We Can Do It!

Diritti

12 Aprile Apr 2019 1823 12 aprile 2019

Adozioni ai single? La legge c'è, ma è ferma in Parlamento

In Italia le persone non sposate possono accogliere solo bambini ‘speciali’, che così diventano di Serie B. La battaglia di Serena Caprio per cambiare le cose. L'intervista.  

  • ...
Legge Adozioni Single Italia Serena Caprio

«Mi chiamo Serena Caprio e nel 2018 ho intrapreso una battaglia per l'estensione delle adozioni alle persone single lanciando una petizione a sostegno della proposta di legge dell’onorevole Laura Ravetto». Inizia così una lettera pervenuta alla redazione di LetteraDonna, che parla di un tema delicato e al tempo stesso (duole dirlo) ignorato nel nostro Paese, in cui chi non è sposato può adottare solo in casi definiti ‘particolari’ dall’articolo 44 della legge 184/83. La dimostrazione? La proposta di cui parla Serena, ‘frutto’ di una petizione da lei lanciata capace di raccogliere oltre 20 mila firme, è stata presentata in Parlamento a novembre del 2018, ma non ne è stata ancora calendarizzata la discussione. «Lotterò come una tigre perché nessun bambino rimanga più in stato di abbandono in un Istituto e lotterò per la semplificazione delle complesse procedure di idoneità all'adozione». Così si conclude la lettera. Una lotta, la sua, che ci ha incuriosito e che abbiamo voluto approfondire.

DOMANDA. Cosa dice la legge 184/83?
RISPOSTA.
Che le persone single possono adottare solo bambini con cui abbiano un vincolo di parentela oppure minori con disabilità. Insomma, chi non è sposato può adottare ma solo in condizioni speciali. Per quale motivo un bambino normodotato può essere accolto da una coppia, mentre uno con handicap solo da un single? Così ci sono bambini di Serie A e B. Pur dando la priorità alla famiglia tradizionale con una madre e un padre, credo sia giusto estendere le adozioni ai single, senza alcun paletto.

Nella lettera fai riferimento a un’adozione speciale. Quella della piccola Alba da parte di Luca Trapanese.
Esatto, Alba è una bambina con sindrome di Down che, prima di essere presa in affido da Luca, single e tra l’altro gay, era stata rifiutata da sette coppie. L’unico che ha accettato di prendersene cura è stato proprio lui. L’affido oggi è diventato adozione e la loro famiglia è piena di amore. Ma rimane un grande controsenso.

Quale?
Il fatto che ai single sia concessa la possibilità di adottare solo bambini con disabilità, i quali invece avrebbero bisogno di più attenzioni. Proprio quelle che potrebbero dare due genitori, anche omosessuali ovviamente, invece di uno solo.

Serena Caprio

La petizione che hai lanciato nasce da una vicenda personale. Ti va di raccontarla?
Certo. Sono un medico e nell’ospedale dove lavoro era stato abbandonato un neonato, al quale mi sono affezionata. Ho chiesto l’affido, pur sapendo di partire svantaggiata, probabilmente senza alcuna possibilità perché single. Non l’ho ottenuto, ma questo mi ha portato a iniziare una raccolta firme e, poi, alla possibilità di diventare genitore affidatario.

Da allora è cambiato qualcosa?
No, è più di un anno che sono in attesa di un affido. Purtroppo al Sud, dove vivo, si preferisce tenere i bambini problematici in istituto e in case famiglia, anziché darli in affido. Soprattutto a chi è single.

Come se fosse meglio farli crescere in istituto…
L’idea è quella. Ma un bambino avrà più traumi con un'infanzia in istituto o in una casa vera, con l’amore di un genitore (ecco cosa ne pensano in India, ndr)? Il fatto è che qui non stiamo parlando di un diritto della persona che prende in affido, ma del diritto di ogni bambino ad avere una famiglia che lo ami, lo educhi, lo accompagni nel corso della sua vita.

Un diritto che l’Europa ha già stabilito.
Esatto, la Convenzione europea sull'adozione dei minori, che risale addirittura nel 1967, prevede che l’adozione sia estesa anche alle persone singole. Peccato che l’Italia non l’abbia mai adottata.

Chi sono le persone che hanno firmato la tua petizione?
Prevalentemente donne single. Ma anche ragazze adottate da coppie tradizionali. In diverse mi hanno detto che avrebbero preferito essere state adottate prima da un single, anziché passare parte dell’infanzia in istituto. Da parte femminile ho ricevuto tanta solidarietà. Pochi gli uomini, voglio sottolinearlo.

Ti sei chiesta perché?
Forse perché sono incapaci di guardare oltre la famiglia tradizionale. In tanti mi contattano però sui social per insultarmi o dirmi che il mio desiderio di maternità è dettato dall’egoismo di avere un figlio. Non è così: si tratta invece di amore per l’infanzia e di generosità nei confronti dei bambini senza genitori.

Secondo te perché la discussione della proposta di legge non è stata ancora calendarizzata?
Perché in questo momento i diritti civili non sono al centro degli obiettivi di governo. Mi sembra palese e non mi sto schierando politicamente. Ho avuto sostegno da Laura Ravetto (al secondo tentativo in tal senso, ndr), che è di Forza Italia: ma per approvare una proposta di legge come questa basta essere liberali, tolleranti, democratici e civili.

Hai avuto modo di parlare con altri politici?
Di persona purtroppo no. Ho scritto ai ministri Lorenzo Fontana e Giulia Bongiorno, che tra l’altro è una mamma single, così come alla Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, ma senza ottenere risposta. Non so più che cosa devo fare.

Diciamo che il momento politico non sembra ottimale per avanzare certe istanze.
Lo so, ma il bene dei piccoli dovrebbe essere la priorità di tutti, per questo chiedo di riconoscere ai bambini in stato di abbandono il diritto di essere adottati anche dai single. I politici devono aprirsi alle nuove realtà. Siamo nel 2019: i single possono adottare anche in Cina, e da noi no.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso