14 Febbraio Feb 2019 1628 14 febbraio 2019

Patrizia Mirigliani racconta la campagna social Guarda bene chi ami

In occasione di San Valentino la patron di Miss Italia ha lanciato un'iniziativa contro la violenza di genere. A cui, spiega, vorrebbe che partecipassero tanti uomini.

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Patrizia Mirigliani Miss Italia

Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Chi ama non picchia. Il vero amore non può mai essere violento. Solo che il problema, a volte, è riconoscerlo. Alla luce dei numerosi fatti di cronaca che vedono sempre più donne vittime di abusi fisici e psicologici e in occasione di San Valentino, Patrizia Mirigliani ha lanciato la campagna antiviolenza #guardabenechiami, che ha come protagonista gli occhiali da vista, uno strumento simbolicamente utile per riconoscere appunto il vero amore. «Vorrei che a questa iniziativa partecipassero anche gli uomini, che non voglio assolutamente demonizzare», spiega a LetteraDonna la patron di Miss Italia, «da madre so che in Italia tendiamo a mettere al centro i figli maschi: dobbiamo imparare a educarli fin da piccoli al rispetto delle donne, in modo che da grandi possano aiutarle a difendersi».

Il 14 febbraio è la festa degli innamorati. Così voglio lanciare il messaggio di credere sempre e fortemente nell’amore,...

Geplaatst door Patrizia Mirigliani op Maandag 11 februari 2019

DOMANDA. Come è nata questa campagna?
RISPOSTA.
Dalla considerazione che a San Valentino celebriamo l’amore, che però è sempre più spesso ‘malato’ e con conseguenze terribili. Ho sentito il bisogno di sensibilizzare sul tema: l’amore è bellissimo ed è il motore della nostra vita, ma bisogna amare la persona giusta. Dunque, ecco il messaggio: «Cerca di vedere bene chi ami, perché poi potresti ritrovarti con una persona che ti fa soffrire».

Immagino lei parli con le ‘sue’ miss. Alcune le hanno confidato di aver avuto problemi in questo senso?
Per i compagni gelosi e contrari all’indipendenza delle donne, la bellezza delle miss rappresenta un pericolo: può capitare che le ragazze parlino con noi non dico di violenza ma, più in generale, di problemi di varia natura con fidanzato o mariti. Noi rispettiamo la loro privacy e, nel caso, la scelta di non denunciare, che può essere dovuta a diversi fattori come paura e vergogna, oltre al fatto che è difficile lasciare un uomo di cui sei innamorata.

Da un concorso all’altro: da Miss Italia a Sanremo. Intervistata da LetteraDonna, Lorella Zanardo ha detto di considerare svilente il ruolo della valletta. È d’accordo?
Io non trovo svilente il ruolo in sé, ma l’accezione negativa che ha il termine valletta, che trovo arcaico e riduttivo. Cosa c’è di male in una ragazza che, all’Ariston, si limita a dire il nome del cantante o del brano in gara, visto che di mestiere non fa la conduttrice? Claudio Baglioni ha giustamente portato al Festival tutti superospiti italiani, perché dobbiamo aver paura di portarci la bellezza delle nostre ragazze?

C’è chi ritiene sbagliati e ormai superati anche i concorsi di bellezza. Che ne pensa?
Ma se i concorsi di bellezza sono la massima forma libertà che ha una donna di poter dire: ok sono bella, ma ho anche capacità e valori. Purtroppo in Italia non puoi essere bella e anche brava. C’è sempre il sospetto che tu abbia fatto qualcosa per arrivare al successo…

Tra l’altro Miss Italia è capace di lanciare anche messaggi importanti. Lo è stato ad esempio la partecipazione di Chiara Bordi, testimonial di #guardabenechiami.
Chiara è una ragazza disabile che ha convinto tutti per la sua bellezza e quando sfilava non si percepiva la difficoltà che aveva nel deambulare. Nel corso degli anni Miss Italia ha sempre lanciato messaggi semplici e diretti, ma d’impatto: abbiamo alzato il limite d’età, aperto alle ragazze sposate e riservato il concorso alle sole maggiorenni. Visto che non vogliamo ghettizzare nessuna, abbiamo poi evitato di istituire una categoria curvy, visto che ad esempio non c’è una fascia per le bionde e una per le more. Le misure le avevamo già abolite da tempo.

Negli Stati Uniti hanno invece abolito il costume da bagno.
Una cosa assurda: è come andare a Sanremo e non cantare! Il costume da bagno è la divisa della miss. Anzi, della miss che, conscia delle sue capacità, non ha bisogno di coprirsi. Forse in altri Paesi prendono certe decisioni per fare notizia… Io credo nella forza del mio concorso e non lo voglio smentire. Se una ragazza ha una bella fisicità fa bene a mostrarla, ovviamente in modo decoroso, pulito ed elegante.

Nel 2018 Miss Italia è stato condotto da Diletta Leotta, vittima di commenti sessisti sui social. Ne avete parlato?
Sapevo di questa cosa ma non ne abbiamo parlato. Però mi dispiace molto che debba subire tutto questo. Lei è una ragazza bellissima, a modo, con un grande seguito sui social e che è stata capace di farsi largo in un settore ‘maschile’ come il giornalismo sportivo.

La prossima edizione sarà la numero 80. Sta preparando qualche sorpresa?
Vogliamo ovviamente celebrare la ricorrenza raccontando com’è nato, ovvero come concorso fotografico (si chiamava 5000 lire per un sorriso, ndr). Miss Italia ha acquisito questa denominazione nel 1946: l’anno della nascita della Repubblica e del voto alle donne. Non credo sia un caso.

Senta, ma lei ce l’ha una miss preferita?
Come diceva mio padre, la miss del mio cuore è sempre la prossima. Ricordo con piacere però quella del 2003, l’anno in cui ho assunto il ruolo di patron: Francesca Chillemi. Una giovane semplice, simpatica, mediterranea, sorridente e peperina, in grado di rappresentare la favola della ragazza della porta accanto diventa una beniamina del pubblico italiano.

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