2 Maggio Mag 2019 1136 02 maggio 2019

Claudia Gerini: «Interpreto donne con la voglia di cambiare il mondo»

L'attrice romana nei panni di un magistrato in cerca della verità in Non sono un assassino. Mentre con A mano disarmata porta sugli schermi la cronista anti-mafia Angeli: «Figure autentiche. Ma il cinema deve raccontare di più le femmine di potere».

  • ...
Claudia Gerini Film 2019

Una donna con la toga. La cronista in lotta contro la mafia. Ma anche l'amante di un controverso politico. Sono gli ultimi tre ruoli interpretati da Claudia Gerini: diversi, delicati per motivi opposti e con un filo conduttore: «Mi piace tratteggiare figure femminili molto autentiche», spiega l'attrice a LetteraDonna.it durante il Bif&st, Bari International Film Festival.

TRA CINEMA E IMPEGNO SOCIALE

La Gerini si trovava in Puglia per l'anteprima mondiale del film Non sono un assassino di Andrea Zaccariello, tratto dall'omonimo romanzo di Francesco Caringella, al cinema dal 30 aprile 2019. Un giallo in cui l'artista romana per la prima volta veste i panni del pubblico ministero. È invece in fase di lavorazione Hammamet di Gianni Amelio, con Pierfrancesco Favino che fa rivivere Bettino Craxi: lei è Ania Pieroni, compagna del leader socialista per diverso tempo. Un altro titolo molto atteso che la vede protagonista è A mano disarmata di Claudio Bonivento, dove l'attrice ha portato sullo schermo Federica Angeli, la giornalista de La Repubblica che a seguito di un'inchiesta sulla mafia di Ostia è stata sequestrata per ore da un boss degli Spada e minacciata ripetutamente. Nonostante questo la reporter ha continuato a denunciare. Dal 2013 la donna vive sotto scorta e ha raccontato la sua esperienza nell'omonimo libro da cui è stato tratto il film. La Gerini, che ha ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella l'Alta onorificenza di Ufficiale della Repubblica italiana per i meriti nel lavoro e per il suo impegno nel sociale, si racconta partendo dai suoi ultimi lavori.

Claudia Gerini.

Ansa

DOMANDA. Paola Maralfa di Non sono un assassino, Sara Monaschi della serie Suburra e Federica Angeli sono figure sfaccettate. Qual è il suo apporto nel raccontare la donna?
RISPOSTA.
Quando scelgo i progetti mi piace diversificare, passando dalla commedia al dramma. E quest'ultimo lavoro in sala è un legal thriller. Federica Angeli invece è una storia a tutto tondo che mi ha appassionato perché racconta una "tigre" che si è messa contro un clan. Il mio apporto consiste nel tratteggiare figure femminili fedeli alla propria missione e con la voglia di cambiare il mondo.

Nel film di Zaccariello c'è una battuta significativa: «In fondo queste aule sono soltanto le latrine delle passioni».
Ci si riferisce a un sistema in cui si cerca di capire la verità, che non è mai assoluta. In questo caso specifico si ascolta una verità dal punto di vista di un imputato che forse ha commesso un delitto e l'ha rimosso o fa finta di non ricordarsi.

Lei che ruolo ha?
Io interpreto un magistrato. Una donna molto fragile. Probabilmente si è appassionata a questo mestiere e tante volte si è scontrata con dei muri. Col regista abbiamo scelto di conferirle un timbro vocale da cui trasparisse l'idea di stanchezza, è quasi afona. Quella frase è molto forte perché vuole comunicare che si può vincere al processo perché non si è stati colpevolizzati, ma se si è l'autore dell'omicidio si ha una latrina interiore e il tormento non finirà mai.

Come si è evoluta la rappresentazione della donna?
Si tratteggiano figure complete, in grado di cambiare anche il destino di un'altra persona. Riconosco una necessità da parte di noi attrici di scegliere ruoli che non sottolineino i soliti cliché. È fondamentale raccontare da un lato una donna "locomotiva" e dall'altro colei che è sotto il dominio di qualcuno per mostrare quanto quest'ultima immagine sia sbagliata e retrograda. Il cinema deve assumersi la funzione di illustrare come la società sta cambiando.

Qual è il personaggio che più le ha fatto scoprire qualcosa di sé?
Cerco di imparare da ciascuno. Per esempio sono una persona molto attenta a non ferire gli altri, per cui cerco di essere molto delicata nel dire ciò che penso; talvolta, però, bisogna essere più decisi e qualche figura a cui ho dato corpo mi ha insegnato a farlo.

Un ruolo che, a suo parere, ancora manca sullo schermo?
Bisognerebbe sempre più raccontare le donne di potere. Se pensiamo che in House of Cards – Gli intrighi del potere la moglie del presidente degli Stati Uniti è un personaggio centrale quanto lui... bisognerebbe partire proprio da questo anche in Italia. Sono tanti i ruoli che mancano all'appello, per esempio potrei interpretare una presidente della Repubblica o una presidente del Consiglio. Ma anche nella vita reale le stiamo aspettando.

  • L'attrice con Federica Angeli.

Claudia, lei è sempre stata sensibile a tematiche sociali. Quale responsabilità umana avverte nel combattere la discriminazione di genere?
Quella di portare alta una bandiera. Noi che abbiamo più eco e siamo al centro dell'attenzione dobbiamo essere determinanti per l'evoluzione della figura della donna. La responsabilità consiste pure nell'alzare sempre la testa, senza accettare nessun tipo di sopruso o costrizione, battendosi per la parità. È assurdo che nel 2019 ne stiamo ancora parlando, ma purtroppo questa è la realtà. La nostra è una società basata sul maschilismo in tantissime forme. Ho due figlie e le catechizzo affinché crescano come donne del domani, in grado di far valere la propria libertà.

È tra le firmatarie di "Dissenso Comune": quali sono i propositi del movimento?
Vogliamo mantenere le nostre caratteristiche di donne: accoglienza, lungimiranza, diplomazia, capacità di accudire. Non c'è l'intenzione di diventare come gli uomini, ma desideriamo essere considerate determinanti in questa società, in tutte le posizioni, senza la difficoltà di dover farci carico di tante altre cose che vanno condivise con gli uomini, mentre finora sono state appannaggio soltanto della figura femminile.

Lei sostiene da sempre Telefono Rosa, il centro di orientamento per i diritti delle donne.
Sì e continuo a farlo. Così come appoggio tutte le associazioni in difficoltà che lottano per i bambini e le donne. Con Doppia Difesa (la onlus creata da Michelle Hunziker e l'avvocato e ministro Giulia Bongiorno, ndr) ho realizzato uno spot contro la violenza. La strada è molto lunga, ma il cambiamento è cominciato ed è irreversibile. Questo è un dato di fatto importantissimo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso