che potrebbero avere bisogno di aiuto. Dobbiamo aprire gli occhi», spiega a LetteraDonna la modella e fashion blogger, che ha avuto in famiglia un gravissimo episodio di violenza, culminato nel femminicidio della madrina (e amica di famiglia) Halina. La presentazione del libro Take Me Out Of This Hell, i cui proventi saranno devoluti in beneficenza, è stata programmata per settembre 2019, in occasione della London Fashion Week. In attesa di leggerlo, abbiamo parlato con l’autrice.

DOMANDA: Monica, che ricordi ha della sua madrina?
RISPOSTA:
Halina era una persona meravigliosa e una grande madre, molto vicina alla mia famiglia, visto che era cugina e migliore amica di mia mamma. Ricordo che quando avevo 12 anni ogni fine settimana io, mio fratello e i suoi due figli andavamo insieme a fare picnic o passeggiate nei parchi: indossava sempre degli occhiali a sole, anche quando non ce n’era bisogno.

Fu picchiata a lungo prima di essere uccisa?
Credo che suo marito abbia iniziato a essere aggressivo dopo la nascita del secondo figlio. Poi arrivò il giorno in cui la picchiò e la lasciò morire. Aveva 36 anni. Non dimenticherò mai quella mattina di gennaio, quando sua madre venne a darci la notizia.

Halina poteva essere salvata?
Crescendo ho fatto delle domande a mia madre, che ha risposto in modo evasivo. Ero molto arrabbiata per il fatto che nessuno l'avesse aiutata e salvata. Questa rabbia mi è rimasta dentro. Il figlio più piccolo aveva appena cinque anni.

Anche sua madre ha vissuto episodi di violenza in famiglia, giusto?
Sì, mi ha raccontato che suo padre era un alcolista che quando beveva diventava violento nei confronti della moglie e dei bambini. Da piccola così si trasferì dai suoi nonni. Io non l'ho mai incontrato. Era mio nonno, ma l’ho solo visto in foto.

Sua nonna si ribellò agli abusi del marito, cosa non scontata per l’epoca, e nemmeno oggi.
Fu forte abbastanza da scappare da un marito violento, ma solo dopo alcuni anni, con mia mamma che per un certo periodo fu vittima di abusi. Halina invece non è stata abbastanza coraggiosa: forse ha fatto finta che tutto stesse andando bene, senza parlare di ciò che accadeva tra le mura domestiche, perché subiva delle minacce dal marito.

Monica Walsh fotografata da Eddie Kavanagh. Make up Gillian Stapleton.

Lei è mai stata picchiata da un uomo?
No, sono stata fortunata, ma anni fa ho avuto un ragazzo molto geloso e violento. Credevo fosse l'amore della mia vita, poi un giorno ha svelato la sua vera indole insultandomi e spingendomi. Dopo quell’episodio ho deciso di lasciarlo, anche se non è stato facile. Lui mi ha supplicato di ripensarci, regalandomi dei fiori. Può capitare a molte vittime, dopo aver ricevuto doni e parole dolci, di cambiare idea. Ma mai dare un’altra chance a chi ha alzato le mani su di te.

Come è nato Take Me Out Of This Hell?
Sono un volto abbastanza noto e, quando posso, mi piace dare una mano alle donne in difficoltà. Anche solo indirizzarle verso centri antiviolenza, andare insieme dalla polizia o parlare con loro: a volte un abbraccio può fare molto. A un certo punto mi sono resa conto che, anche tramite email, mi stavano arrivando tante storie da poterci scrivere un libro, per sensibilizzare sul tema. Ed è quello che ho fatto. Spero che possa aiutare molte donne a prendere la decisione giusta: nel 2019 dovremmo sentirci al sicuro e non in pericolo nelle nostre case.

Che donne sono quelle diventate protagoniste, loro malgrado, del libro?
Donne dai 25 ai 45 anni, di ogni estrazione sociale e grado di istruzione, irlandesi e immigrate, a dimostrazione che gli abusi si possono verificare in ogni contesto. Ecco, forse per le immigrate è più facile diventare vittime, perché spesso seguono i mariti all’estero senza conoscere la lingua del Paese, rimanendo isolate, senza amici e famiglia, qualcuno con cui parlare.

Quando invece parlare e denunciare è importantissimo...
Fingere che vada tutto bene è la cosa peggiore. Il problema è che viviamo in un mondo in cui tutti vogliono mostrare di avere una famiglia perfetta, per cui nessuno vuole ammettere di avere un marito aggressivo. C’è chi non parla perché si illude che il proprio partner cambierà, chi subisce delle minacce, chi ha paura. Parlarne può evitare anche che i figli, spesso spettatori degli abusi, subiscano traumi che possono durare per tutta la vita.

In Italia la violenza sulle donne è un'emergenza.
Il problema della violenza di genere è globale. Mi dispiace sapere che nel vostro Paese è così: vorrà dire che verrò da voi a parlare del mio libro. Ovviamente ci sono Paesi in cui gli uomini picchiano di più le donne, retaggio di una ‘tradizione’ per cui chi porta il pane a casa può permettersi certe cose. Ma un diritto del genere non esiste e non è mai esistito.

Lei è anche insegnante. Come affronta questo tema con i suoi alunni?
Provo a spiegare ai bambini e bambine che è importante rispettare gli altri: la speranza è che le prossime generazioni non conoscano la violenza domestica. Meglio se imparano certi concetti fin da piccoli.

Lei fa parte delle Queen Without Scars. Ci racconta qualcosa in più di questo progetto?
È una campagna nata in Messico, che coinvolge delle reginette di bellezza come ambasciatrici, con lo scopo di sensibilizzare sulla violenza di genere. Io e le mie ‘sorelle’, ci chiamiamo così, giriamo il mondo partecipando a incontri, workshop e campagne contro gli abusi sulle donne.

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