9 Aprile Apr 2019 0800 09 aprile 2019

Il Salone del Mobile e la Design Week visti da un'addetta ai lavori

Un evento da non perdere, che coinvolge tutta la città. Ne abbiamo parlato con l'architetta e critica Flavia Chiavaroli: «È la settimana migliore per visitare Milano».

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Fuorisalone Milano 2019

Tutto pronto per il Salone del Mobile, evento milanese che dal 1961 rappresenta il punto di riferimento internazionale per il settore dell’arredo e del design. Come ogni anno, gli addetti ai lavori sono pronti a riversarsi negli spazi della Fiera, mentre i ‘comuni’ mortali si apprestano a invadere showroom, mostre e, perché no, bar del centro. Eh sì, perché se quello che accade al Salone è importante, la città si anima soprattutto grazie a ciò che accade… Fuorisalone, appunto. «Se dovessi spiegare la Design Week a chi non la conosce, gli direi che è la settimana migliore per visitare Milano», spiega a LetteraDonna l’architetta, critica ed exhibition designer Flavia Chiavaroli: «È l’evento per eccellenza, che coinvolge tutta la città».

A OGNUNO IL SUO DISTRETTO

Durante il Salone del Mobile, in città ‘fioriscono’ diversi distretti del design. Ognuno ha caratteristiche proprie e Flavia, che è romana di nascita ma milanese d’adozione, li conosce come le sue tasche: «Il quartiere di Brera è il cuore della città e degli showroom, mentre la zona delle 5 Vie, ricca di gallerie, si distingue per le mostre, al pari del Tortona District, che consiglio di visitare di sera», spiega, elencando poi alcuni eventi da non perdere assolutamente, come «Alcova, costellazione di installazioni in una ex fabbrica abbandonata di panettoni, la mostra Belgium is Design in Tortona e, perché no, anche i primi giorni di apertura del Museo del Design Italiano in Triennale». Da segnare sul taccuino anche tre iniziative che omaggiano Leonardo Da Vinci in occasione del 500esimo anniversario della morte: la mostra De Rerum Natura in Cascina Cuccagna, l'installazione Aqua in Conca dell'Incoronata e il Leonardo Horse Project, con 13 cavalli di design disposti attorno alla statua equestre di bronzo che si trova all’ingresso del parco dell’Ippodromo. Senza dimenticare, poi, gli eventi del Castello Sforzesco e «i molti spazi dedicati al food design in zona Porta Venezia».

EVENTI PER TUTTI I GUSTI

Visto che Flavia Chiavaroli ha accennato al food, la domanda semiseria nasce spontanea: chi partecipa agli eventi del Fuorisalone è interessato al design o all’eventuale buffet? «Se qualcuno ci va per quello, la speranza è mal riposta: il rinfresco è una totale chimera», risponde sorridendo, precisando che alla fine a questi eventi si può andare lo stesso: «Le installazioni sono piccole mostre, poi ci sono luoghi di confronto, laboratori, talk, oltre a esposizioni vere e proprie, con molteplici connessioni con arte e moda. Tutto ciò che ruota attorno al design è capace di parlare a un pubblico di ogni tipo ed età». Anche perché veramente c’è di tutto: «Da una parte c’è la presentazione dell’oggetto innovativo perché sostenibile, dall’altra magari una mostra che parla di soluzioni progettuali adottate per creare uno spazio giochi per bambini».

UNA PROVOCAZIONE NECESSARIA

L’impressione è che per designer (leggi l’intervista ad Angela Florio, artisti, progettisti e critici quella del Salone del Mobile sia una settimana campale: «Nelle scorse edizioni mi sono occupata dell’allestimento di mostre e talk. La Design Week è frenetica e intensa, come le settimane che la precedono», conferma Flavia, precisando come sia l’occasione per incontrare molte persone e per vedere riscontro da parte dei non addetti ai lavori. Nel frattempo, le femministe hanno già bocciato Maestà sofferente di Gaetano Pesce, secondo la critica non esattamente a ragione: «Esposta al MoMA di New York e nei principali musei del mondo, la poltrona Up5&6 ha fatto scalpore in passato. Rivista così è una provocazione che a mio avviso ci sta, in un momento come questo in cui nella politica e nel sociale c’è un preoccupante ritorno verso certe chiusure e una discriminazione a 360 gradi nei confronti delle donne». Anche progettazione di allestimenti, ovvero il mondo in cui si muove Flavia? «Il maschilismo c’è come in ogni altro campo. Però, in un lavoro che richiede tenacia e costanza, alle donne vengono date molte possibilità. Forse perché la sensibilità femminile nell’allestimento delle mostre, assume un grande valore».

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