Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

25 Gennaio Gen 2019 1329 25 gennaio 2019

Il Comune di Parma si schiera a fianco di una vittima di stupro

A luglio 2018 due uomini torturarono per ore una 21enne. Oggi l’amministrazione comunale ha deciso di costituirsi parte civile nel processo. Intervista al sindaco Pizzarotti: «Non è più possibile minimizzare sulla violenza sulle donne».

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Il Comune di Parma ha deciso di costituirsi parte civile in un processo relativo a un caso di violenza sulle donne e se non è certo la prima volta che un’Istituzione decide di spendersi così apertamente a fianco di quest’ultime, atti simili non rappresentano di certo una consuetudine. La vicenda che ha scaturito l’azione legale risale al 19 luglio 2018 quando dalle cronache locali è balzata a quelle nazionali a causa della propria efferatezza. La protagonista dell’orrore fu una ragazza di 21 anni che dopo aver accettato l’invito ad uscire del noto imprenditore parmigiano Federico Pesci decise di seguirlo nel proprio attico per terminare la serata libera da pregiudizi o morali di provincia, senza sapere che l’avrebbe attesa una notte da incubo. Violentata, frustrata e costretta a subire, da parte dello stesso Pesci e del suo spacciatore nigeriano Wilson Ndu Anihem, violenze che lasciarono senza parole perfino i medici del pronto soccorso, la giovane venne rilasciata la mattina seguente. Una volta a casa fu la madre ad accorgersi che qualcosa non andasse in lei, così dopo la corsa in ospedale emerse una verità che scosse un’intera comunità, con gli occhi finalmente aperti di fronte a quella Parma bene piena di lustrini ma anche di tante ed evidenti ombre.

RICHIESTA DI GIUDIZIO IMMEDIATO

A fine 2018, con Pesci agli arresti domiciliari a casa dei genitori e Ndu Anihem in carcere, è giunta la richiesta del Pm Andrea Bianchi di giudizio immediato per violenza sessuale e violenza aggravata, a fronte di prove e testimonianze a carico dei due imputati giudicate schiaccianti. In attesa del processo tuttavia, un segnale forte è arrivato anche dall’amministrazione comunale, «fermamente convinta di dover prendere una posizione netta in merito a un episodio di brutalità inaudita che non riguarda solo la vittima ma l’intera comunità». L’iniziativa divenuta poi ufficiale è stata comunicata in anteprima attraverso il proprio account Facebook dallo stesso sindaco Federico Pizzarotti, che ha voluto raccontarla anche a noi di LetteraDonna.

DOMANDA: Come ha preso corpo la richiesta all’avvocatura di costituirsi parte civile?
RISPOSTA: Come il naturale proseguimento di quanto stabilito all’inizio di questo mandato con l’emanazione del nuovo statuto comunale, dove abbiamo messo nero su bianco la volontà di promuovere sempre, in quanto Ente, il soddisfacimento dei diritti e dei bisogni delle cittadine e dei cittadini, valorizzando la persona umana.

Un intento apparentemente scontato ma che non sempre viene considerato tra i doveri di una giunta comunale.
Esattamente, noi crediamo invece che solo difendendo alcuni capisaldi che non sembrano tuttavia più considerati tali al giorno d’oggi, si possa davvero costruire una comunità di tutti e per tutti. Per questo nei giorni scorsi con una delibera importante abbiamo formalmente richiesto di prendere parte all’iter giudiziario, affermando con forza la nostra vicinanza a questa ragazza, vittima di episodi che non possono più essere taciuti.

Quali sono adesso gli step previsti dalla legge?
Si devono attendere i tempi del processo e le richieste che gli avvocati metteranno in campo in termini di accusa e difesa, solo allora potremo dire la nostra come Comune.

Una presa di posizione, quella odierna, che punta a non restare isolata.
No, spero ovviamente che si verifichino meno occasioni possibili per applicare quanto stabilito ma ogni volta che ci troveremo di fronte a fatti gravemente lesivi per la persone cercheremo sempre, se sarà possibile, di fare la nostra parte. Come rappresentate della comunità, insieme all’assessorato alle Pari Opportunità e a tutta la Giunta, il segnale che voglio mandare è chiaro: non è più possibile minimizzare su temi come femminicidi e violenza sulle donne che ogni anno mietono centinaia di vittime solo in Italia, e per farlo serve anche una profonda e ampia riflessione, che metta in gioco tutti.

Da dove dovrebbe partire questa riflessione?
Dalla consapevolezza che il caso di cui stiamo parlando non sia isolato e che forme di prevaricazione di genere siano reiterate giornalmente in numeri enormi, spesso anche con sfumature meno evidenti ma ugualmente devastanti per la vittima. Uno degli errori fatti in questi anni credo sia stato quello di considerare la questione femminile quasi archiviata, mentre c’è ancora tanto da fare, soprattutto nella percezione di essa visto che la violenza non è solo fisica.

Spesso invece percorre canali più sottile e paradossalmente a volte più subdoli...
Esattamente, come dimostra uno degli ultimi casi di cui si è parlato, quello che ha coinvolto il colosso della Silicon Valley Oracle, dove le impiegate a parità di curriculum e mansioni vengono pagate meno dei colleghi uomini. La trovo una vicenda assurda, ma anche questo caso non rappresenta purtroppo un’eccezione, per questo credo servano segnali forti da parte di tutti per contrastare una disgregazione sociale sempre più evidente.

La politica del Governo attualmente in carica in questo non aiuta.
No affatto, anzi. Noi come amministratori però cerchiamo di fare ciò che riteniamo giusto per quanto ci sia possibile.

Non senza difficoltà visto che un’altra sua recente decisione, quella di regolamentare la posizione di figli di coppie omogenitoriali, ha destato non poche polemiche
Il riconoscimento giuridico di quei bambini è stato un segnale forte che rientra nel tema dell’estensione dei diritti ad ogni cittadino, senza differenze, e il polverone che si è scatenato a seguito di questa decisione è la prova che in Italia ci sia ancora molto di cui dibattere in termini di diritti umani. Sono stato attaccato duramente dal Vescovo di Parma, da un parroco molto noto in città e dal comitato locale di Forza Nuova ma per quanto mi riguarda si tratta di polemiche sterili. Ciò che una parte di mondo si ostina a non capire è che certe decisioni non si prendano per danneggiare qualcuno ma per stabilire un diritto o difendere la persona qualora tale diritto non venga rispettato. Il mio impegno è quello di continuare sempre su questa linea e di non tirarmi mai indietro.

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