9 Aprile Apr 2019 1802 09 aprile 2019

LP: «Canto l'amore e la libertà»

A tu per tu con la cantautrice statunitese di origini italiane, diventata famosa con Lost on You, che ha lanciato Girls Go Wild, secondo estratto dall'album Heart to Mouth. 

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LP Girls Go Wild intervista 4

Voce intensa, melodie riconoscibili, ascendenze italiane. E poi quel caratteristico fischio come marchio di fabbrica. In poche parole, anzi con appena due lettere, LP. La poliedrica cantautrice statunitense, diventata famosa con Lost on You, approdata come superospite a Sanremo nel 2017 e successivamente protagonista di un tour mondiale con date sold praticamente ovunque, a fine 2018 ha pubblicato l’album Heart to Mouth, il quinto della carriera. Di esso fa parte il singolo Girls Go Wild, brano ‘primavera-estate’ che ben si adatta al mood del periodo più caldo dell’anno: «Le ragazze impazziscono sulla West Coast, vieni piccola, andiamo», canta LP nell’inciso, dichiarando apertamente la direzione e l’intenzione del singolo: «L’amore e la libertà sono due elementi fondamentali della mia vita e della mia musica», racconta a LetteraDonna, ricordando poi la genesi del singolo: «È una specie di somma delle relazioni che ho intrecciato da quando sono andata a vivere sulla costa occidentale degli Stati Uniti, inclusa quella che ho con me stessa. Per molte persone un trasferimento è l’inizio di un periodo di grande cambiamento. Volevo che Girls Go Wild trasmettesse questa sensazione».

La cantante Lp durante un'esibizione.

©Virginia Bettoja

DOMANDA. Sei nativa della East Coast. Come ti trovi dalla parte opposta degli Stati Uniti?
RISPOSTA.
Amo vivere qui! C’è qualcosa lungo la West Coast, l’aria che si respira o il clima desertico, che mi sembra irreale. Eppure ci vivo da quasi dieci anni. Non avevo mai pensato di trasferirmi qui, ma quando ho iniziato davvero a vivere di musica e a firmare i primi contratti mi sono trovata molto spesso da queste parti. Facevo sempre avanti e indietro… e un giorno, proprio come dal niente ci si innamora di qualcuno, io mi sono innamorata della West Coast.

Che cosa rappresenta Heart To Mouth per la tua carriera?
È un altro album. Non mi piace parlare di ‘fasi’ della carriera, perché percepisco il mio lavoro come un qualcosa in continuo divenire in cui io scrivo canzoni. Heart To Mouth nasce da un insieme di canzoni più ampio: alcuni dei brani esclusi saranno inseriti nel prossimo album, insieme ad altri che nasceranno. Per me una vita creativa dovrebbe essere così e spero di continuare a viverla così finché ne sarò in grado.

Perché dovremmo ascoltare questo album?
Difficile rispondere a questa domanda. Oggi c’è la possibilità di ascoltare così tanta musica… Heart To Mouth è un album emozionante per persone che si emozionano. Se siete così, dategli una possibilità.

Dopo Lost on You come è cambiata la tua vita?
Ha aumentato le mie responsabilità, nei confronti dei fan e anche di me stessa. Ho iniziato a sentire di dover continuare a creare più cose che potessero essere ascoltate e amate. Una volta che hai dei fan, e lo so bene perché lo sono stata anche io, loro non aspettano altro che tu faccia uscire qualcosa che gli piaccia. La cosa che voglio fare di più è scrivere canzoni per gli altri e per me.

Che rapporto hai con la fama?
In un certo senso è un’amica, perché essere famoso ti fa sentire importante e ti fa piacere di più te stesso. Ma è l’amica che non puoi controllare. Devi stare attenta a non avvicinarla troppo: in fondo non è davvero tua amica, è solo un aspetto di qualcosa che ami davvero.

Il tuo vero nome è Laura Pergolizzi. Tra le tue fonti di ispirazione ci sono artisti italiani?
La mia passione per la musica è iniziata grazie a cantanti lirici come Luciano Pavarotti ed Enrico Caruso, che mia madre mi faceva ascoltare. Ti posso dire che per me è interessante andare in Italia, collaborare in una sorta di ‘terreno comune’ con artisti come Elisa e Fedez, ed essere importante per il pubblico italiano.

C’è qualche altro artista con cui vorresti collaborare?
Di solito non faccio progetti, certe cose nascono da sole. C’è qualcosa in ballo al momento e in generale sono sempre pronta ad ascoltare le proposte da parte di colleghi che apprezzano il mio lavoro.

Sei apertamente lesbica. Hai mai vissuto episodi di discriminazione sulla tua pelle?
Ottima domanda. Sì (ma non aggiunge altro, ndr).

Che ricordi hai del tuo coming out?
È stato un momento terrificante ed esilarante al tempo stesso. La battaglia che vivi al tuo interno prima di quel momento è la parte più difficile, perché essenzialmente stai realizzando chi sei davvero. È un percorso che fanno in tanti, ma ognuno in modo diverso.

La cantante Lp.

©Virginia Bettoja

LetteraDonna parla spesso di diritti Lgbt e tu sei di famiglia italiana. Pensi che potremmo fare di più da questo punto di vista?
La comunità Lgbt ha molta strada da fare (ecco la polemica scatenata da ProVita, ndr) e ha bisogno di tutto il supporto possibile per ottenere ciò è scontato per tutti gli altri. Sono sempre di più le persone che ormai sono in grado di vivere una vita ‘autentica’: questo sta mettendo pressione alla società affinché venga fatto di più per il riconoscimento di diritti che tutti gli esseri umani meritano.

È più facile essere omosessuali nel mondo della musica che in altri ambienti?
No, non penso: alla fine rispetto ad altre carriere sei sempre sotto esame. La sessualità, il sesso e l’essere sexy in questo mondo vengono spesso prima della musica. Sei sempre sotto i riflettori e questo in sé non è un problema: lo è il dover pensare troppo con chi poter fare sesso o meno. Diciamo che amo le situazioni più ‘fluide’.

Qualche tempo fa avevamo scritto che ti eri sposata con la tua compagna, Lauren Ruth Ward. Poi si è scoperto che non era vero. Ma ci state pensando?
Per me il fidanzamento è un impegno davvero grande, che onoro ogni giorno. Anche per questo non ho fretta di sposarmi, anche se lo desidero molto. È che come immaginerai siamo sempre in giro e riuscire a pianificare una bella cerimonia con tutti i nostri amici è complicato.

Chiudiamo con una curiosità. Quand’è che hai imparato a fare il tuo famoso fischio?
Da bambina, probabilmente sul sedile posteriore dell’auto dei miei. Mi sono resa conto che riuscivo a fare quel fischio e non mi sono più fermata.

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