Sessismo

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13 Aprile Apr 2019 0830 13 aprile 2019

Libri per bambini contro gli stereotipi di genere

Mamma e papà possono fare le stesse cose. E i sogni dei più piccoli non hanno confini. Ecco i messaggi che devono trasmettere. Ne abbiamo parlato con l'autrice Irene Biemmi.

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Libri Bambini Irene Biemmi 1

Al pari del monolinguismo culturale, anche gli stereotipi di genere si possono abbattere intervenendo in tempo, durante lo sviluppo dei più piccoli. Ne è certa Irene Biemmi, docente di Pedagogia sociale presso l’Università di Firenze e autrice di libri per bambini, che a questa causa sta praticamente dedicando l’intera carriera: per averne conferma, basta scorrere la sua bibliografia. Tra i titoli anche alcuni dedicati ai genitori desiderosi di imparare qualcosa (e qui ce n’è uno per i papà), come Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari (Rosenberg & Sellier): «Nell’ambito del progetto Polite (Pari Opportunità nei Libri di Testo, ndr) nel corso degli anni sono stati pubblicati molti volumi in cui, in realtà, gli stereotipi di genere sono rimasti ben presenti, e in modo agghiacciante: nell’immaginario delle professioni, nella predominanza di personaggi maschili, nel sessismo linguistico degli aggettivi». Come spiega a LetteraDonna, «nei testi analizzati si ripetono due cliché da Anni '50: da una parte quello dell’uomo capofamiglia che lavora, forte, audace e coraggioso, dall’altro quello della donna casalinga, dolce, paziente, delicata, brava a cucinare e a badare ai figli». Insomma, l’ormai famoso libro con il quiz retrogrado sui mestieri dei genitori è solo la punta dell’iceberg: «Quell’esercizio non dico sia la norma, ma si trova frequentemente sui libri di testo. L’unica nota positiva è che se questa storia fosse venuta fuori dieci anni fa non avrebbe fatto scalpore». Preso atto della ‘sollevazione’ da parte di mamme e maestre, LetteraDonna ha chiesto a Irene Biemmi di scegliere alcuni libri per l’infanzia (di cui è stata autrice o curatrice), spiegando perché ogni bambino/a dovrebbe leggerli.

UNA BAMBOLA PER ALBERTO

«Una bambola per Alberto (Edt-GIralangolo) fa parte di una collana di albi illustrati di cui sono curatrice, interamente dedicata all’abbattimento stereotipi di genere attraverso la proposta di un immaginario allargato rispetto alle belle addormentate e ai principi che le vanno a salvare. In questo libro tradotto dal francese e dedicato ai bambini da tre a sei anni, viene affrontato un tabù: i maschi che si avvicinano ai giocattoli ‘da femmine’. Alberto è infatti un bambino che gioca con tutto, ma che più di ogni cosa vorrebbe avere una bambola. Per questo motivo viene chiamato femminuccia dagli amici e persino dal fratello, mentre il padre gli compra un pallone da basket e un trenino elettrico. L’unico a capire la sua sofferenza è la nonna: gli regala una bambola, che Alberto poi scarrozza con un passeggino nel parco. Si tratta di un libro pensato per i maschi: un bambino che gioca con una bambola è ancora più ‘allarmante’ di una bambina che gioca con un trenino. Ma non dovrebbe essere così. Anzi, non ci dovrebbe essere nessun allarme in generale».

COSA FANNO LE BAMBINE? COSA FANNO I BAMBINI?

«Cosa fanno le bambine? Cosa fanno i bambini? (Giunti) fa coppia con Cosa fanno le mamme? Cosa fanno i papà?, perché il concetto che sta dietro è identico. Questi cartonati rigidi, dedicati ai bimbi dell’asilo nido, si aprono da due parti, per dare immediatamente una sensazione di parità. Da una parte c’è quello che fanno le bambine (o le mamme), dall’altra le attività dei bambini (o dei papà): ma sono le stesse, senza alcuna differenza. Tornando al quiz di cui abbiamo già parlato, viene spiegato che le madri leggono il giornale, guidano, scalano montagne, scrivono al pc e raccontano storie buffe come i padri, che a loro volta preparano colazione, danno bacio buonanotte e organizzano feste di compleanno, proprio come le compagne».

SONO UNA SELVAGGIA

«Sono una selvaggia (Eirckson) è un albo illustrato da Ilaria Urbinati. È di fatto un inno alla libertà: parla di una bambina, Anna, che fa una serie di cose ordinarie, ma in modo selvaggio. Durante la sua giornata tipo si alza presto, dà il buongiorno ai genitori, fa colazione, si veste, va a scuola in bici, passa il pomeriggio con le amiche e infine si addormenta con la favola della buonanotte. Ma si alza saltando sul letto, pedala in bicicletta forsennatamente, legge a testa in giù, e così via. Il libro contiene anche un opuscolo per i genitori, con stimoli didattici e suggestioni utili per abbattere gli stereotipi di genere: il messaggio da trasmettere ai figli è che non esistono cose che non si possono in base al sesso. Il termine ‘selvaggia’ non è tra l’altro casuale: abbiamo evitato di usare ‘maschiaccio’ per la connotazione negativa di questa parola, usata di solito per una bimba che fa attività e si comporta ‘da bimbo’».

A SCUOLA DI PARITÀ

«A scuola di parità (Fatatrac) è un libro-gioco, che fa parte della collana Carte in Tavola, da leggere componendo le schede fino a formare un’unica grande immagine. Davanti c’è un grande puzzle con le illustrazioni di Sandro Natalini, mentre il testo si trova dietro. Adatto per i bambini che frequentano i primi due anni della primaria, il libro lavora sull’immaginario dei mestieri: il protagonista è Sandro, che ha compagni di classe con sogni ‘strani’. Le bambine vogliono diventare ad esempio entomologhe o ingegnere, i bambini coltivatori di tulipani o autisti di ambulanze. All’inizio Sandro si stupisce, poi arriva a comprendere che i sogni non hanno un genere. Nel finale la storia passa dalla realtà alla fantasia, con tutta la classe che vola su grandi aeroplani di carta costruiti proprio dai bambini. Il messaggio del libro, che uscito in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna è chiaro: i sogni e l’immaginazione non hanno limiti».

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