15 Febbraio Feb 2019 2051 15 febbraio 2019

Roberta Bruzzone: «In Italia serve una patente genitoriale»

A Genzano una bambina viene malmenata dal compagno della madre. È il secondo caso in due settimane. La criminologa: «Spero che queste donne e questi uomini non vedano più i loro figli».

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Roberta Bruzzone Bambina Picchiata Genzano (2)

Una bambina che piange, un uomo adulto, compagno della madre, che perde le staffe e la picchia così violentemente da farla finire in ospedale con gravi lesioni e in pericolo di vita. La piccola di 22 mesi malmenata a Genzano sopravvivrà, ma la storia che emerge è di quelle preoccupanti, tra la violenza fisica subita dalla minore e una madre che prima sembra voler coprire l'uomo e poi afferma di non volerlo abbandonare, nonostante tutto, perché «lui è la mia vita e ha bisogno di aiuto». A due settimane di distanza dal caso del bambino ucciso dal patrigno a Cardito, in provincia di Napoli, un altro tragico episodio di violenza domestica colpisce i più piccoli. «Una situazione grave e preoccupante», secondo la criminologa Roberta Bruzzone, intervistata da LetteraDonna. «Non ho nessun sentimento di pietà per genitori di questo genere», incalza la Bruzzone, «temo non si tratti di casi isolati, sono solo i pochi di cui veniamo a conoscenza».

DOMANDA. L'uomo che ha aggredito la bambina ha parlato di raptus di follia, lei cosa crede?
RISPOSTA.
I raptus non esistono, non sono mai esistiti. Questa è una persona che sa perfettamente di aver preso a botte una bambina di 22 mesi, un uomo che evidentemente ha un grosso problema nel controllare la sua frustrazione anche nelle situazioni più banali, come una bambina che piange, e chiunque si trovi davanti in quelle situazioni diventa un pungiball. Sicuramente ha problemi psichiatrici ma certamente era pericoloso anche prima e la madre non poteva ignorarlo.

E infatti lo sapeva, a quanto pare.
È questo a preoccuparmi maggiormente. La madre del compagno l'aveva avvertita, parlando addirittura di schizofrenia. E lei ha lasciato una bambina di 22 mesi in balia di un soggetto così pericoloso? Poteva anche avere strumenti culturali limitati, ma qui è un fatto di senso comune.

Quando l'ha portata al Pronto soccorso, la madre ha detto che la bambina era caduta dalle scale.
Assistiamo addirittura a un tentativo di coprire questo tipo di soggetto, di proteggere uno che si accanisce con ferocia contro una bambina di 22 mesi che per puro miracolo non è morta, a differenza di quanto successo due settimane prima a Cardito.

Ora la donna dice che non sa se potrà perdonare l'uomo, ma che non lo abbandonerà perché è la sua vita.
Siamo di fronte a madri che sanno ciò che accade e non solo tacciono, ma si presentano disposte a perdonare e riprendersi in casa il soggetto, pronte a mettere da parte il benessere in nome di una relazione appena iniziata.

Perché?
Perché evidentemente per alcune donne è più importante non restare da sole e arrivano a barattare la salute e la vita dei propri figli con la possibilità di avere un compagno. Una cosa terribile e molto preoccupante. Poi mi viene da chiedermi un'altra cosa.

Prego.
Dov'è il padre naturale? Com'è possibile che nessuno abbia gli strumenti per mettere a tutela un essere tanto piccolo? Mi auguro che questi padri e queste madri i loro figli non li vedano più se non hanno nemmeno gli strumenti per garantire la loro sopravvivenza fisica.

Non può influire il contesto sociale?
Sicuramente siamo di fronte a situazioni di grave degrado, ma questi soggetti non sono in grado di garantire una genitorialità adeguata. La prova del nove l'abbiamo già avuta. Questa donna passa da una storia fallimentare, mette al mondo due figli, e si mette in casa un compagno peggiore del precedente? Mi auguro che la magistratura prenda provvedimenti anche nei confronti di chi, pur avendo il diritto e il dovere di tutelare i bambini non lo fa.

Ora Genzano, due settimane fa Cardito. Una coincidenza?
Temo che non siano due casi isolati di questo periodo e mi domando quanti altri bambini vivono nelle medesime condizioni. Noi veniamo a sapere di queste vicende perché sono estreme e coinvolgono gli uffici sanitari locali, ma credo che i bambini soggetti a trattamenti simili siano centinaia se non migliaia.

Come si può arginare questo fenomeno?
Di fronte a madri che vivono in contesti sociali di un certo tipo bisogna stare attenti. Credo che sia venuta l'epoca di istituire una sorta di patente genitoriale per garantire ai bambini di avere due genitori che siano almeno psichiatricamente sani. Proteggere la prole prerogativa di molte specie animali, evidentemente in quella umana questa prerogativa è decisamente fallace.

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