31 Maggio Mag 2019 0830 31 maggio 2019

Nunzia De Girolamo: «Smettiamola di essere maschie»

Comportandoci da uomini non risultiamo più credibili. Ne è convinta l'ex ministro azzurro, finalista a Ballando con le stelle, che a Letteradonna.it invita le donne a essere più solidali tra loro. 
 

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Nunzia De Girolamo Instagram Ballando Con Le Stelle

Ha abbandonato la politica ma la politica non ha abbandonato lei. Nunzia De Girolamo è tra i finalisti che venerdì 31 maggio si contendono su RaiUno la vittoria dello show Ballando con le stelle. Ex ministro all'Agricoltura nel governo Letta ed ex pezzo grosso di Forza Italia, si è perfettamente calata nella nuova vita da showgirl e ha saputo giocare sul palco di Milly Carlucci usando l’esperienza di politica navigata, a dimostrazione che dal passato si impara sempre.

LE POLEMICHE SULLE VOCI DI UNA CONDUZIONE IN RAI

A prescindere dalle sue doti o meno di ballerina (è stata duramente criticata da Selvaggia Lucarelli e Guillermo Mariotto), non si è fatta mancare nulla, compresa la polemica innescata da Dagospia che l’ha sorpresa a mettere cuoricini su Instagram agli hater schierati contro la giuria dello show. Argomento sul quale De Girolamo nicchia, così come non si dilunga sul rapporto con Silvio Berlusconi e le ex colleghe azzurre, quasi a voler considerare archiviato per sempre quel capitolo. Eppure nei Palazzi romani l'ex deputata fa ancora parlare di sé. Per commentare le voci che la davano conduttrice di Linea Verde Estate su RaiUno, si era scomodato persino il vicepremier M5s Luigi Di Maio che aveva sbottato: «Spero sia falso». «Mi meraviglio che i miei ex colleghi, i politici perdano tempo dietro queste indiscrezioni», aveva detto lei. «Ma se si occupassero della gente non sarebbe meglio per tutti?». E su Instagram aveva risposto a Di Maio con un sorriso.

DOMANDA. Mancano poche ore alla finale, qual è il bilancio di questa avventura?
RISPOSTA.
Dopo quasi tre mesi di durissimi allenamenti giornalieri il fisico inizia a cedere e sono distrutta, però è stata un’esperienza straordinaria che rifarei altre cento volte e che mi ha permesso davvero di mettere in pratica il detto mens sana in corpore sano.

Cosa si porta a casa?
La consapevolezza di aver riscoperto la vera Nunzia, di essermi riappropriata di me stessa e aver fatto conoscere alla gente quella che sono realmente, sotto una luce diversa.

Chi è oggi Nunzia De Girolamo?
Non solo quella persona seria e un po’ austera che rappresentava un partito ma anche una madre e una donna allegra e spontanea. Prima a causa del ruolo istituzionale che ricoprivo ero introversa mentre ora mi sento molto più naturale e ho riscoperto anche una femminilità che tenevo nascosta ma alla quale non intendo più rinunciare.

Spesso noi donne cadiamo nell'errore di assumere atteggiamenti maschili pensando così di risultare più credibili. Alla fine però agli occhi altrui si finisce per non essere prese sul serio né come donne né come finti uomini, perdendo due volte

Nunzia De Girolamo

Colpa della politica, come ha recentemente dichiarato?
Sì, viviamo in un Paese fortemente maschilista che influenza qualunque ambito, politica inclusa, dove esiste ancora un fortissimo pregiudizio nei confronti delle donne. Questo spesso ci induce nell’errore di assumere atteggiamenti maschili pensando così di diventare più credibili ma ho capito quanto sia sbagliato perché alla fine agli occhi altrui si finisce per non essere prese sul serio né come donne né come finti uomini, perdendoci due volte.

E si avalla, anche se inconsciamente, l’idea di valere meno...
Esattamente. Per questo dico a tutte, in carriera e non, di non rinunciare alla propria femminilità fingendo di essere altro, né di soffocare l’identità e il modo personale di essere amica, madre, moglie e figlia. Farlo è un errore che fa male a ognuna di noi e alla collettività perché credo che la sensibilità di cui siamo spesso portatrici sia un valore aggiunto da esaltare, non da nascondere dietro pesanti maschere.

Quanto incidono le donne nella politica italiana attuale?
Purtroppo poco perché è un mondo ancora profondamente a trazione maschile. Il fatto che l’unica leader di un partito sia Giorgia Meloni e che debba lottare tantissimo per farsi ascoltare e per portare avanti le proprie idee è la dimostrazione lampante di come gli spazi siano limitatissimi. La verità è che si fatica il triplo dei colleghi per poi arrivare a ruoli comunque marginali. Anche se devo dire che non è sempre colpa loro.

E di chi è colpa allora?
Spesso delle stesse donne che, a differenza di come mi sono sempre comportata io, non fanno squadra, non si alleano e non riescono a creare quel senso di solidarietà che i maschi invece sviluppano in ogni ambito. Forse se pensassimo un po’ meno a farci guerre interne e più alla collettività le cose migliorerebbero, soprattutto quando si parla della difesa di certi diritti o di battaglie importantissime come quella contro la violenza di genere, che dovrebbero vederci tutte dalla stessa parte e non divise da logiche personali o di correnti.

In questo senso la sua esperienza politica in Forza Italia com’è stata?
Straordinaria, non mi pento del mio percorso. Ma non nego che sia stato difficile impormi.

Eppure Silvio Berlusconi è stato accusato di non rispettare le donne.
Berlusconi è indubbiamente maschilista e non ho mai detto il contrario ma non credo lo sia molto di più rispetto alla maggior parte degli italiani. La differenza è che essendo sempre diretto e mediaticamente esposto se ne è parlato maggiormente e questo suo lato è emerso in modo evidente. Per quanto mi riguarda però non ho mai avuto problemi. Non posso negare che in generale gli uomini del partito mi abbiano sempre guardato con pregiudizio ma anche in questo caso la guerra più dura non è arrivata da loro.

Ancora una volta dalle colleghe?
Sì, non sono mai state particolarmente complici. Questo mi dispiace perché ce ne sono molte di capaci all’interno di Forza Italia e se fossimo state più solidali fra noi forse non staremmo assistendo al coma profondo del partito come dimostrato anche dai risultati delle Europee.

E forse lei sarebbe ancora in politica.
Può darsi. La verità è che non so mai cosa aspettarmi, giorno per giorno.

La politica l'ha definitivamente stancata?
Non lo so. Per ora sono concentrata sulla finale di Ballando con le stelle che ha rappresentato sicuramente un alleggerimento rispetto alla vita precedente, poi dal 31 in poi non so cosa ci sia ad attendermi.

Per non farsi mancare nulla ha ingaggiato una polemica anche con Selvaggia Lucarelli.
Non amo lamentarmi ma credo di essere vittima di un certo pregiudizio da parte sua e non solo. Io però mi faccio forza dei riscontro positivo della gente e vado avanti per la mia strada, anche perché sinceramente in carriera ho avuto incontri e scontri ben meno delicati di questo.

Quindi è impossibile sapere se la tivù è stata solo una parentesi?
Esatto, ho sempre seguito l’istinto e i consigli delle persone che mi circondano nel compiere ogni scelta quindi credo di potermi ancora stupire.

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