Attivisti Contro Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019

Congresso mondiale delle famiglie 2019

22 Marzo Mar 2019 1842 22 marzo 2019

Perché i professori di Verona sono contro il Congresso delle famiglie

Al loro fianco anche ricercatori, studenti e persino il rettore dell'Università. Il direttore del Dipartimento di Scienze Umane: «Chiamatelo comizio: è tutta propaganda». 

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Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019 Professori

Basterebbe la presenza (tra gli altri) di Theresa Okafor, attivista nigeriana tra le promotrici di una legge che criminalizza le relazioni tra persone dello stesso sesso, dell’arciprete ortodosso Dmitri Smirnov, grande amico di Putin, e di Silvana De Mari, sostenitrice di una relazione tra omosessualità e satanismo, per capire perché sarebbe necessario fermare, magari con una bella petizione o un presidio, o se non altro boicottare, il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families), in programma a Verona dal 29 al 31 marzo. Ma ormai, l’evento, da cui persino quei punkabbestia (cit.) al governo hanno preso le distanze, alla fine si farà, per la precisione negli spazi della Gran Guardia, palazzo del centro storico a due passi dall’Arena. Non in quelli dell’Università: il rettore Nicola Sartor li ha negati agli organizzatori, data la natura politica del congresso.

HANNO FIRMATO IN 600

Insieme al rettore, anche il resto dell’ateneo scaligero ha espresso una posizione netta e contraria nei confronti del Congresso Mondiale delle Famiglie, attraverso un documento firmato da (ormai) circa 600 tra docenti, ricercatori, dottorandi e studenti. «Abbiamo sentito il bisogno di prendere una posizione nei confronti di un evento che non nasce oggi, che ha una certa storia: non c’è bisogno di aspettare che finisca per sapere che cosa verrà detto in quei tre giorni», spiega a LetteraDonna Riccardo Panattoni, docente di Filosofia Morale e direttore del Dipartimento di Scienze Umane, da cui è nata l’iniziativa. Il Congresso Mondiale delle Famiglie è infatti giunto alla 13esima edizione. Le ultime tre si sono tenute in Paesi dell’Est Europa, tradizionalmente ‘indietro’ su certi temi, mentre nel 2015 l’evento si è addirittura svolto a Salt Lake City. Praticamente, a casa dei mormoni. «La posizione è istituzionale e non politicamente connotata, è tutta la comunità scientifica a essere d’accordo. L’iniziativa è partita da noi di Scienze Umane, perché siamo in prima linea su certi temi, poi si sono unite le altre aree. Abbiamo dovuto dire di no a colleghi di altre università, perché è una presa di posizione che riguarda il territorio dove questo sta accadendo», precisa il professore.

TESI MOLTO PERICOLOSE

Il problema, secondo Panattoni, è che il Congresso porta avanti tesi basate su evidenze scientifiche che in realtà di scientifico non hanno nulla: «L’obiettivo dell’evento è fare propaganda. Non c’è alcuna trasmissione di sapere, il quale invece si trova nell’ambiente della ricerca, dell’università, il nostro insomma», spiega il docente, «se vogliono indottrinare le persone da un punto di vista ideologico, che lo chiamino ‘comizio’ e non ‘congresso’». Appurato che questo evento ha la stessa valenza scientifica di un convegno di terrapiattisti, non bisogna certo abbassare la guardia, visti i temi degli speech in programma, tra cui l’affermazione del creazionismo, l’omosessualità come malattia e l’equiparazione dell’aborto all’omicidio. Quale di esse è la più pericolosa secondo Panattoni? «La tesi più grave è quella meno aggressiva, ovvero la volontà di voler stabilire ciò che è normale e cosa no, perché lascia implicito tutto ciò che nega. Parlando di normalità vogliono patologizzare tutto quello che non vi rientra».

DAL POPULISMO AL CONGRESSO

Secondo il docente da stigmatizzare è anche «il modo in cui il congresso presenta la donna, libera di scegliere tra lavoro e famiglia», perché «non deve aspettare alcun ‘via libera’ e di un uomo certe cose non verrebbero mai dette». Insomma, come sottolinea Panattoni, «dietro certi valori apparentemente positivi c’è in realtà una violenza enorme». Come detto, il Congresso Mondiale delle Famiglie approda in Italia nel 2019, dopo 12 edizioni in giro per il mondo. Non è certo un caso: «La tendenza alla semplificazione del sapere e della cultura ha un sostrato preciso, che va insieme a istanze populiste», spiega Panattoni. I tempi, insomma, erano ‘maturi’ per un evento del genere. A cui, tornando al paragone con i terrapiattisti, forse stiamo dando davvero troppa importanza.

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