Sessismo

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2 Aprile Apr 2019 1815 02 aprile 2019

Chadia Rodriguez, la rivoluzione femminile della trap

Testi espliciti, riferimenti al sesso, ma anche brani emotivamente profondi. Così la ragazza di Avere 20 anni ha sfidato il maschilismo della new wave hip hop.

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Chadia Rodriguez Trapper

Da quando è esplosa in Italia, con le liriche di Sfera Ebbasta, Dark Polo Gang e Young Signorino, la trap si è portata dietro la nomea di genere musicale maschilista. Poi è arrivata lei, Chadia Rodriguez, la freschezza dei 20 anni e le influenze culturali di una ragazza cresciuta nella periferia di Torino, con sangue marocchino e spagnolo nelle vene. Nel giro di pochi mesi, Chadia è passata dall'essere una sconosciuta a fenomeno rap del momento, attirando le attenzioni di chi la produce (Big Fish e Jake La Furia, due grandi nomi della storia dell'hip hop in Italia) e di chi fa la fila per avere un featuring con lei. L'ultima in ordine di tempo è stata Luna, la giovane sarda fresca concorrente di X-Factor, col suo Donna domani. Prima di lei erano arrivati lo stesso Jake, Fabri Fibra, Emis Killa, e un ep, Avere 20 anni, uscito l'11 gennaio e pieno di testi dai contenuti interessanti che come in Bitch 2.0 giocano con gli stereotipi di genere e del genere per ribaltarli mettendoli in bocca a una donna, o li ignorano di tutto come in Sarebbe comodo, brano toccante accompagnato da un video in cui per quattro minuti si vedono solo il volto e le lacrime di Chadia che, circondata da canne di fucile su un semplice sfondo nero, canta di violenza domestica, molestie sessuali, sessismo.

DOMANDA. Italiana, marocchina, spagnola. Come convivono queste tre realtà in te?
RISPOSTA.
Molto bene. Mi sembra che funzioniamo tra di noi.

Sei una donna che fa un genere musicale dominato dagli uomini. La trap è sessista?
All'inizio un po' lo pensavo, nell'ultimo periodo le cose sono cambiate. Mi sento legata agli altri artisti, partecipe di qualcosa di nuovo che funziona.

Quali sono i punti di riferimento artistico a cui ti ispiri?
In realtà cerco sempre di dare qualcosa di mio. Giorgia, Arisa sono comunque due donne italiane, molto forti, stimo tantissimo soprattutto la prima.

E Cardi B? Spesso l'hai citata come tua ispirazione.
In realtà mi sento molto simile a lei perché entrambe non ci facciamo problemi a mostrarci come donne, parliamo di sesso e ci piace.

Come ti sei avvicinata al rap?
Da quando ero piccola è sempre stato il mio punto di riferimento. Sono cresciuta a Barriera di Milano, un quartiere di Torino che definirei molto simile a un ghetto. Lì si ascoltava quel tipo di musica.

Come era la tua vita prima del successo con la trap?
È sempre stata molto bella, piena di hobby e passioni, come il calcio e la moda, anche se la musica è sempre stata al centro.

Giocavi a calcio?
Sì, da terzino e in fascia, alla Juventus femminile. Anche se per il primo anno sono stata tesserata in una squadra maschile che si chiama il Centrocampo.

La Juventus ora è in testa al campionato femminile. Qualche rimpianto?
Forse un po' sì, ma si vede che ero destinata a questo.

In uno dei tuoi brani, Sarebbe comodo, racconti di aver subito violenze fisiche da tuo padre. Che tipo di infanzia e adolescenza hai avuto?
In realtà non ho mai specificato di che tipo di violenza si trattasse. La mia infanzia e la mia adolescenza sono state abbastanza movimentate, ma tutto quello che ho vissuto mi è servito a essere quella che sono io.

Che rapporto hai coi social?
Molto bello, mi piace soprattutto parlare con i miei fan.

E con gli hater?
All'inizio c'erano, ora no. Comunque non sono mai stata una che se la prende troppo, sono una persona abbastanza easy, mi piace parlare con i miei fan, dare consigli e stare vicina a loro, per gli hater al massimo mi faccio una risata.

Molte ragazze ti vedono come un modello, ti senti responsabile nei loro confronti?
Sì, certo, molto. Loro cercano spesso di imitarmi o essere come me, forse a volte mi prendono anche troppo sul serio. Io consiglio sempre di sentirsi bene con loro stesse, perché solo così niente potrà impedir loro di fare quello che vogliono.

Spesso, nei video e nelle foto, mostri il tuo corpo. Che rapporto hai con la tua fisicità?
Molto bello, mi sento molto a mio agio col mio corpo. Non è stato sempre così, è stata un'evoluzione, da quando ero piccola e ho cominciato a scoprirmi. Ora so che questo è il mio corpo, non lo posso cambiare, mi accetto per quella che sono.

I tuoi testi parlano di sesso in maniera molto libera.
Certo, ognuno può fare quello che vuole col proprio corpo, l'importante è che si ricordi dell'identità e del rispetto.

È come se volessi affermare che una donna può e deve essere padrona del proprio corpo, soggetto e non oggetto sessuale. Una cosa che non è poi così scontata in un contesto culturale spesso misogino come quello del rap.
Non era scontata perché fino a ora ne hanno sempre parlato gli uomini. Se una donna comincia a parlarne tutto cambia.

In Bitch 2.0 ribalti proprio questi stereotipi sessisti, facendoli tuoi.
È proprio quello il senso, far capire che comunque non siamo oggetti ma esseri umani tali e quali ai maschi, possiamo fare le stesse cose senza essere giudicate negativamente per le nostre azioni.

Ti danno fastidio i commenti spinti dei follower?
Mi ci faccio una risata.

Non ti spaventa tutto questo successo così rapido?
All'inizio sì, molto, pensavo di non essere del tutto all'altezza. Ora invece il sostegno dei miei fan mi fa capire che sto facendo le cose nel modo giusto e ogni volta cerco di farle sempre meglio per me e per loro. Il segreto vero è metterci il cuore e la passione.

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